Una provvidenziale carenza di tecnologia

Quel che succede oggi alla «superpotenza americana» è ben illustrato dal blocco del costosissimo F-35 Joint Strike Fighter il supercaccia che gli USA, come l’ha descritto una informazione di «France Métallurgie»: [sic]
La fabbricazione degli F-35 ha il suo collo di bottiglia in certe presse, che servono a plasmare certe parti di alluminio della fusoliera. Parti di forma complessa e lunghe anche più di tre metri. La Lockheed, che ha il ruolo di capo-contratto, ha demandato la formazione di questi pezzi alla multinazionale dell’alluminio Alcoa. Il fatto è che la Alcoa ha una sola di queste presse da 25 tonnellate, e ha speso 100 milioni di dollari per rammodernarla; infatti, questa pressa è stata costruita negli anni ‘50, e gli americani la copiarono, con gran fatica date le difficoltà tecniche che presentava, da «un modello tedesco della seconda guerra mondiale». C’è anche un’altra pressa del genere in USA, che non è detto dove sia finita.
Conclusione della rivista metallurgica: «Ciò significa che l’aereo americano più tecnicamente avanzato sarà fatto usando un impianto che è vecchio di oltre cinquant’anni e a suo tempo fu considerato una realizzazione storica dell’ingegneria americana. Ciò dice che USA e altri Paesi (perchè l’F-35 lo vogliono vendere ad altri Paesi, a cui hanno affidato parti della fabbricazione) non potranno accrescere la produzione di tali presse (e dell’aereo) date le limitazioni di capacità industriali cruciali. E’ in qualche modo il testamento dell’ingegneria industriale moderna il fatto che questo impianto esista ancora dopo mezzo secolo e sia il solo disponibile per il programma. E dice che sarà arduo accrescere il ritmo di produzione del Joint Strike Fighter». (La panne de la presse d’ALCOA freine le programme du chasseur F-35 de l’US Air Force)
Già: pensate se l’Occidente dovesse condurre una vera guerra, contro veri nemici come i tedeschi e i giapponesi dell’altro conflitto. Pensate se fosse necessario accelerare la produzione di F-35 a centinaia, a migliaia di esemplari: l’unica superpotenza rimasta dipende da due presse di cinquant’anni fa, copiate dai nazisti, e che apparentemente ha perso la capacità tecnica di costruire. Non a caso gli USA e gli israeliani si scelgono «nemici» che sono sicuri di schiacciare, la fantomatica «Al Qaeda», Hamas, i talebani scalzi armati di RPG.
Ma già coi guerriglieri afghani sono in difficoltà. La civiltà-impostura fatica a mettere in linea 30 mila uomini, e – dopo aver tanto propagandato il pericolo estremo rappresentato dal «terrorismo globale» – non osa chiamare la popolazione, coerentemente, alla mobilitazione totale. Perchè sa che la risposta sarebbe la rivolta e la diserzione di massa: i cittadini-conformisti hanno fatto propria l’impostura ufficiale, credono al «terrorismo islamico»: ma, beninteso, non fino al punto da accettare di veder richiamati i loro figli alla leva di massa. Accettano la menzogna virtualista, ma nel sottofondo delle coscienze la sanno mentitrice. In mancanza di patrioti, si rimettono in auge i mercenari, con cui – come già diceva Machiavelli – le guerre si perdono, perchè lo stipendio non è una motivazione sufficiente per l’estremo sacrificio.
Già questo solo fatto rivela l’orribile arretramento del pensiero (militare in questo caso), analogo all’arretramento tecnologico che non consente di moltiplicare le presse Alcoa. L’arretramento è, radicalmente, degli intelletti e dello spirito.
S’intende che i talebani o gli Hezbollah non saranno mai abbastanza superiori da infliggere al virtualismo americanista una sconfitta storica, sicchè gli occidentali possono occupare l’Afghanistan per altri dieci anni, estendere la loro guerra al Pakistan, bombardare l’Iran e continuare ad imporre la volontà di potenza americanista indefinitamente, almeno fino a quando il numero dei militari suicidi non assottiglierà i corpi in modo intollerabile. Le portaerei e i missili intercontinentali sono ancora lì, abbastanza da compiere aggressioni dal cielo e da dissuadere avversari potenziali più potenti.
(…)

Da La civiltà-impostura, di Maurizio Blondet.

2 thoughts on “Una provvidenziale carenza di tecnologia

  1. Gordon Brown ha un’enorme coda di paglia

    (ASCA-AFP) – Londra, 4 gen – ”Completamente inappropriata”. Cosi’ il primo ministro britannico Gordon Brown ha giudicato l’iniziativa di un gruppo islamico, Islam4UK, che vorrebbe commemorare i caduti civili della guerra in Afghanistan con una marcia a Wootton Bassett, citta’ del sud-est dell’Inghilterra dove si svolgono le parate per il rimpatrio delle salme dei soldati britannici caduti. Anche se non e’ stata fissata ancora una data, la sola proposta di tenere la marcia in un posto che e’ diventato il simbolo del prezzo pagato dalle truppe britanniche in Afghanistan, ha causato molto rumore.
    Anjem Choudary, leader di Islam4UK, ha ammesso che la scelta di Wootton Bassett e’ stata fatta apposta per avere maggiore pubblicita’, sottolineando tuttavia che nel 2009 sono morti in Afghanistan 2.038 civili innocenti, contro i 108 soldati britannici.

    "Mi piace"

  2. Here is the problem: U.S. military programs are often over budget and behind schedule.

    For instance, the U.S. media is now engaged in a lively discussion of the F-35 Joint Strike Fighter (JSF) program. Although projected F-35 costs have doubled, deadlines are constantly being pushed back.

    The problem began 20-30 years ago when the United States and other industrial countries began developing new weapons and equipment to replace Cold War-era hardware. It was clear even then that these next generation weapons would cost far more than their predecessors.

    Although Russia withdrew from the arms race after the collapse of the Soviet Union, the United States continued unabated. Washington wanted to achieve global military supremacy, which combined with its political and economic influence would ensure U.S. domination for many decades to come.

    However, Washington encountered problems almost immediately. Skyrocketing R&D costs did not guarantee that the new equipment would have improved combat capabilities, while cost-cutting measures proved ineffective.
    (…)

    I could cite example after example of this problem, but let’s return to the aforementioned F-35 fighter, whose price has doubled. As I mentioned, the deadline for commissioning the jet is constantly being pushed back. Moreover, it is not clear that the F-35 would even be effective in combat. Some analysts claim that the expensive light fighter does not necessarily have an edge over the Sukhoi jet fighter family.

    How can such failures be explained? Among other things, all leading weapons developers and manufacturers eventually run up against a technological barrier. The last time this happened was during World War II and in the immediate post-war period when the piston-engine aircraft became more and more difficult to improve. It was eventually superseded by the jet.

    The major powers achieved a technological breakthrough “thanks” to World War II, which forced them to vastly increase investments in military R&D and fundamental engineering.

    Virtually every industry now faces a new barrier, which has forced them to pay more and more for increasingly shorter steps along the path to progress. Often these are merely cosmetic changes.

    Although the engineers and technicians working on the floor know all about this technological barrier, national defense ministries are growing increasingly detached from technical realities.

    In its report “The Unseen Cost: Industrial Base Consequences of Defense Strategy Choices,” the Aerospace Industries Association (AIA) diagnoses the Pentagon with precisely this malady.

    Leading AIA engineers are openly declaring that the Pentagon’s plans to attain global technological supremacy are untenable in the absence of the necessary base of fundamental research.

    The European Union and Japan are also running up against this barrier. Russia, which is now making up for the 15 years it lost after the collapse of the U.S.S.R., is rapidly approaching the barrier as well. Other industrial countries employing U.S., Russian and European engineering solutions (India, China, etc.) will also inevitably hit this barrier.

    It is hard to see how this barrier will be overcome. Obviously, it will require decades of intensive work and enormous investments in fundamental research. In the past, wars made it possible to compress this process to a span of just a few years. But this is no longer possible. A major war today would more likely push the United States and other countries back decades from the barrier rather than help them to overcome it.

    U.S. military programs run up against technological barrier,
    di Ilya Kramnik
    http://en.rian.ru/analysis/20100323/158291520.html

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.