Il patto Swift

E’ ufficiale: l’Europa potrà essere nuovamente spiata in nome della guerra al terrorismo. Dopo diversi mesi di trattative, il Parlamento europeo ha sottoscritto in questi giorni a Bruxelles il controverso patto Swift. Gli Stati Uniti avranno libero accesso alle banche dati di milioni di cittadini europei e potranno utilizzarli nella loro campagna antiterrorismo. E, ancora una volta, la privacy e la democrazia vengono sacrificate in nome di una guerra: una guerra ambigua che, come tutte le vere e proprie lotte armate, non ha né buoni né cattivi e in cui tutti sono sia vittime che carnefici.
Il patto Swift prevede innanzitutto uno scambio di dati unilaterale tra Europa e Stati Uniti: i Governi del Vecchio continente concederanno alla Casa Bianca pacchetti di informazioni riguardanti milioni di cittadini europei che verranno poi registrati nelle banche dati dei servizi segreti statunitensi. Qui potrebbero rimanere salvati per ben cinque anni, alla faccia della “legge bavaglio” e di tutte le diatribe italiane al riguardo.
L’accordo prende il nome dall’azienda di comunicazione che gestirà il delicato scambio di informazioni: è Swift, una multinazionale che ha la sua sede principale nel comune vallone di La Hulpe, in Belgio, a 30 chilometri da Bruxelles. Tra parentesi: la praticità delle scelte del neo Parlamento europeo lascia esterrefatti.
E la parte più controversa dell’accordo Swift è proprio il modo in cui il gruppo di comunicazione belga lavora. Swift, infatti, non si preoccuperà di passare le informazioni alla Casa Bianca in maniera precisa e mirata, quindi limitatamente ai singoli individui indiziati, ma a “pacchetti”. Se un sospetto vive a Milano, ad esempio, Swift potrebbe trasmettere ai funzionari statunitensi tutti i nomi dei cittadini che hanno versato soldi in un Paese extra europeo dalla regione Lombardia in un determinato periodo.
A scegliere i criteri di traffico dei dati, tra l’altro, saranno gli Stati Uniti: chi è sospetto, i motivi della presunta colpa di quest’ultimo e il grado di estensione dell’indagine stessa dipenderanno esclusivamente dai canoni statunitensi. A garanzia della correttezza nel trattamento delle informazioni ci sarà, a Washington, un unico e solo funzionario europeo. Nel Vecchio Continente, invece, le richieste d’indagine saranno esaminate dall’Europol, l’Ufficio europeo di polizia, che tutto ha a cuore tranne che l’intimità dei cittadini. Nessun magistrato, quindi, a gestire la nostra privacy quotidiana, ma un organo di polizia non specializzato nella faccenda.
(…)
Quello che appare chiaro, ben più e ben oltre la sbandierata guerra al terrorismo, è che un paese – gli USA – avrà il monopolio del possesso dati e l’arbitrarietà assoluta sulle modalità del loro utilizzo. Che sarà politico, militare e, cosa che difficilmente verrà ammessa, commerciale. I dati che non verranno considerati utili per la “war of terror” non verranno certo eliminati. Verranno in qualche modo consegnati alle imprese statunitensi che, a loro volta, avranno un vantaggio enorme sulle altre. L’antiterrorismo diventa un business e il business dell’antiterrorismo non conosce crisi.

Da Grande fratello a stelle e strisce, di Emanuela Pessina.
[grassetti nostri]

3 thoughts on “Il patto Swift

  1. QUANTO QUI DOCUMENTATO NON CI LASCIA PERPLESSI. AL CONTRARIO CI CONFERMA IL RUOLO IMPERIALE, IMPERIALISTA E COLONIALISTA DEGLI USA TANTO NELLE ZONE COSIDDETTE “DEPRESSE” QUANTO IN QUELLE COSIDDETTE “EVOLUTE”. LO SPIONAGGI TOTALE, GIà MESSO IN ATTO DA ECHELON, SMENTISCE TUTTE LE IDIOZIE SULLA DEMOCRAZIA IMPORTATA DAI LIBERATORI ANGLO/AMERIKANI NEL 1943-45. LA GUERRA FATTA DALL’ITALIA CANTRO DI LORO ESSENDO STATA APPUNTO GUERRA DI LIBERAZIONE NAZIONALE. E TUTTAVIA, L’ESIGENZA DI ACCENTUARE L’AZIONE SPIONISTICA DA PARTE USA DENUNCIA UN QUADRO DI CRISI PROFONDA IN QUEL REGIME CHE SA CHE LA RIBELLIONE DEI POPOLI AL SUO DOMINIO SI VA ESTENDENDO. NON SARà PERò CON QUESTI SISTEMI CHE GLI USA POTRANNO PREVALERE. LAUDETUR PRIAPUS!

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  2. Ho la sensazione che noi, benpensanti ed estimatori del libero pensiero e dei blog dell’antimperialismo militare e mentale, siamo già in lista da tempo. Poveri noi!

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  3. ED ALLORA??? SE SIAMO IN LISTA DA TEMPO NON DOVREMMO PERDERE DEL TEMPO A TREMARE MA SOLTANTO A DIFFONDERE IL NOSTRO PENSIERO. LA STORIA è SEMPRE ANDATA COSì.

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