L’Iran smaschera il nemico

Censiti i bracci “armati” dell’ingerenza occidentale.
(grassetti nostri)

Teheran, 5 gennaio – L’Iran ha vietato ai propri cittadini di avere dei contatti con una sessantina di organizzazioni e gruppi tra cui la BBC, l’Human Rights Watch, diverse emittenti legate agli USA e il sito web dell’opposizione Rahesabz.
A renderlo noto i media di Stato. Il vice ministro dell’Intelligence incaricato degli affari esterni ha fatto sapere che una sessantina di gruppi, sospettati di esser coinvolti nel ‘complotto’ dell’Occidente di rovesciare il regime iraniano, sono stati inseriti in una vera e propria lista nera.
”Qualsiasi tipo di contatto fra persone fisiche o giuridiche e i gruppi coinvolti nella ‘soft war’ (guerra morbida, termine usato per descrivere l’intenzione di rovesciare il governo di Mahmud Ahmadinejad -ndr) è illegale e vietata”, hanno spiegato i media di Stato citando il vice ministro. La lista nera include anche Voice of America, finanziato dal governo USA, e Radio Farda così come i canali satellitari pro-monarchici con base negli Stati Uniti, la radio pubblica israeliana e il gruppo ribelle dei mujaheddin del Popolo.
Il vice ministro ha inoltre invitato la popolazione ad evitare ”contatti irregolari con le ambasciate, con i cittadini stranieri o con i centri ad essi collegati”. ”I cittadini devono essere attenti alle trappole dei nemici e collaborare con il ministero dell’intelligence per proteggere la nazione e neutralizzare le trame degli stranieri e dei cospiratori”, ha detto alludendo ai simpatizzanti dell’opposizione che nel corso degli ultimi sette mesi sono scesi in piazza per protestare contro il potere di Teheran.
Nella lista nera compaiono anche la Brookings Institution, la George Soros’s Open Society Institute e la National Endowment for Democracy con base a Washington. Ieri il ministro dell’Intelligence Heydar Moslehi ha annunciato l’arresto di numerosi cittadini stranieri durante le proteste contro il governo esplose in occasione delle celebrazioni dell’Ashura. Alla fine di novembre, il leader supremo Ayatollah Ali Khamenei aveva detto che la Repubblica Islamica è alle prese con una ‘soft war’ con i suoi nemici stranieri, accusati di aver fomentato le proteste in strada nel tentativo di spodestare il presidente Ahmadinejad.
(ASCA-AFP)

[Esportatori di speranza, maestri di propaganda]

8 thoughts on “L’Iran smaschera il nemico

  1. E’ probabile che a consigliare Tehran ci siano i servizi di Russia e Cina, che sul modus operandi delle ‘ONG’ occidentali, e sul come neutralizzarlo, hanno una oramai ampia e consolidata esperienza, oggi anche coronata da successi schiaccianti.

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  2. mi sfuggono i successi schiaccianti russi, visto che le rivoluzioni colorate sono ovunque al potere. Di successi cinesi sì, ne enumero diversi (Piazza Tienanmen, Tibet, Xiniang), ma russi pochini

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  3. non in Bielorussia, ad esempio.
    i “colorati” poi registrano un netto arretramento in Asia centrale, dove la diplomazia congiunta russo-cinese (condotta anche nell’ambito dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shangai) ha ormai ricreato una sfera esclusiva di influenza, rimane aperto solo il bubbone della base di Manas in Kirghizistan (https://byebyeunclesam.wordpress.com/2009/02/04/bishkek-preferisce-mosca/).
    in Ucraina, i colorati si apprestano a subire una disfatta alle prossime elezioni, sempre che vengano tenute, e tenute regolarmente.
    sul piano interno, in Russia ormai i piani di destabilizzazione raccolgono ben poche simpatie: una decina di giorni fa un raduno della cosiddetta “opposizione” nel centro di Mosca ha raccolto non più di una cinquantina di partecipanti… (http://it.notizie.yahoo.com/10/20091231/twl-russia-oppositori-fermati-a-mosca-e717a22.html)
    la perniciosità dei colorati si esplica piuttosto all’estero, un esempio in Italia dove l’agitprop sionista Aldo Forbice, dai microfoni della trasmissione Zapping su radioraiuno, invita a sottoscrivere un appello da recapitare all’ambasciata russa di Roma per la libertà in… Cecenia e nel Caucaso russo!
    ovviamente, da adoratore dell’icona di sant’Anna Politkovskaya, dimentica di citare, quali vittime della tirannide putiniana, i numerosi esponenti politici delle amministrazioni locali fatti fuori da non ben precisati movimenti “separatisti-islamici”, nonché le decine di vittime civili che questi stessi attentati hanno comportato

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  4. ad esempio:

    (ANSA) – MOSCA, 6 GEN – Sei poliziotti morti e 14 feriti in un attentato suicida a Makhachkala’, capitale del Daghestan, repubblica russa al confine con la Cecenia.
    Un attentatore suicida a bordo di un’auto ha tentato di penetrare nel territorio della postazione di polizia, bloccato all’ingresso dagli agenti di guardia e si e’ fatto esplodere. La potente deflagrazione ha causato una voragine profonda un metro e larga due. Molti dei feriti sono in condizioni gravi.

    ma questo episodio non è compreso nell'”allarme terrorismo”, tanto che sfidiamo a trovare un tg che ne faccia cenno

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  5. anche Pechino ha scoperto il giochino…

    (ANSA) – PECHINO, 24 GEN – Il giornale del partito comunista cinese accusa gli Usa di fomentare attraverso Twitter e Youtube le sommosse in Iran. E accusa Washington di voler controllare Internet in nome della liberta’ sul web.

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  6. il re è in mutande

    (ASCA) – Roma, 31 mar – Shahram Amiri, trentenne scienziato nucleare iraniano scomparso nel giugno del 2009 in Arabia Saudita, si e’ consegnato agli Stati Uniti ed ora lavora per la CIA. Lo ha rivelato l’emittente ABC, secondo la quale la sparizione di Amiri e’ il risultato di una lunga operazione di intelligence per ostacolare il programma nucleare di Tehran.
    Il giovane scienziato aveva lasciato l’Iran per un pellegrinaggio alla Mecca e di lui si erano completamente perse le tracce. Lo scorso ottobre, il ministro degli Esteri iraniano Manouchehr Mottaki aveva accusato gli Stati Uniti di rapimento, chiamando in causa anche le autorita’ saudite. Secondo l’ABC, lo scienziato e’ stato interrogato a lungo ed avrebbe confermato alcuni punti importanti del programma nucleare della Repubblica islamica.

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  7. “perche’ l’America ha perso l’alto valore morale della promozione dei diritti umani”

    (ASCA-AFP) – Washington, 7 set – Il miliardario George Soros ha deciso di donare all’Human Rights Watch 100 milioni di dollari per aiutare a trasformare l’ong in un’associazione ”globale”.
    ”Si tratta di un’organizzazione americana con molte difficolta’ perche’ l’America ha perso l’alto valore morale della promozione dei diritti umani”, ha spiegato l’80enne in un’intervista alla radio pubblica nazionale. ”Desidero che l’organizzazione diventi internazionale, con i membri americani, per esempio, in minoranza”, ha affermato.
    Fondata nel 1978 la ong, con base a New York, era nata sulla scia delle violazioni dei diritti umani in Unione sovietica e nell’Europa dell’est, ma molto presto ha esteso le proprie attivita’ agli Stati Uniti, all’Africa e al Medio Oriente.

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