Marchionne in Serbia

A chiarirci le idee è arrivato tempestivamente Sergio Marchionne, che ha annunciato l’intenzione della FIAT di spostare la propria produzione in Serbia, dove la “tassazione sarebbe minore”.
Non a caso, uno dei rari autori a scrivere con cognizione di causa sulla vicenda kosovara, diversi anni fa notò come: “L’obiettivo mancato di allontanare Milosevic dal potere, non fa che ritardare un programma occidentale che vede nella Serbia un formidabile fornitore di manodopera, oltretutto una manodopera molto qualificata e a buon mercato. Secondo studi recenti, la manodopera serba, con un salario doppio di quello che percepisce attualmente, costerebbe dieci volte meno di quella immigrata in Europa. Inoltre la sua vicinanza con i mercati europei ridurrebbe enormemente le spese di trasporto. In questo modo per il mercato mondiale del lavoro la Serbia diventerebbe molto più appetibile dell’Estremo Oriente” (Sandro Provvisionato, UCK: l’armata dell’ombra, Gamberetti, Roma, 1999).
Come giustamente rilevato nell’ultimo importante discorso tenuto dallo stesso Milosevic, le potenze occidentali fecero guerra al presidente jugoslavo come pretesto per colpire la Serbia e trasformarla in un paese del Terzo Mondo: oggi questo concetto dovrebbe essere chiaro anche a quei lavoratori italiani che nei prossimi mesi verranno lasciati a casa, grazie alle “munifiche” opportunità offerte dalla delocalizzazione produttiva degli stabilimenti FIAT.
Come in un gioco ad incastro, la questione serba e quella del Kosovo e Metohija, in particolare, rappresentano un esempio significativo della strategia globalizzatrice a guida statunitense, che vorrebbe uniformare tutti i popoli del pianeta ai dettami del nuovo ordine mondiale-multinazionale, perché ne riassume le principali motivazioni di carattere economico (dominio del libero mercato), geopolitico (occidentalizzazione del mondo) e militare (influenza atlantista).
Vedremo nei prossimi mesi se le potenze eurasiatiche saranno in grado di bloccare questa offensiva e quali saranno le loro mosse, aldilà delle inevitabili dichiarazioni di condanna per il pronunciamento della Corte giunte in queste ore.

Da La Serbia perde il Kosovo ma guadagna la FIAT, di Stefano Vernole.

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4 thoughts on “Marchionne in Serbia

  1. CHE SCHIFO!!
    Non ha pensato di andare in Cina? Di far lavorare i bambini?
    Di piu’: non ha pensato di rifarsi lo stipendio sulla base di quello di un manager Serbo!
    Questi “manager” (filosofo?) e politici liberisti (con il culo degli altri) faranno la rovina dell’occidente e della sua cultura del rispetto dei diritti umani.

  2. Fa bene.
    Il sindacato italiano è la VERGOGNA PIU ASSOLUTA !!!
    Gli ha proposto di raddoppiare la produzione (unico al mondo) in cambio dell’abolizione dei privilegi tipici dei lavoratori dipendenti italiani (mutua indiscriminata, assenteismo per malati immaginari, scioperi a raffica,etc)
    e la FIOM ha risposto no.
    E allora che vada all’estero e quando gli operai avranno capito che l’han presa nel…, forse capiranno che ad averli rovinati è gente come Landini,Cremaschi,Epifani….
    Ma io mi domando: se 4 sindacati su 5 hanno accettato, forse son diventati matti di colpo ?????

  3. malattia e ferie retribuite, diritto di sciopero, sicurezza sul posto di lavoro, congedi di maternità… c’è chi li chiama “privilegi”, altri li chiamano diritti conquistati in 150 anni circa di lotte che, fra l’altro, hanno lasciato parecchi morti a terra.
    comunque non si preoccupi, i sindacati è già da un po’ che “sono diventati matti”…

  4. un salvatore

    (ANSA) – DETROIT, 30 LUG – ‘Siamo onorati dall’avere il presidente con noi. E’ stato grazie al coraggio delle sue decisione che Chrysler’ sopravvive e cresce.Lo afferma l’ad di Fiat e Chrysler Sergio Marchionne ricevendo il presidente Barack Obama nell’impianto di Jefferson North. ‘Grazie Sergio per quello che hai fatto’, ha risposto Obama.
    ‘Abbiamo sentito delle proteste in Italia contro Fiat e Marchionne. Certo e’ strano, per noi e’ un salvatore’. Cosi’ due dei dipendenti di Chrysler del United Auto Worker.

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