Fare del mondo un protettorato della NATO

Washington ed i suoi principali alleati nella NATO Gran Bretagna, Francia e Germania, insieme con vari altri nel mondo – fra di essi le potenze nucleari “canaglia” India, Israele e Pakistan (che sanno con chi allinearsi e da chi acquistare armamenti) – dettano i termini del discorso su questioni che vanno dal corretto svolgimento di elezioni a quale nazione può sviluppare un programma energetico nucleare a scopo civile. Ogni Paese al di fuori delle comunità “euro-atlantica” ed “internazionale” fronteggia censura, minacce, “una più forte pressione” ed infine l’attacco militare.
Gli Stati Uniti hanno una popolazione di 300 milioni di persone e l’Unione Europea di 500 milioni, che insieme costituiscono ben meno di un ottavo di quella mondiale. Ma le due, la cui ala militare è rappresentata dalla NATO, tengono “conferenze internazionali” sull’Asia, il Medio Oriente ed altre parti del mondo e pretendono di distribuire ultimatum a tutte le altre nazioni.
Per citare un esempio recente, il New York Times ha riferito che “il Segretario di Stato Hillary Rodham Clinton [il 29 gennaio] ha avvisato la Cina che farebbe fronte ad insicurezza economica ed isolamento diplomatico se non aderisse a nuove forti sanzioni contro l’Iran per il suo programma nucleare, cercando di aumentare la pressione su Pechino affinché si allinei con la campagna a conduzione statunitense”. Lo stesso giorno “l’amministrazione Obama ha informato venerdì il Congresso dei suoi piani per procedere con cinque compravendite di armi con Taiwan per un totale di 6.4 milioni di dollari. La transazione militare include 60 elicotteri Black Hawk, missili intercettori Patriot, avanzati missili Harpoon che possono essere utilizzati contro obiettivi di terra o di mare e due dragamine rimessi a nuovo”.
La Clinton si è unita al coro statunitense di intimidazioni verso la Cina sin da quando lo scorso anno assunse il suo attuale incarico, in maggio anche evocando lo spettro della penetrazione cinese in America Latina.
La Cina non è l’Afghanistan o lo Yemen. E neanche l’Iran. L’arroganza e la megalomania della politica estera occidentale dell’ultima generazione, esemplificate dalle sue guerre nell’Europa sudorientale e nell’Asia meridionale e Medio Oriente, potrebbero essere spinte entro un territorio molto più pericoloso.
Grandiosità, arroganza e la percezione di impunità accecano coloro i quali ne sono afflitti, siano individui o nazioni.
Non ne esiste un esempio più chiaro delle dichiarazioni rilasciate dal Segretario Clinton a Parigi il 29 gennaio.
Per dimostrare la mondialità di coloro che rappresenta – dato che gli Stati Uniti e l’Europa sono gli incontestabili metropoliti e detentori del diritto del pianeta – all’inizio del suo discorso la Clinton ha affermato che “io apprezzo l’opportunità di discutere una questione di grande importanza per gli Stati Uniti, la Francia, e di ogni Paese su questo continente e lontano oltre i suoi confini: il futuro della sicurezza europea”.
Cioè, gli Stati Uniti si arrogano la prerogativa non solo di parlare autorevolmente della sicurezza di un continente distante 3.500 miglia da loro ma anche di intervenire in giro per il mondo per la sua presunta difesa.

Da Make the world a NATO protectorate. Hillary Clinton’s prescriptions, di Rick Rozoff.
[AAA cercasi volontario per traduzione integrale dell’articolo]

3 thoughts on “Fare del mondo un protettorato della NATO

  1. A fronte di un simile dispiegamento di forze per la conquista del mondo intero, fa davvero pena vedere certi “autorevoli analisti” arrampicarsi sugli specchi per minimizzare, riducendo il tutto a “sette basi” (come se già quelle non fossero uno scandalo), la capillare presenza sul nostro territorio nazionale (nel senso di “natio”, luogo in cui siamo nati, poiché l’Italia come Stato esiste solo per tassarci ed altre delizie, ma le prerogative essenziali della sovranità sono state delegate, senza permesso!, a istituzioni sovranazionali) di installazioni Usa/Nato scientificamente dedite all’aggressione “a Oriente”. Altro che “difesa”! Ma da chi? Dal mullah Omar in lambretta!?

    Mi piace

  2. Dio acceca coloro che vuole perdere.
    L’occidente, e gli stati uniti in particolare, stanno vivendo una crisi economica senza precedenti, oltre a ciò gli sta partendo la scheggia in quanto sentono ormai che l’acqua gli è arrivata al culo. Una guerra, però, azzererebbe il mostruoso debito che hanno con la Cina, ma purtroppo anche tutto il resto: Mutua distruzione assicurata, non saranno mica così idioti….. o si?
    saluti

    Mi piace

  3. la Russia risponde, la NATO rilancia

    The next day, February 5, which marked two months since the Strategic Arms Reduction Treaty (START) between the U.S. and Russia regulating the reduction of nuclear weapons and delivery systems expired, the Russian Interfax news agency announced that “President Dmitry Medvedev has endorsed Russia’s military doctrine and basic principles of its nuclear deterrence policy in the period up to 2020….”
    The same source cited Security Council Deputy Secretary and former Chief of the General Staff of the Armed Forces Yury Baluyevsky commenting on the new doctrine: “It is planned to develop the ground, sea, and aerial components of the nuclear triad….Russia needs to guarantee its consistent democratic development using such a stability guarantor as nuclear weapons, as a form of strategic deterrence….Russia reserves the right to use nuclear weapons only if its very existence as a state is endangered.”
    Commentary in the Indian daily The Hindu specified that “The doctrine details 11 external military threats to Russia, seven of which are traced to the West. NATO´s eastward expansion and its push for a global role are identified as the number one threat to Russia.”
    The feature added: “The U.S. is the source of other top threats listed in the doctrine even though the country is never mentioned in the document.
    These include attempts to destabilise countries and regions and undermine strategic stability; military build-ups in neighbouring states and seas; the creation and deployment of strategic missile defences, as well as the militarisation of outer space and deployment of high-precision non-nuclear strategic systems.”
    Regarding the timing of the authorization of Russia’s new military strategy, the report connected it with recent U.S. missile shield decisions and the START talks between Washington and Moscow still dragging on.
    “The new defence doctrine was signed into law and published a day after Romania announced plans to deploy U.S. interceptor missiles as part of a global missile shield fiercely opposed by Russia. Earlier reports said the Kremlin had been holding back the doctrine, prepared last year, because it did not want to jeopardise talks with the U.S. on a new nuclear arms pact that are still going on.”
    (…)

    NATO chief Rasmussen, who not only failed to respond to the accusation that peace and security in Europe were endangered by his military organization’s relentless drive toward Russia’s borders, but advocated NATO involvement beyond the continent to encompass the world.
    In claiming “that in an age of globalised insecurity, our territorial defence must begin beyond our borders,” Rasmussen urged “that NATO should become a forum for consultation on worldwide security issues.”
    His address also included the demand to “take NATO’s transformation to a new level – by connecting the Alliance with the broader international system in entirely new ways.”
    Russia cannot propose a common security system for Europe, but NATO can dictate an international one.
    Rasmussen boasted that the NATO-led International Security Assistance Force in Afghanistan “will further grow in strength this year, with more than 39,000 extra troops,” in the sanguinary killing field the West has created in the long-suffering country.
    Not only did he not express a single reservation about a war that is now in its tenth calendar year and growing deadlier by the day, but he celebrated it as a model for the world: “Our Afghanistan experience…leads me to [another] point: the need to turn NATO into a forum for consultation on worldwide security issues….NATO is a framework which has already proven to be uniquely able to combine security consultation, military planning and actual operations for more than just NATO members themselves. Again, look at Afghanistan.”

    da NATO Expansion, Missile Deployments And Russia’s New Military Doctrine,
    di Rick Rozoff
    http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=17593

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.