In questo mondo più oscuro

Roma, 28 luglio – Il rapporto con l’Italia è “splendido”. Lo ha detto l’ambasciatore degli USA in Italia David Thorne, intervenendo al Foreign Policy Forum che si sta svolgendo alla Farnesina in concomitanza della Conferenza degli ambasciatori.
“L’America – ha dichiarato – ha relazioni splendide con l’Italia, le osservo da 15 anni e devo dire che non sono mai state più forti di ora”. L’ambasciatore ha ricordato “il grande interesse” per la visita del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a Washington alcune settimane fa. Thorne ha inoltre aggiunto “abbiamo un fortissimo legame con l’Europa, in questo mondo più oscuro è necessario il rapporto transatlantico”.
(Adnkronos)

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6 thoughts on “In questo mondo più oscuro

  1. finalmente una buona notizia:

    (ASCA) – Roma, 29 lug – Il centro chirurgico di Emergency a Lashkar-gah ha riaperto i battenti. Come si legge in una nota pubblicata sul sito dell’associazione, un team composto da un chirurgo, due infermieri e un logista internazionali e da 140 afgani, tra personale medico, amministrativo e ausiliario ha ripreso possesso oggi della struttura, ancora sigillata dopo la chiusura avvenuta lo scorso 10 aprile.
    Una delegazione di Emergency, guidata da Gino Strada, aveva incontrato lo scorso lunedi’ il Governatore della regione di Helmand per verificare le possibilita’ di riapertura. Nei mesi scorsi, il Governatore aveva vincolato la ripresa delle attivita’ ad alcune condizioni, tra le quali la presenza di militari afgani intorno all’ospedale e il passaggio della gestione dell’ospedale al ministero della Sanita’ locale. Emergency – prosegue la nota – era stata costretta a rifiutare queste condizioni che erano in evidente contraddizione con il suo mandato. ”Abbiamo fatto le nostre richieste al Governatore di Lashkar-gah”, ha detto Gino Strada, ”tra le quali il libero accesso per tutti i feriti alla struttura e che l’ospedale debba essere rispettato da tutti. Cosi’ come deve essere per sua natura: un luogo neutrale dove non si esercita violenza. Abbiamo ribadito che e’ impensabile che un ospedale sia sotto il controllo di una forza militare e che l’accesso alle cure sia filtrato da qualcuno. Su queste cose il Governatore ha detto che si trova d’accordo. Quindi possiamo ricominciare”.
    Il Governatore ha inoltre assicurato che Emergency continuera’ a poter condurre in autonomia le attivita’ dell’ospedale, sia dal punto di vista clinico sia dal punto di vista gestionale. Sulla decisione – sottolinea l’associazione – hanno influito le continue sollecitazioni della societa’ civile afgana. Da quando il Centro di Emergency a Lashkar-gah era stato chiuso, la popolazione locale aveva perso un luogo di cura fondamentale: l’ospedale era infatti l’unica struttura in grado di offrire assistenza chirurgica gratuita e di elevata qualita’ in tutta la provincia di Helmand.
    La delegazione di Emergency aveva incontrato nei giorni scorsi il Consiglio provinciale che aveva manifestato gratitudine e stima per il lavoro dell’organizzazione, rinnovandole il suo sostegno. Emergency festeggera’ la riapertura dell’ospedale al concerto che Patti Smith le ha voluto dedicare, domenica 1 agosto, in Piazza San Marco a Venezia.

  2. In una intervista alla televisione, si è riaffermato con chiarezza che l’Italia uscirà dalla guerra afgana solo quando gli americani lo ordineranno. Anche mai!. Viva la libertà dello stato italiano.

  3. il monsignore atlantico non delude mai, la puntata precedente è qui: https://byebyeunclesam.wordpress.com/2010/05/19/bala-morghab-debacle-tecnologica-o-spegnimento-dei-sistemi-di-disturbo/#comment-2536

    (ASCA) – Roma, 29 lug – La morte ieri di due soldati italiani in Afghanistan non deve indurci nella ”tentazione di considerare le missioni internazionali di sicurezza troppo rischiose” al contrario ”il servizio internazionale alla sicurezza e alla democrazia dei nostri militari richiama quell’aiuto e quella collaborazione tra popoli, unica via per offrire un futuro sereno all’umanita”’. Lo afferma l’ordinario militare per l’Italia, mons. Vincenzo Pelvi, in un’intervista al Servizio di Informazione Religiosa della Cei.
    ”Questa morte – spiega mons. Pelvi – ci sconvolge e interroga il popolo italiano. In un clima gia’ reso pesante dalle ultime rivelazioni, dinanzi a questa ulteriore e drammatica prova, si affaccia spontanea la voglia di chiedersi se abbia ancora senso che i nostri militari restino in quelle terre lontane. Sono domande giustificabili ed e’ forte la tentazione di considerare le missioni internazionali di sicurezza troppo rischiose. Ma non possiamo solo ascoltare le nostre sensibilita’ del momento e seguire quelle tendenze emotive che costituiscono come delle barriere all’interno del nostro animo”. ”In realta’ – aggiunge l’arcivescovo – il servizio internazionale alla sicurezza e alla democrazia dei nostri militari richiama quell’aiuto e quella collaborazione tra popoli, unica via per offrire un futuro sereno all’umanita’. I diritti umani, infatti, in un contesto di fragilita’ e confusione sono quanto mai bisognosi di essere protetti e garantiti. Se non impariamo a pensare in termini di mondialita’ siamo destinati al declino. Occorre riconoscere di essere una sola famiglia umana legata non tanto da doveri e obblighi ma da una relazione che costruisce solidarieta’ e mette fondamento alla pace, dono e conquista”.
    ”La pace – conclude – e’ un edificio indivisibile e ciascuno con il dono o con l’egoismo lo puo’ rafforzare o distruggere per la sua parte di responsabilita’. Dinanzi a questa tragedia l’invito alla preghiera. Certo la fede e la preghiera non risolvono i problemi ma permettono di affrontarli con una luce e una forza nuove e inspiegabili”. I funerali dei due militari morti saranno celebrati domani pomeriggio alle ore 18 a Roma presso la chiesa di Santa Maria degli Angeli e presieduti dallo stesso mons. Pelvi.

  4. Questa è la fine che merita chi, calvalcando l’antifascismo, ha raccontato per 60 anni la barzelletta della “Liberazione”. Oggi che gli ex missini sono al governo, il cerchio s’è chiuso, e si capisce che l’antifascismo devono professarlo tutti, pena la non cooptazione alla mangiatoia da pare dei padroni U$A.
    E’ invece demenziale che chi ancora ha voglia di protestare contro quest’uso ignobile delle nostre (?) FF.AA. inalberi ancora ad ogni piè sospinto la bandiera dell’antifascismo.
    Si abbia il coraggio di dire, come in fondo sanno i pupazzi ex missini al governo (perché si sono nutriti da giovani di una ben precisa letteratura), che la “Liberazione” è una fandonia; poi si protesti pure, giustamente, per la collaborazione a guerre non nostre, contro gente che non ci ha fatto alcun male.

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