Di incendi russi ed altri disastri

Andando indietro fino agli anni ‘70, quando Z. Brzezinski invocava nel suo ‘Tra Due Ere’ il tema del controllo del tempo, che considerava una forma di regolazione sociale più ampia. Senza dubbio, i pesi massimi del pensiero geopolitico degli Stati Uniti hanno dovuto interessarsi non solo dell’aspetto sociale immediato, ma anche delle potenziali implicazioni geopolitiche nell’influenzare il clima. Non fu l’unico autore a sondare la questione ma, a causa di evidenti riguardi, le informazioni sui progressi in materia di armi clima è improbabile che fuoriescano dai limiti della segretezza, nel prossimo futuro.
M. Chossudovsky, professore di economia presso l’Università di Ottawa, ha scritto nel 2000 che, in parte, il cambiamento climatico in corso potrebbe essere innescato tramite l’uso di armi non letali di nuova generazione. Gli Stati Uniti certamente esplorano le possibilità di controllare il clima in diverse regioni del mondo. La tecnologia corrispondente è stata sviluppata nel quadro del ‘High-Frequency Active Aural Research Program’ (HAARP), con l’obiettivo di costruire uno strumento di potenziale per provocare siccità, uragani, inondazioni e terremoti. Dal punto di vista militare, HAARP si suppone costituisca un nuovo tipo di arma di distruzione di massa, e uno strumento della politica di espansione che può essere utilizzato per destabilizzare selettivamente sistemi agricoli e ambientali dei paesi obiettivo. Tecnicamente, il sistema è conosciuto per essere un insieme di sorgenti di radiazioni elettromagnetiche che interessano la ionosfera. Esso dispone di 360 fonti e 180 antenne aventi un’altezza di 22 metri. Complessivamente, la stazione emette 3.600 kW verso la ionosfera, il sistema di questo più potente del mondo. Il programma aperto nel 1990, è finanziato congiuntamente dall’US Office of Naval Research e dall’US Air Force Research Laboratory, ed è attuato da diversi laboratori universitari.
Ipotesi di vasta portata sorgono naturalmente dalla situazione. Il leader venezuelano H. Chavez è stato ridicolizzato per l’attribuzione del terremoto ad Haiti all’impatto di HAARP ma, per esempio, un simile sospetto è stato insinuato a seguito del terremoto nel 2008 nel Sichuan, provincia della Cina. Inoltre, vi sono prove che il programma statunitense di influenza del clima non si estenda solo a un certo numero di paesi e regioni, ma è anche parzialmente basato nello spazio. Per esempio, il veicolo senza pilota X-37B, che ha orbitato il 22 aprile 2010, avrebbe trasportato nuovi tipi di armi laser. Secondo il New York Times, il Pentagono rifiuta ogni legame tra l’X-37B e una qualunque arma meteorologica, ma riconosce che il suo scopo è quello di sostenere le operazioni di terra e di gestire un certo numero di compiti ausiliari. Il veicolo è stato costruito 11 anni fa, come parte di un programma della NASA che è stato rilevato dall’US Air Force, 6 anni fa, e completamente classificato.
Le richieste di svelare i dettagli del programma sperimentale, messo in pratica in Alaska, sono state espresse sia negli Stati Uniti che in diversi altri paesi. La Russia non si è unita al coro, ma l’impressione è che gli sforzi volti a modificare il clima deliberatamente, non siano un mito, e che in un futuro più vicino, la Russia – insieme con il resto del mondo – dovrà affrontare minacce di nuova generazione. Al momento, le armi climatiche potrebbero raggiungere le loro capacità e utilizzarle per provocare siccità, per cancellare colture e indurre diversi fenomeni anomali in alcuni Paesi.

Da Le armi climatiche: non solo una teoria del complotto?, di Andrej Areshev.

One thought on “Di incendi russi ed altri disastri

  1. e, manco a dirlo, ecco che “scoppia” anche la speculazione sul grano (la cui esportazione è stata sospesa in Russia) ed i prodotti derivati:

    http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=113689&sez=HOME_ECONOMIA

    http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2010-08-06/prezzo-grano-sale-speculazione-153720.shtml?uuid=AYkfGYEC

    da sottolineare quanto afferma Claudio Destro, direttore generale di Maccarese spa, la più grande azienda agricola italiana, 3.200 ettari alle porte di Roma, di cui 700 coltivati a grano duro, 100 a grano tenero e 550 a mais:
    “Da quando i derivati sui cereali sono entrati nel mirino dei fondi di investimento come prodotto speculativo come il succo d’arancia o il cacao – sottolinea Destro – assistiamo sempre più spesso a forti sbalzi dei prezzi che si basano su previsioni lontane nel tempo e spesso sbagliate. Come è accaduto quest’anno con la soia: gli analisti avevano previsto un calo della produzione nei due principali paesi produttori, Brasile e Argentina, e invece è accaduto esattamente il contrario, con conseguenze sui prezzi prima e dopo. I tempi dei derivati non sono compatibili con quelli dell’agricoltura che ha bisogno di stabilità e di certezze. Ma c’è poco da fare – dice quasi rassegnato Destro – con la globalizzazione siamo inevitabilmente succubi dei mercati internazionali».

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.