Il “signorsì” del generale Del Vecchio

Il 15 settembre 2009, nella sua ultima visita negli Stati Uniti intervistato da Defence News, Ignazio La Russa annuncerà la sostituzione di due dei quattro Tornado in Afghanistan con quattro AMX e l’impiego di smart bombs contro pashtun e mujaheddin, le stesse che D’Alema aveva fatto generosamente distribuire dai Ghibli su Montenegro e Kosovo.
Dopo la Serbia, gli esecutivi Berlusconi e Prodi sono passati, sempre a braccetto di USA e NATO, a dare un altro aiutino agli alleati in Afghanistan.
Da gennaio 2010 ci sarà un nuovo salto di qualità nella “missione di pace”.
Annaffiare dall’alto formazioni ribelli e terroristi con proiettili da 20 e 27 millimetri degli elicotteri d’attacco A-129 e cacciabombardieri Tornado IDS e con missili anticarro Hellfire sparati dagli UAV Predator e prossimamente dai Reaper non basta più, è arrivata l’ora di passare ai bombardamenti con gli AMX armati di mitragliatrici a sei canne rotanti da 20 mm e GBU12.
Nel 1976, una Paveway da cinquecento libbre su corpo mk83 della Raytheon costava 19.000 dollari al netto del trasporto dai depositi.
L’addestramento di 34 piloti dell’Aereonautica Militare a Nellis nel deserto del Nevada nell’agosto 2009 durante le esercitazioni Green e Red Flag, l’impiego di 10 AMX, con 300 (!) missioni di volo e lo sgancio — testate inerti e simulazioni – di 330 (!) bombe a guida laser Paveway hanno preparato il terreno a quella “revisione di teatro” che il titolare di Palazzo Baracchini confermerà alla rivista militare USA.
Analisi Difesa per l’occasione parlerà di una nuova dottrina di bombardamento.
L’ipocrisia di nascondersi dietro ad un linguaggio fumoso consentirà a La Russa di annunciare a New York (e dove sennò per fare un figurone?) una strategia di annientamento preventivo dall’aria del nemico.
La complicità ed il silenzio della stampa “tricolore” gli eviteranno di dover dare imbarazzanti spiegazioni ad un’opinione pubblica nazionale fortemente ostile alla guerra in Afghanistan.
Per avere una stima delle uscite, in milioni di euro, sostenuti dai contribuenti per Green e Red Flag, in ambienti U-Cas e Cas, abbiamo mandato un e-mail al senatore Mauro Del Vecchio (PD), componente della Commissione Difesa del Senato, pregandolo di dettagliarci sugli oneri di spesa affrontati dal Ministero della Difesa per la trasferta di Aeronautica Militare ed Esercito negli USA.
Il generale della “sinistra” alla Calearo ed alla Colannino ha omesso di risponderci.
Una “dimenticanza” di cui non siamo rimasti affatto sorpresi.
Del Vecchio ci tiene a tenere la bocca rigorosamente chiusa in omaggio alla regola dell’ambiente di provenienza: “Chi non sa parla, chi sa tace”.
Il semplice dovere di informare la gente lo impaccia, lo infastidisce.
In compenso, il generale trova tutto il tempo che gli serve per infilare le dita della mano nel lettore d’impronte e pigiare il bottone del “si” per dare il via libera con tutto il suo gruppo parlamentare al rifinanziamento della “missione di pace” in Afghanistan, anche se a Palazzo Chigi c’è quel brutto ceffo del Cavalier di Arcore.
Del Vecchio risponderà prima delle elezioni 2008 all’appello del Partito Democratico con un “signorsì”.
Il suo pedigree NATO si rivelerà particolarmente adatto a procurargli le simpatie di Veltroni prima e di Franceschini poi. La scelta di lasciar fuori Mini e di cooptare Del Vecchio la dice lunga.
La vasta esperienza militare su cui può contare nei ranghi dell’Alleanza Atlantica gli procurerà tra i big del loft l’elezione a senatore nelle file della “sinistra”.
Lavorerà in coppia con Roberta Pinotti, la parlamentare ligure responsabile del settore Difesa di Bersani, che durante il governo Prodi fu promossa per la sua totale e manifesta incompetenza a presidente della IV° Commissione della Camera nella XV° legislatura per lanciare un segnale di disponibilità e di collaborazione della maggioranza PD-Ulivo al PdL, dove si distinse per un rapporto di lavoro particolarmente intenso ed amichevole con il sulfureo presidente dell’ISTRID on. Giuseppe Cossiga di Forza Italia, figlio di Francesco, per poi passare nel corso della XVI° a fare altrettanto con La Russa, questa volta da rappresentante a Palazzo Madama. Sarà lo stesso Ministro della Difesa a dichiarare la sua riconoscenza alla Pinotti a Montecitorio ed a ribadirlo nel salotto di Bruno Vespa.
Ecco cosa ha scritto su ComedonChisciotte una sua ex collaboratrice: “La conobbi la prima volta nella sede della FLM di Largo della Zecca negli anni ’80 durante una riunione sindacale (io ero delegata della RSU dove lavoravo). Caspiterina! Da sostenitrice delle lavoratrici me la ritrovo guerrafondaia. Ripeto, se lo avessi saputo che ci saremmo ridotte così mi sarei iscritta ad un corso di cucina o di taglio e cucito.”
Il declino ormai inarrestabile, organizzativo, politico, etico del Partito Democratico nasce anche da queste prese d’atto.
Facciamo ora un breve identikit di Del Vecchio.
Bosnia Erzegovina 1997, operativo a Sarajevo, Goradze e Pale; in Macedonia da marzo a giugno ’99 per l’assistenza ai “profughi” albanesi che simpatizzavano per l’UCK; in Kosovo (Pec, Djakovica, Decani, Klina) da giugno a settembre dello stesso anno.
Promosso generale di corpo d’armata nel 2004, comanda la Forza di Reazione Rapida italiana della NATO; dal 2005 al 2006 è comandante ISAF in Afghanistan, pataccato dal Comando Generale della NATO di Bruxelles con la Meritorius Medal.
Vediamo ora di fare le pulci a La Russa, passando dal PD al PdL.
Alcuni giorni fa, scrivemmo di un impegno di spesa per 480 milioni – da ricavare dal gettito dello scudo fiscale previsto al ribasso da 5 a 3.3 miliardi di euro, nella bozza della finanziaria di Tremonti- a parziale copertura aggiuntiva delle missioni militari nel 2010. Il conto è lievitato a 750 milioni di euro, 270 in più nell’attesa di versarne a gennaio con Frattini nelle casse dell’ONU altri 250, al vertice di Londra per la “ricostruzione” dell’Afghanistan. Degli 8.884 milioni di euro della “manovra” di fine anno che si prevede sarà blindata dalla fiducia, 3.253 saranno prelevati dai TFR dei lavoratori italiani, attualmente giacenti nelle casse dell’INPS, per la “spesa corrente”.
Confermiamo a 3.691 il numero dei militari italiani di Esercito, Aeronautica, Carabinieri e GdF attualmente presenti in Afghanistan, compresa la compagnia NTM-A. L’ organico della Task Force 45 è fuori contabilità.
Quando arriveranno a Roma i 400 scarponi in uscita prevista prima di Natale, li toglieremo dal mazzo.
La prossima volta, vedremo di affrontare in dettaglio le verità nascoste della nuova infornata da “1000 per l’Afghanistan”, più vicina ai 1.500 anche se “rimarremo un po’ sotto” – come ha detto La Russa senza arrossire nemmeno un po’. Nel mucchio ci saranno dai 200 ai 220 “istruttori-consiglieri” del Tuscania per l’addestramento-combattimento a sostegno della polizia e dell’esercito “afghano”. Per la NATO, un istruttore ISAF “pesa” quanto cinque militari che combattono sul terreno.
Giancarlo Chetoni

10 thoughts on “Il “signorsì” del generale Del Vecchio

  1. Buongiorno, ci rivediamo circa un altro dei suoi articoli (antasy).. mi limito a indicare le falsità che scrive: i predator o reaper non sono in teatro con armi (difatti gli UAV italiani non hanno neanche la predisposizione per caricare armi di qualsiasi tipo), se non ci crede vada pure in afghanistan a controllare; gli amx mandati giù non hanno, per ora, le bombe Paveway. E se le portassero giù veramente?? Quella è una guerra dove si cerca di combattere insurgents nemici e ricostruire un paese sfasciato (le ricordo che sono coloro che reclutano kamicaze per far saltare in aria i nostri arei civili). Detto questo lei può dirsi contrario alla guerra, può mostrarci una soluzione alternativa ma non può scrivere falsità.

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  2. guardi, per trovare chi “recluta” disgraziati a cui riempire le mutande di esplosivo ed inscenare allarmi terroristici quali pretesti per continuare ad imperversare indisturbati a casa altrui deve rivolgersi a Langley…
    attualmente gli afghani, talebani o meno che siano, hanno ben altri problemi da affrontare, e cioè un’occupazione militare da parte di una coalizione di Paesi stranieri forte di decine di migliaia di soldati e delle più moderne tecnologie belliche.
    per controllare il carico di UAV, AMX e Tornado ci possiamo aggregare agli embedded di Rainews24?

    p.s.: almeno faccia lo sforzo di circostanziare le sue osservazioni, Chetoni è l’autore di questo articolo ma non di tutti gli articoli qui pubblicati

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  3. beh infatti siamo in afghanistan a “tenere occupati” i terroristi che guarda caso ci attaccano (a casa nostra e vigliaccamente) e fare in modo che si ricostituisca un paese (e non l’anarchia militare del terrore dei talebani). Riguardo le inscenate, come mi spiega che gli attacchi terroristici aumentano in modo esponenziale le spese di sicurezza, creano disagi per tutti e certo non aiutano l’economia dell’occidente (turismo etc) E poi come mi spiega che gli attacchi compresi quelli recenti vengono tutti rivendicati dagli stessi terroristi?? O sono anche loro negli uffici a Langley?

    p.s.: io faccio solo delle osservazioni all’autore dell’articolo preposto.

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  4. l’ufficio stampa dell’atlanticamente corretto ha trovato un potenziale candidato all’assunzione.
    a meno che tu non ne faccia già parte…
    e per pietà non entriamo nel merito di chi è il vigliacco, di chi ha creato l’anarchia ed il terrore, delle “rivendicazioni” a mezzo internet e via dicendo.

    aiutaci solo a risolvere un dubbio: visto che gli UAV non portano armamenti e del resto, con tutti i satelliti spia che girano in zona, non hanno la minima utilità in termini di intelligence, cosa ci stanno a fare laggiù?
    affinché quando cadono (e cadono) non finiscano sulle teste di noi italiani ma su quelle di qualche straccione afghano, magari anche “terrorista”?
    https://byebyeunclesam.wordpress.com/2009/06/23/rischi-e-costi-degli-aerei-senza-pilota/#comment-2179

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  5. d’accordo, non ne vuole proprio sapere, e non mi risponde. (l’ironia provocatoria è anche abbastanza offensiva, non crede?)
    Ah ecco, non sono un atlanticamente coretto e non faccio proprio parte di nulla, ho 18 anni e sono uno studente…. quindi può evitare di scrivere alcune cose….grazie.

    Che non hanno la minima importanza lo dice Lei; gli UAV (quelli italiani) sono li per osservare, individuare e supportare i soldati di immagini a tempo reale della sitazione dall’alto.

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  6. Sono mangusta.. si è il mio nomignolo (davo poca importanza al nome, siamo su internet!). Il suo comunque è un programma.

    Si mi risulta, come a lei, che i nostri mangusta(a129) siano in afghanistan armati per individuare ed supportare attivamente le truppe a terra usando il cannoncino da 20mm a tre canne e per obbiettivi più pesanti i missili TOW filoguidati (in modo molto efficace, come ci dimostra il link indicato).

    Tralasciando i particolari tecnici, penso che tutto sta a decidere “da che parte si sta”. Francamente da persona semplice e giovane quale sono, Lei pensa davvero che “noi” siamo nel torto??

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