2013…

Milano, 17 maggio – E’ previsto nel 2013 il rientro definitivo dei militari italiani in Afghanistan. Lo ha ribadito il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, facendo il punto della situazione in Afghanistan dopo l’attentato di questa mattina durante una conferenza stampa alla Prefettura di Milano.
”Il piano Mc Cristal prevede dal 2011 l’avvio delle operazioni di rientro dei nostri militari, rientro che pensiamo diventerà definitivo nel 2013”. La Russa ha chiarito che entro il 2013 l’Afghanistan non sarà pacificato, ma sarà in grado di cavarsela da solo: ”Siamo convinti – ha spiegato a questo proposito – che entro quella data l’Afghanistan non sarà pacificato, ma sarà un Paese in grado di far fronte autonomamente a questa situazione”.
(ASCA)

Intanto, entro la prossima estate, ne partono altri mille circa, superando il totale di 4.000 unità.

Per un costo stimato non inferiore ai 600 milioni di euro durante il 2010, ovverosia 50 milioni al mese, quasi 2 milioni al giorno.
Sanità, scuola, pensioni…? Lì solo tagli.

Nell’attesa, armiamoci sempre più, strumentalizzando morti e feriti.
“E io pago”

Roma, 18 maggio – Alla missione in Afghanistan devono essere garantite le risorse necessarie a mantenere i più alti livelli di sicurezza per i militari italiani impegnati. E’ tornato a ribadirlo oggi il ministro della Difesa Ignazio La Russa, nel corso di un’informativa urgente alla Camera sull’attentato in cui ieri due alpini hanno perso la vita e altri due sono rimasti feriti.
“Fintanto che ci saranno le nostre missioni internazionali, avremo bisogno delle risorse necessarie a garantire il massimo di sicurezza possibile”, ha detto La Russa.
“Pertanto va confermata la ferma intenzione della difesa, del governo e penso di tutto il Parlamento a continuare ad aggiornare gli armamenti disponibili e a cercare soluzioni per garantire il massimo della sicurezza” ai militari italiani, ha aggiunto il ministro.
(Reuters)

8 thoughts on “2013…

  1. “Attentato” ? Da quando una legittima operazione militare in un teatro di guerra si definisce “attentato” ? Solo l’ipocrisia occidentale/italiota può pretendere che si vada in guerra e il nemico non ti spari. Che ci piaccia o no le truppe italiane in Afghanistan stanno partecipando ad un’occupazione militare di un paese straniero, e la resistenza Afghana è legittimata da tutte le convenzioni internazionali a colpire ed eliminare gli occupanti.

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  2. (…) L’impegno bellico dell’Italia in Afghanistan continua a crescere senza sosta, in termini di uomini e mezzi da combattimento inviati al fronte, e quindi anche di costi economici e, come si è visto oggi, umani.
    Sta iniziando infatti il dispiegamento dei famosi rinforzi promessi da Berlusconi a Obama, che nel giro di alcuni mesi porterà le truppe italiane schierate sul fronte afgano dalle 3.300 attuali ad oltre 4mila.

    Tra poche settimane verrà inviato un quarto ‘battle group’ formato da due compagnie di bersaglieri della brigata Garibaldi con cingolati Dardo e da una compagnia della brigata di fanteria corazzata Pinerolo dotata dei nuovi carri Freccia. Il dispiegamento verrà completato dopo l’estate con l’invio del reggimento lagunari Serenissima, forti dei loro mortai da 120 millimetri.

    Tutto questo farà lievitare ad almeno 750 milioni di euro il costo annuo della missione di guerra italiana in Afghanistan, che ancora oggi il ministro degli Esteri Franco Frattini, si ostina a definire ”missione di pace”. Ma, soprattutto, farà inevitabilmente aumentare la probabilità di nuove perdite tra i nostri soldati, mandati a combattere, a uccidere e a morire dai nostri governanti non per difendere il nostro Paese, ”per tenere lontano il terrorismo dalle nostre case”, come ribadito oggi dal ministro della Difesa Ignazio La Russa, ma semplicemente per salvaguardare l’alleanza (sarebbe meglio dire la sudditanza) nei confronti dell’alleato americano.

    Da Campagna d’Afghanistan,
    di Enrico Piovesana
    http://it.peacereporter.net/articolo/21946/Campagna+d%27Afghanistan

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  3. “per tenere lontano il terrorismo dalle nostre case”

    Che essere schifosamente in malafede questo La Russa.
    O è in malafede o siamo “governati” da una banda di cerebrolesi.

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  4. buona la prima, perché servi si nasce (e quasi sempre si muore).
    piuttosto, lesi siamo noi che andiamo pure a votarli (destri, centri e sinistri) e poi ci lamentiamo quando tolgono l’insegnante di sostegno a nostro figlio o mettono un ticket aggiuntivo per la visita specialistica…

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  5. In tutta questa storia se andiamo a vedere bene, le industrie belliche americane producono e guadagnano e statisticamente danno l’impressione che gli usa siano usciti dalla crisi. Non penso sia la verità. Se togliamo questa fetta dell’economia ben poco resta. Ben vengano le guerre (per loro). Per noi europei un po’ meno.

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  6. “Nel caso dell’Italia, che nel 2009 ha speso 600 milioni di euro per la missione afghana con 3.200 effettivi, il rafforzamento a oltre 4 mila unità, con altri elicotteri e blindati, che verrà attuato nel secondo semestre porterà presumibilmente le spese del 2010 vicine ai 700 milioni con un ulteriore aumento previsto nel 2011.”

    da Sempre più cara la guerra in Afghanistan,
    di Gianandrea Gaiani
    http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2010/05/guerra-afghanistan-sempre-cara.shtml?uuid=79143a5a-6376-11df-b805-90ff3ebcf28f&DocRulesView=Libero

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  7. La Gran Bretagna “non può più permettersi l’Afghanistan”. E noi?,
    di Debora Billi
    http://crisis.blogosfere.it/2010/05/la-gran-bretagna-non-puo-piu-permettersi-lafghanistan-e-noi.html

    Incredibile a dirsi, è proprio nel Regno Unito che comincia ad emergere un dibattito, ad alti livelli, sull’opportunità di rimanere nel pantano del Afghanistan.

    Non si tratta però di valutazioni riguardo alla guerra o al numero di militari caduti, bensì sui costi: in tempo di crisi, la Gran Bretagna sta seriamente pensando di ritirare le proprie truppe dal teatro di guerra perché non se lo può più permettere.

    Lo riporta l’Independent. Il Ministero della Difesa inglese ha un buco di budget di ben 36 miliardi di sterline per il prossimo decennio, e i politici scalpitano nel dover spiegare agli inglesi che si continuerà a spender soldi per mandare la gente a morire:

    E’ insostenibile che questo numero di soldati resti in Afghanistan ed in Pakistan per un periodo indefinito. Non ce la facciamo, e il Ministro della Difesa ne è perfettamente consapevole.

    Così un deputato conservatore. Gli fa eco una fonte anonima dell’Isaf:

    Non c’è ragione di mandare soldati inglesi in posti dove servono elicotteri, perché gli elicotteri non li hanno.

    Sembra anche che si cominci a fare resistenza alle pressioni americane:

    Essenzialmente, gli americani sanno che non ce lo possiamo più permettere e che i soldati vengono ammazzati senza un motivo valido. Qualsiasi cosa dica il Pentagono, questo non è business as usual.

    Dove non poté il buon senso, poté la crisi. Non resta che augurarsi che anche lo Stato italiano ammetta che non possiamo più permetterci costose avventure militari, buone solo per quando non si sa dove sbattere i soldi.

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