L’oppio afghano invade la Russia

Secondo il rapporto dell’Ufficio sulle Droghe ed il Crimine dell’ONU, presentato lo scorso febbraio a Vienna durante i lavori della relativa Commissione, la Russia oggi è seconda solo all’Europa nell’uso di derivati dall’oppio di produzione afghana (eroina inclusa), e prima tra i singoli Stati.
Quando era ancora in Afghanistan, Osama bin Laden predisse che “essi moriranno per le nostre droghe”. Per “essi” egli intendeva la Russia, che all’epoca sosteneva attivamente il rivale storico Ahmad Shah Massud.
Bin Laden mantenne la parola: la sua dichiarazione risale al 1999, e nel successivo decennio il numero dei tossicodipendenti in Russia si è decuplicato. Ogni anno vengono consumate circa 80 tonnellate di eroina afghana, il 20% della produzione totale di tale sostanza nel Paese centro-asiatico ed il 90% di quella complessivamente consumata in Russia. Che conta per il 15% del consumo delle droga afghana, mentre ad esempio la Cina, con la sua enorme popolazione, “solo” per il 12%.
Nemmeno la riduzione significativa della superficie coltivata ad oppio, da 193.000 ettari nel 2007 a 123.000 nel 2009, modifica i termini della questione, in quanto è contemporaneamente incrementata la relativa produttività e lo scorso anno la produzione si è attestata attorno alle 7.000 tonnellate, per un valore di 65 miliardi di dollari.
Tutti questi dati di fonte ONU vengono confermati dalle autorità russe. Viktor Ivanov, responsabile del Servizio Federale per il Controllo della Droga, ha affermato che in Russia vi sono tra 2 e 2,5 milioni di tossicodipendenti, dei quali solo 500.000 ufficialmente censiti. Il numero di tossicodipendenti cresce di 80.000 all’anno, mentre vi sono fra i 30.000 e 40.000 decessi legati all’uso di droghe, annualmente.
Tre sono le rotte attraverso cui la droga esce dall’Afghanistan. La più importante, per il 35-40% del totale, passa per l’Iran e poi giunge in Europa occidentale dai Balcani. La seconda, che vale per un 25-30%, è quella che più di tutte convoglia la droga verso la Russia attraverso le ex repubbliche sovietiche dell’Asia centrale. La terza, per un restante 25-30%, passa per il Pakistan e poi arriva fino in Europa via mare.
E’ quindi comprensibile l’indignazione che la Russia va esprimendo ultimamente nei confronti del ruolo fallimentare della NATO nel contrastare la coltivazione di oppio in Afghanistan. Ad iniziare dall’ambasciatore russo presso l’Alleanza, Dmitry Rogozin, che ha definito “l’aggressione dell’eroina” come “la principale minaccia” al proprio Paese, dicendosi sicuro che la NATO non adotterà misure aggiuntive contro i narcotrafficanti afghani per evitare ulteriori perdite di truppe. Continuando con Alexander Kozlovsky, vice presidente del comitato affari esteri del Parlamento russo, che ha duramente criticato la NATO in quanto “praticamente si è messa a guardia dei campi dove le droghe vengono coltivate”.
Il già citato Ivanov ha riferito che il numero di arresti di narcotrafficanti in Afghanistan è diminuito di 13 volte e la chiusura di laboratori per la lavorazione della materia prima di 10 volte, negli ultimi tre anni. Si è inoltre registrato un sensibile declino nel volume di oppio sequestrato, nel 2009 solo 140 tonnellate, un misero 2% del prodotto totale.
Ivanov ha quindi espresso forte preoccupazione anche per l’allarmante aumento del transito di droga verso il Daghestan, l’instabile regione nel Caucaso russo, che favorisce la criminalità e le attività terroristiche. Ha infine fatto notare come negli ultimi anni l’ONU abbia sempre più eluso le proprie responsabilità nell’attuazione dei programmi di lotta alla droga, lasciando campo libero alla NATO la quale a sua volta ha delegato le autorità locali.
Quelle medesime autorità che, dopo aver assunto il controllo della città di Marjah e dell’intero distretto di Nadali al termine della recente operazione Moshtarak condotta dalle truppe dell’ISAF congiuntamente all’esercito afghano, hanno informalmente concesso ai contadini di continuare a produrre oppio. ”L’unico vero scopo dell’operazione Moshtarak – ha spiegato a Peacereporter Safatullah Zahidi, un giornalista locale – era mettere le mani sulle piantagioni di papavero da oppio. E quelle di Marjah e del suo distretto, Nadali, sono le più grandi e produttive di tutto l’Afghanistan. Grazie all’operazione Moshatarak sono tornate sotto controllo del governo e degli americani, giusto in tempo per il raccolto di marzo. E ora faranno lo stesso con le piantagioni della seconda principale zona di produzione di oppio, quella di Kandahar”.

Aggiornamento 3/4/2010
Sempre secondo il rapporto dell’ONU citato, non più del 3-4% del ricavato dell’oppio afghano finisce a finanziare il movimento talebano, per un ammontare comunque inferiore ai 300 milioni di dollari. Tolti altri 500 milioni ai contadini ed ai proprietari terrieri, a godere dei 65 miliardi di dollari sono sostanzialmente le reti “internazionali” del narcotraffico.
In merito alla crescente produttività, secondo esperti britannici nel 2009 ogni ettaro coltivato a papavero ha reso 56 chili di oppio, il 15% in più rispetto all’anno precedente.
Fonte RIA Novosti, come tutti i dati presenti nell’articolo.

13 thoughts on “L’oppio afghano invade la Russia

  1. Afghanistan: Truppe USA Fanno Finta Di Non Vedere Campi Oppio

    (AGI) – New York, 21 mar. – Pur di conquistare i ‘cuori e le menti’, ma soprattutto le pance degli afghani, le truppe Usa in Helmand non solo non sradicano piu’ i campi d’oppio, principale se non unica fonte di sostentamento dei contadini locali. Non solo. I soldati del generale Stanley McChrystal impediscono anche alle truppe di Kabul di distruggere le coltivazioni di papavero.
    Questa la nuova strategia adottata, secondo il New York Times, nella zona di Marjah, teatro di una violenta offensiva congiunta, dove il “60/70% dei contadini” vive grazie all’oppio .

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  2. dopo Mosca tocca al Daghestan

    Mosca, 31 mar. – (Adnkronos/Xin) – Nove persone tra cui due agenti di polizia, sono stati uccisi in due esplosioni nella citta’ di Kizlyar, in Daghestan. Lo riferisce l’agenzia russa Itar-Tass, precisando che un poliziotto e’ morto sul posto e un altro mentre veniva trasportato in ospedale. Una delle due esplosioni e’ avvenuta nei pressi del cinema Iskra, indica l’agenzia russa citando fonti della sicurezza locale.

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  3. non solo oppio…

    ASCA) – Roma, 31 mar – Otto anni di occupazione americana non hanno piegato il traffico degli stupefacenti in Afghanistan. Il piu’ grande produttore mondiale di oppio e’ ora anche il leader globale della produzione di hashish, piu’ facile da coltivare e piu’ redditizio. Lo rivela un rapporto delle Nazioni Unite – pubblicato sul sito web dell’Onu – nel quale si stima che nel paese ogni anno vengano coltivati fra i 10 mila e i 24 mila ettari di cannabis, con una produzione su larga scala in almeno la meta’ delle 34 province del paese capace di estrarre 145 chili di hashish, la resina che si ricava dalla marijuana, per ogni ettaro coltivato di cannabis, contro i 40 chili per ettaro registrati in Marocco.
    Secondo queste stime, illustrate da Antonio Maria Costa, direttore esecutivo del Dipartimento antidroga del Palazzo di Vetro (UNODC), l’Afghanistan immetterebbe sul mercato nero internazionale fra le 1.500 e le 3.000 tonnellate di ”fumo” ogni anno. Anche se l’oppio, da cui si ricava l’eroina, e’ ancora la coltivazione preferita fra gli agricoltori afgani, l’hashish consente un guadagno lordo di 3.900 dollari per ettaro, contro i 3.600 del papavero, ed e’ tre volte piu’ economico come costi di produzione.
    ”Come nel caso dell’oppio”, sottolinea ancora Costa, ”la coltivazione della cannabis si concentra soprattutto al sud, nelle regioni dove e’ maggiore l’instabilita’ politica”. Il ”charas”, come viene chiamato l’hashish in quelle zone, viene consumato anche a livello domestico, ma la quasi totalita’ della produzione e’ destinata alle tradizionali rotte del narcotraffico, soprattutto nella province di Balkh, Uruzgan e Kandahar.

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  4. Secondo la ”UNODC” ci sono da 10.000 a 24.000 Ettari di terreno dove viene coltivata Cannabis e annualmente si ricavano da 1.500 a 3.500 Tonnellate di Haschisch, mentre altre Nazioni hanno una consistente coltivazione di Cannabis.. l’Afganistan è al primo posto, questo lo dichiara il Capo dell’ UNODC “Antonio Mario Costa” durante un convegno a Vienna.. l’Afganistan produce 140 chili di Haschisch per ogni Ettaro mentre il Marocco ne produce solamente 40 chili per ogni ettaro, queste informazioni si basano su ricerche fatte in 20 Province e 1.634 paesetti Agfanistan, il guadagno netto si basa 2.490 Euro per un Ettaro di Cannabis ..mentre i contadini che coltivano Oppio guadagnano per ogni ettaro 1.495 Euro, nonostante ciò i contadini stanno passando alla coltivazione di Oppio che serve per ricavarne l’Eroina. Tutti ne approfittano di questo commercio, Talebani Ufficiali del Governo Afgano.. i Comandanti delle Truppe Nato e naturalmente la CIA che riempi le sue casse per finanziare le sue losche e perverse azioni di Omicidi/Genocidi ”CIA = Cocain Import Agency”.
    Certamente l’aspetto finanziario è l’altra parte della Medaglia, l’importante è sapere dove viene venduta la Droga e per quale scopo, già da anni la Russia è invasa dalla Droga il Governo Russo ha capito che la situazione è molto grave e incolpa la Nato e il Governo americano di condurre una guerra contro la Russia a base di Droga, cercando di distabilizare la gioventù russa, la stessa tattica venne usata dagli inglesi durante la “Guerra dell’Oppio” in Cina dal 1839 al 1842 che portò alla quasi completa distruzione della società, provocando problemi politici interni e distabilità.
    Per questo la Russia protesta sempre nei confronti dei Governi Occidentali ..ma la NATO non prende alcuna iniziativa, il Ministro russo Victor Ivanov non nasconde di citare le somme… 30.000 persone muoiono annualmente in Russia a causa del consumo di Eroina che al 90% proviene dall’Afganistan, lamentandosi che i produttori di Droghe hanno la completa immunità da parte delle forze NATO/USA, in Russia attualmente ci sono 5 Milioni di Drogati da Eroina che stanno provocando un problema nella società mettendo a rischio le prossime generazioni.. grazie alla NATO.
    Fatto sta che Washington assieme alla CIA controlla tutto il mercato delle Droghe che c’è nel mondo, dalla cocaina della Colombia fino all’Haschisch e Eroina dell’Afganistan, quelli che giornalmente vengono beccati sono solo degli Amatori che fanno la parte della concorrenza, questo serve a creare uno Show per poter sviare gli occhi dai veri Criminali.

    PS. Sorvolando il confine tra Pakistan e Afganistan si possono vedere i campi coltivati di Oppio e le truppe NATO che fanno da guardia ai contadini pr proteggerli dagli attacchi dei Talebani.. la cosi detta Guerra alle Droghe è solamente una delle tante prese per i fondelli che giornalmente i Media lecca fondelli per devozione e religione ..diffondono per riempire le loro pagine dei giornali o Internet.
    Un augurio di …??? ai direttori di testate giornalistiche e ai loro lecca fondelli che si dichiarano giornalisti, infami e degenerati porci mentali.. accafonati venduti senza dignità e senso di utilità alla società, sperando che siano i vostri figli a sputarvi in faccia.

    da NATO = N..orth A..tlantic T..error O..Organization,
    di Corrado Belli
    http://www.mentereale.com/articoli/nato-n-orth-a-tlantic-t-error-o-organization

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  5. La Russia dichiara guerra all’eroina afgana

    (ASCA-AFP) – Mosca, 9 giu – La Russia dichiara guerra all’eroina afgana. Il flusso di eroina che giunge in Russia dall’Afghanistan rappresenta una ”seria minaccia” allo sviluppo del Paese, ha dichiarato il presidente russo Dmitry Medvedev presentando al forum internazionale contro la droga afgana un nuovo programma anti-droga. ”Per combattere questa minaccia abbiamo messo a punto una nuova strategia anti-droga fino al 2020”, ha spiegato Medvedev.
    Nel 2009, oltre 30mila russi sono morti a causa dell’uso dell’eroina afgana, secondo l’agenzia federale per il controllo sulla droga. ”I giovani – ha concluso il presidente russo – sono stati le principali vittime del narco-traffico. La produzione di oppio e’ raddoppiata negli ultimi dieci anni. E purtroppo l’Afghanistan e’ il principale fornitore”.

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  6. !!!

    Russia has asked the United States for information about a number of people suspected of organizing the trafficking of Afghan drugs to Russia, a Russian official said on Thursday.

    “We have identified several people who live in the U.S. and organize the trafficking of drugs from Afghanistan to Russia. We have passed this information on to the appropriate U.S. entities and we are waiting for confirmation,” Russia’s drug chief, Viktor Ivanov, told an international anti-drug forum in Moscow.

    He said he hopes efficient mutual cooperation will help detain the dealers and halt the flow of drugs.

    http://en.rian.ru/russia/20100610/159377545.html

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  7. l’impegno iraniano

    (ASCA-AFP) – Nazioni Unite, 9 set – ”Migliaia di agenti antidroga sono stati uccisi e miliardi di dollari sono stati spesi nella lotta dell’Iran contro i trafficanti di oppio”. Lo ha dichiarato l’ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite Mohammad Khazaee.
    L’ambasciatore ha affermato che il suo paese ha bisogno di maggiori aiuti internazionali per combattere il traffico di stupefacenti, che ha detto essere ”la maggiore fonte di guadagno” per i gruppi militanti eversivi nella regione. Khazae ha sottolineato che nel 2009 circa il 90 per cento della produzione mondiale di oppio, piu’ di 6.900 tonnellate provenienti dal vicino Afghanistan, ”e’ passato attraverso le frontiere dell’Iran”.
    ”Esortiamo la comunita’ internazionale a prestare maggiore attenzione a questo problema”, ha dichiarato l’ambasciatore. ”Portiamo sulle nostre spalle un peso enorme, in gran parte senza ricevere il minimo aiuto da parte della comunita’ internazionale. Ma dobbiamo sottolineare che nessun paese puo’ affrontare questo flagello da solo”, ha aggiunto.

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  8. “non c’e’ spazio per falso ottimismo”

    ROMA, 30 SET – La produzione di oppio in Afghanistan nell’ultimo anno si e’ dimezzata, ed e’ la piu’ bassa quantita’ registrata dal 2003. E’ quanto emerge dal rapporto annuale dell’Onu che monitora la coltivazione di oppio nel Paese, il maggiore produttore al mondo.
    Stando allo studio dell’Ufficio dell’Onu per la droga e il crimine (Unodc) pubblicato oggi, per il 2010 si calcola una produzione di oppio in Afghanistan pari a circa 3.600 tonnellate con una riduzione del 48% rispetto al 2009 quando le tonnellate prodotte furono circa 6.900. L’Onu sottolinea tuttavia che il dato non deve suscitare particolare ottimismo, in quanto la riduzione della coltivazione e’ dovuta principalmente al diffondersi di una malattia delle piante a partire dalla scorsa primavera, in particolare a Helmand e Kandahar. L’estensione delle colture rimane infatti invariata a 123 mila ettari rispetto al 2009. Di questi il 96% e’ concentrato nelle province meridionali, dal 2007 le zone piu’ violente, e nell’Ovest. I talebani continuano a finanziarsi principalmente con la produzione di oppio.
    L’Onu avverte inoltre che questa riduzione dei livelli di produzione con tutta probabilita’ restera’ un dato temporaneo, in quanto il conseguente aumento dei prezzi costituisce un forte incentivo per i coltivatori ad aumentarne la coltivazione. ”E’ una buona notizia ma non c’e’ spazio per falso ottimismo – Ha detto alla Bbc il direttore esecutivo di Unodc, Yury Fedotov – il mercato puo’ diventare particolarmente appetibile per i coltivatori di oppio, la situazione va quindi monitorata attentamente”. Il rapporto dell’Onu evidenzia infatti che, dopo una costante riduzione registrata a partire dal 2005, i prezzi dell’oppio sono di nuovo in aumento, fino al 164% in piu’, dai circa 64 dollari al chilo nel 2009 ai circa 169 dollari di quest’anno.
    (ANSA)

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  9. Pingback: I soldati USA proteggono le coltivazioni di oppio afghano « FreeYourMind!

  10. La produzione di droga in Afghanistan ha toccato il suo massimo storico, ma la situazione è destinata a peggorare ulteriormente con il ritiro delle truppe internazionali dal Paese

    “This year, over 250,000 hectares are allocated for opium poppy cultivation and another 150,000 hectares for the cultivation of cannabis,” he said, adding that 4 million Afghans are involved in the illegal drugs industry in the country”.

    http://rt.com/politics/188856-afghanistan-drugs-us-ivanov/

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  11. nuovi record per le superfici coltivate a papavero e gli introiti dalla vendita della materia prima…

    “Despite Washington spending $7.6 billion on counter-narcotic initiatives in Afghanistan, 2013 witnessed a record surge in the amount of opium poppy cultivation, according to the US inspector general for Afghan reconstruction.
    The Central Asian country cultivated a record 209,000 hectares (516,000 acres) of opium poppy in 2013, beating the previous highest level of 193,000 hectares (477,000 acres) in 2007, according to the UN Office on Drugs and Crime (UNODC).
    (…)
    The UNODC estimated the total value of Afghan poppy cultivation, together with opium products, in 2013 at about $3 billion, a 50 percent increase over the $2 billion level set in 2012.
    Sopko attributes this increase to “deteriorating security in many parts of Afghanistan and low levels of eradication of poppy fields.” He went on to predict “further increases in cultivation” in 2014”

    http://rt.com/news/197708-afghanistan-opium-us-war/

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