Umar Farouk Abdulmutallab, bombarolo non per caso

All’attentatore natalizio di Detroit è stato volutamente e deliberatamente consentito di mantenere il suo visto d’ingresso in USA in conseguenza di un lasciapassare di sicurezza nazionale emanato da una sinora sconosciuta agenzia USA dell’intelligence o delle forze dell’ordine con l’obiettivo di bloccare la revoca di tale visto prevista dal Dipartimento di Stato.
Questo emerge dalle audizioni svoltesi il 27 gennaio davanti alla Commissione per la sicurezza Nazionale alla Camera, in particolare dalla testimonianza di Patrick F. Kennedy, Sottosegretario di Stato per il Management. La traballante versione ufficiale del governo USA sull’incidente del 25 dicembre a Detroit causato dal mutanda-bomber, maldestramente assemblata nel corso dell’ultimo mese e mezzo, ora è completamente crollata, e gli elementi chiave della rete canaglia che fomenta il terrorismo all’interno di agenzie e dipartimenti USA si presentano insolitamente vulnerabili nei confronti di una campagna di rivelazioni che sia risoluta.
Questi sviluppi confermano nettamente l’analisi fornita da chi scrive in un’intervista televisiva del 28 dicembre 2009 su Russia Today.
In tale occasione, la mia valutazione era che Mutallab fosse un capro espiatorio protetto, utilizzato da elementi canaglia della comunità dell’intelligence USA per la deliberata e intenzionale creazione di un incidente di alto profilo mirante a ottenere un effetto politico su grande scala. Il 4 gennaio, Richard Wolffe ha riferito nel corso del programma Countdown della MSNBC che la Casa Bianca di Obama stava indagando se per caso l’incidente di Detroit di Natale fosse stato “intenzionalmente” creato da una rete di intelligence con un’«agenda alternativa».
È stato in questo reportage che Wolffe ha posto l’alternativa «pasticcio oppure cospirazione.» Purtroppo, Obama il 5 gennaio ha optato per la versione raffazzonata.
Sulla base di quanto era già noto pochi giorni dopo l’incidente, era chiaro che le normali procedure di screening e sorveglianza siano state rigettate e interrotte in modo da consentire al giovane patsy nigeriano Omar Farouk Abdulmutallab di imbarcarsi nel suo volo da Amsterdam (Paesi Bassi) a Detroit. Il padre di Mutallab, un ricco, ben noto, ed eminente banchiere nigeriano si era recato presso l’ambasciata degli Stati Uniti nel suo paese per avvertire formalmente un funzionario del Dipartimento di Stato, nonché un rappresentante della CIA sul fatto che suo figlio si trovava in Yemen e con tutte le probabilità intendeva accordarsi con i terroristi.
In circostanze normali, questo rapporto da solo sarebbe stato più che sufficiente per far revocare il visto statunitense di Mutallab nello stesso modo in cui gli era già stato negato l’ingresso in Gran Bretagna. Sarebbe stato anche di norma collocato sulla no-fly list, creando in tal modo due ostacoli insormontabili per poter salire sul volo destinato a Detroit e volar via fino a provocare un incidente che ha causato diverse settimane di isteria collettiva in questo paese, insieme alle richieste di body scanner negli aeroporti.
Inoltre, la comunità di intelligence USA aveva rapporti che riferivano che un nigeriano si stava addestrando con la presunta “al-Qa’ida nella penisola arabica” nello Yemen. Obama aveva convocato una riunione il 22 dicembre con i massimi funzionari di CIA, FBI e Dipartimento della Homeland Security per via delle relazioni su un imminente attacco terroristico durante le vacanze di Natale.
Il 27 gennaio le audizioni della Commissione per la Sicurezza Nazionale alla Camera sono state rivolte anche a Michael Leiter, il direttore assente ingiustificato del Centro Nazionale per il Controterrorismo, insieme a Jane Holl Lute, la direttrice della Homeland Security, che è stata delegata al posto della Segretaria della Homeland Security, Janet Napolitano, che ha boicottato le audizioni.
Ma la testimonianza importante è venuta da Kennedy, le cui responsabilità comprendono i Servizi consolari, e quindi i visti.
(…)

L’articolo di Webster G. Tarpley continua qui.
[grassetto nostro]

4 thoughts on “Umar Farouk Abdulmutallab, bombarolo non per caso

  1. TERRORISMO INTERNAZIONALE:
    OBAMA DELUDE ANCORA:
    PROROGA DI UN ANNO PER PARTI DEL “PATRIOT ACT”

    Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha prorogato di un anno alcune misure che attribuiscono al governo più poteri per investigare contro il terrorismo già contenute nel “Patriot Act”, la controversa legge adottata da George W. Bush all’indomani dell’11 settembre.
    Obama ha rinnovato alcune disposizioni previste nel provvedimento esistente, senza tener conto delle modifiche più garantiste chieste con vigore dall’ala progressista del partito democratico. In particolare, alcuni parlamentari liberal da tempo chiedevano a Obama di rafforzare la difesa della privacy sugli inquisiti e un maggiore controllo sulle indagini.
    Con la sua firma Obama ha confermato invece che sarà possibile intercettare le conversazioni di una persona sospetta su un qualsiasi telefono e vigilare uno straniero che si pensa possa essere coinvolto in azioni terroristiche anche se non appartiene ad alcuna organizzazione estremista.

    da LA NEWSLETTER DI MISTERI D’ITALIA n.134
    http://www.misteriditalia.it

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  2. Yukihisa Fujita

    Tokio, 8 mar. (Adnkronos/Washington Post) – La versione che ci e’ stata fornita dal governo americano degli attentati dell’11 settembre e’ tutta un falso. La tesi, ampiamente e ciclicamente circolata in diversi ambienti e forme sin dall’indomani del crollo delle Twin Towers, ora pero’ ha trovato un sostenitore quanto meno imbarazzante per il governo giapponese, il primo del dopoguerra guidato dal Partito democratico. A sostenerlo in diverse interviste, ricorda oggi il “Washington Post”, e’ infatti Yukihisa Fujita, un importante esponente del partito del primo ministro Yukio Hatoyama e capo della commissione di ricerca degli Affari Esteri della Camera alta del parlamento giapponese.

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  3. Operation Northwoods

    Operation Northwoods was a plan circulated in the U.S. government in 1962 to stage false flag terrorist attacks inside the U.S. and abroad to provoke “military intervention in Cuba”. The plan called for Central Intelligence Agency (CIA) or other operatives to commit genuine acts of terrorism in U.S. cities and elsewhere. These acts of terrorism were to be blamed on Cuba in order to create public support for a war against that nation, which had recently become communist under Fidel Castro. One part of the Operation Northwoods plan was to “develop a Communist Cuban terror campaign in the Miami area, in other Florida cities and even in Washington.” The document was signed by Chairman of the Joint Chiefs of Staff Lyman Lemnitzer and reportedly presented to Secretary of Defense Robert McNamara on March 13, 1962.
    (…)

    http://publicintelligence.net/operation-northwoods/

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  4. Pingback: Islamico prega a bordo,volo rientra - Pagina 11 - Politica in Rete Forum

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