Bertolaso rimandato in atlantismo

(AGI) – Washington, 25 gen. – “Il governo non si riconosce nelle dichiarazioni” in cui il sottosegretario alla Protezione Civile Guido Bertolaso ad Haiti “ha attaccato frontalmente l’America e le organizzazioni internazionali”.
Questa la secca presa di distanza da Bertolaso espressa dal ministro degli Esteri Franco Frattini al suo arrivo a Washington dove tra poche ore incontrerà il segretario di Stato Hillary Clinton con la quale, tra l’altro, affronterà l’emergenza Haiti .

Esami di riparazione superati con successo
«Con lui [Barack Obama – n.d.r.] prima di tutto, e con gli americani, ho un ottimo rapporto – dice Guido Bertolaso – le mie non erano accuse agli Stati Uniti, ma critiche, da tecnico, alla mancanza di coordinamento delle organizzazioni internazionali».
E via scusandosi e depistando…

Promuovere per rimuovere?
L’Aquila, 29 gennaio – Dopo 10 mesi dalla scossa che il 6 aprile ha colpito L’Aquila, Guido Bertolaso lascia il capoluogo abruzzese che lo ha visto protagonista come commissario all’emergenza. Ma per il sottosegreretario alla Protezione Civile arriva sul campo la promozione a ministro da parte del premier Silvio Berlusconi: “E’ il minimo che possiamo fare dopo lo straordinario exploit di Guido”.
Un gesto che arriva dopo le dichiarazioni di Bertolaso sulla gestione degli aiuti ad Haiti e lo scontro diplomatico sfiorato con gli Usa. Proprio su quell’episodio si appuntano le critiche dell’opposizione che dice: “I ministeri non sono premi”. Ma la ‘promozione’ di Bertolaso non sembra essere cosa di domani mattina. Non è stato solo il diretto interessato a mostrarsene sopreso e dichiararsene del tutto ignaro, poco dopo l’exploit del Premier. Nel Governo in più d’uno parlano di un annuncio a sorpresa, al limite dell’estemporaneità di cui solo nei prossimi giorni si potrà capire portata e sostanza. Anche la ipotesi più gettonata, quella del ‘superministero alle emergenze’ che trasformi ed ampi le competenze della Protezione Civile richiede tempo: a partire dalla nuova legge ad hoc che richiederebbe un nuovo aumento del numero dei ministri. Ad oggi, dunque, a Bertolaso non è restato che incassare la promozione pubblica sul campo da parte del premier, congedarsi dall’Aquila e tornare full time alla Protezione Civile, da Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio
(Apcom)

8 thoughts on “Bertolaso rimandato in atlantismo

  1. Consegna: non dire la verità, mai!

    Ci sono dei bambini incoscenti al governo degli Usa che non bisogna spaventare ma assecondare altrimenti ……..

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  2. Europei, statene fuori.
    Miliband dixit

    (ASCA-AFP) – Bruxelles, 25 gen – Francia, Italia, Spagna, Paesi Bassi, Portogallo e Romania studiano un piano per l’invio di circa 200-300 militari ad Haiti in soccorso della popolazione colpita dal devastante sisma del 12 gennaio scorso. Lo ha annunicato il ministro degli esteri spagnolo, Miguel Angel Moratinos, spiegando che ”tutti i paesi che fanno parte del progetto della forza di Polizia Europea hanno intenzione di partecipare” al progetto. ”Francia, Italia, Spagna, Paesi Bassi, Portogallo e Romania sono gia’ pronte ad offrire personale, ognuno in base alle proprie possibilita’. Insieme rappresenteremo l’Unione europea nel garantire la sicurezza e soprattutto l’arrivo dei soccorsi di cui hanno bisogno gli haitiani”. Francia e Italia invieranno circa 100 unita’, 50 arriveranno dal Portogallo mentre tra i 20 e i 40 sono previsti dalla Spagna. Oggi dovrebbe arrivare l’ok al piano da parte del consiglio dei ministri degli Esteri dell’Unione Europea.
    Spicca pero’ l’assenza della Gran Bretagna, secondo cui gli Stati Uniti, a cui e’ stato affidato il coordinamento dei soccorsi, stanno facendo lavorando bene: ”non sono sicuro che questo sia il modo piu’ giusto di agire”, ha riferito il ministro degli esteri britannico per l’Europa Chris Bryant. Mentre il capo della diplomazia inglese David Miliband, ha sottolineato: ”Penso che sulla sicurezza gli Stati Uniti finora abbiano fatto bene”.

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  3. La totale mancanza di un governo funzionante in Haiti è stato usato per legittimare gli Stati Uniti ad andare, fondamentalmente, a mettere piede lì. Rapidamente, gli USA hanno preso il controllo dell’aeroporto, il che significa che sono loro a decidere cosa va dentro e fuori Haiti. E questo è stato un modo fondamentale per gli Stati Uniti di ostacolare di fatto la consegna di cibo e medicine.
    Organizzazioni umanitarie hanno criticato gli Stati Uniti per le priorità fuori luogo – dice un funzionario degli USA che gli sforzi si sono concentrati non in materia di aiuti nel paese ma su come prelevare le persone e le truppe insidiate e salvare i cittadini statunitensi.
    (…)

    da IL RUOLO DELL’AMERICA AD HAITI: SABOTAGGIO ALLE ATTIVITÀ DI SOCCORSO?,
    di Li Onesto
    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=6704

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  4. medici e Scientology

    (AGI) – Port-au-Prince, 26 gen. – John Travolta e la sua compagna, Kelly Preston, sono sbarcarti lunedi’ a Port-au-Prince, a bordo di un jet personale, carico di aiuti umanitari, ma anche di un’equipe di soccorso composta da 80 medici e 33 volontari della Chiesa di Scientology. Profondamente colpito dalla tragedia del popolo haitiano, l’attore stava gia’ collaborando in maniera diretta ai soccorsi, perche’ aveva prestato nei giorni scorsi uno dei suoi aerei per il trasferimento degli aiuti.

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  5. da segnare sull’agenda per poi verificare

    Gli Stati Uniti hanno inviato oltre 15.000 militari ad Haiti. Circa 4.700 sono stati dispiegati sul terreno, gli altri rimangono a bordo delle navi al largo della costa.
    Le forze armate Usa hanno detto che si ritireranno progressivamente nel giro di tre-sei mesi, man mano che le organizzazioni internazionali assumeranno un ruolo maggiore nel garantire la sicurezza e i soccorsi.
    http://it.notizie.yahoo.com/4/20100126/tts-oittp-quake-haiti-ca02f96.html

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  6. gridano “U.S.A.”

    Washington, 28 gen. – (Adnkronos) – Barack Obama difende e loda lo spirito con cui gli Stati Uniti sono in prima linea nelle operazioni umanitarie ad Haiti. Uno spirito, ha detto il presidente americano nel discorso sullo Stato dell’Unione la notte scorsa, che “vive in tutti quegli americani che hanno lasciato le loro attivita’ per andare in un posto dove non sono mai stati per estrarre dalle macerie persone che non hanno mai conosciuto, con le persone che gridano “U.S.A”, “U.S.A.”, ogni volta che viene salvata una vita”.

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