Divi di (quello) Stato 3°

Un gruppo di mercenari guidato dal veterano Barney Ross (Sylvester Stallone) riceve il compito di infiltrare un paesino del Sudamerica e rovesciarne il dispotico dittatore, il generale Gaza (David Zayas) ma i soldati di ventura scopraranno ben presto che il loro cliente ha omesso alcuni particolari di vitale importanza e, per salvare una vita innocente e raddrizzare una serie di torti, il gruppo si troverà a fronteggiare nemici interni, oltre che esterni.
Della squdra, oltre a Ross, fanno parte anche Lee Christmas (Jason Statham), un ex membro delle forze speciali britanniche, esperto in armi da taglio, il maestro di arti marziali Yin Yang (Jet Li), l’esperto di armi Hale Ceasar (Terry Crews), amico di Ross da lunga data, il demolitore Toll Road (Randy Couture), che funge da intellettuale del gruppo e il tormentato Gunnar Jensen (Dolph Lundgren), cecchino provetto.
Dopo aver ricevuto la prima tranche del pagamento dal loro cliente, l’enigmatico Mr. Church (Bruce Willis), Ross e i suoi si recano sul posto e prendono contatti con la resistenza locale, nella persona della ribelle Sandra (Giselle Itié). La scoperta del loro vero avversario, tuttavia, sarà un autentico shock: l’operativo CIA James Monroe (Eric Roberts) e il suo pefido tirapiedi Paine (il wrestler Steve Austin).

I mercenari, ovvero come tentare di riabilitare una categoria che ultimamente non gode proprio di buona stampa.
Dall’1 settembre al cinema…

5 thoughts on “Divi di (quello) Stato 3°

  1. a proposito di un altro Divo di Stato, George il bello, che sembra proprio essere diventato ambasciatore in Italia (https://byebyeunclesam.wordpress.com/2010/06/17/divi-di-quello-stato-2%c2%b0/).

    eccone la conferma, con tanto di sgravi fiscali a carico del popolo adorante:

    Tensione altissima, scene ad alto erotismo tra George Clooney e Violante Placido, con le immagini mozzafiato del genio della fotografia rock diventato regista Anton Corbijn: è “The American” (in uscita l’1 settembre in Usa e qui il 10), pellicola interamente girata tra le montagne e i paesi dell’Abruzzo, che del film diventa, grazie alla sua bellezza aspra e poco nota, la vera superstar.
    Clooney è Jack, un killer americano che fugge in Italia dalla Svezia, dove gli viene teso un agguato, per trovare rifugio tra due paesi dell’Abruzzo, Castel del Monte e Castelvecchio, silenziosi e misteriosi, circondati da scenari mozzafiato. Qui, l’americano deve tenere un profilo basso e aspettare ordini dal suo procacciatore di contratti. Lontano dalla sua vita violenta, incontra la prostituta Clara (Violante Placido), con la quale nasce un amore che sta per superare le vite “estreme” dei due, quando il mondo sanguinoso di Jack si ripresenta.
    Nell’inverno del 2008, la produzione aveva già scelto l’Abruzzo per girare il thriller tratto dal romanzo di Martin Booth “A very private gentleman”: la regione aveva stregato Corbijn, leggendario fotografo degli U2 e di altre star. L’incontro decisivo tra lui e George Clooney avvenne proprio poche ore prima del sisma, e dopo qualche incertezza (il film doveva essere in parte girato proprio all’Aquila) la decisione unanime di produttori (tra cui Clooney) e regista di restare a girare, proprio per contribuire in qualche misura all’economia della regione. La pellicola è stata tra l’altro la prima a beneficiare degli sgravi fiscali previsti dalla legge del 2007.
    «L’idea originale era sempre legata all’Abruzzo – dice il regista a Londra, dove la pellicola è stata presentata alla stampa – . È un luogo perfetto, non è l’Italia turistica da cartolina. Violante? All’inizio non ero certo della scelta, ma si è rivelata una star, così naturale in ogni scena».
    «La scena di sesso con George? Io sono timida nella vita reale, ma lì ho lasciato che la facesse il mio personaggio – dice Violante – All’inizio ero nervosa, ma poi George ed Anton sono stati fantastici, hanno creato una grande fiducia sul set».
    Per l’attrice italiana, la possibilità di lavorare in Abruzzo è stata esaltante, visto l’amore che ha per questa regione: «C’è tutto – spiega – : il mare, la natura, puoi camminare ed incontrare i lupi nel parco nazionale. La gente era entusiasta, e George è super alla mano ed è favoloso con i fan».

    http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=115041&Edizione=4&A=20100827

    Mi piace

  2. Si può dire che l’ industria dell’ immaginario, come fu Hollywood fin dagli anni Venti, altro non sia stata che una vera e propria ‘fabbrica di propaganda’, ideologico-fideistica, al Modello Unico di collettivizzazione delle menti, quello a stelle-strisce, da allora contrapposto alla falce-martello. Due modelli di comunismo uguali e contrari: uno ingenuamente basato sulla ‘razionalità’ del soggetto-obbiettivo, di cui cercava la ‘consapevolezza’; l’ altro mirato piuttosto ai visceri del medesimo individuo, che ne sfruttava gli istinti più bassi. Facile indovinare chi sia stato il vincitore ! La polemica su ‘cinema impegnato’, rivolto ad un pubblico colto, o viceversa ‘commerciale’, adatto a masse indifferenziate, è tutto qui….
    In realtà non è mai esistito un solo ‘Divo’ costruito ad Hollywood, da Gary Cooper all’ ultimo zombie tipo George Clooney, che non sia stato altresì consapevole ‘agente d’ influenza’ dell’ americanizzazione più totalitaria delle menti, e più o meno inconsapevoli. Un modello sistematico veicolato altresì attraverso un controllo assolutistico del kombinat mediatico-finanziario, che recepisce ‘passivamente’, INGIGANTENDOLA sapientemente, qualunque scorreggina d’ oltre-atlantico, come gli odierni attorucoli (guardateli bene in faccia, tutti indistinguibili tra loro, scialbi e sbiaditi) americani, ed ‘autori’ congeneri, tipo i fratelli Cohen o Tarantino.
    A tal scopo, negli anni sessanta-settanta, nacquero rivistine ideologiche, tipo i famosi ‘Quaderni Piacentini’, veicolo dell’ astutissimo ‘pensiero fofiano’, che svolgevano opera di propaganda contraria al cinema Italiano nazionale, anche se di sinistra, perchè ispirato al realismo storico-sociale di geni come Luchino Visconti o Giuseppe De Santis, Risi o Monicelli, Lattuada o Blasetti….Decine di criticonzoli ingaggiati, quasi tutti figli di transfughi del PCI passati ‘sotto la NATO’, via Manifesto o Lotta Continua, pontificano da allora sui grandi quotidiani ed in TV, agit-prop al servizio di una autentica occupazione straniera, non solo militare ed economica……La prima nei secoli, tra tante sopportate, che voglia cancellare insieme l’ arte e lo spirito italiano, laddove TUTTE le precedenti, dai Goti ai Longobardi, dagli Asburgo ai Borbone, lo copiarono e lo moltiplicarono !!!!!
    Carlo V si faceva ritrarre da Tiziano: oggi, agli Agnelli&c. impongono Andy Warhol !
    Invero il cinema italiano era il migliore del mondo, ammirevole artisticamente quanto imbattibile commercialmente: dagli anni Trenta agli anni Settanta seguendo il filo della continuità nazionale, aldilà degli eventi e delle circostanze, come ha ben ricordato Claudia Cardinale ricordando Visconti nell’ occasione della scomparsa della sceneggiatrice Suso Cecchi D’ Amico. E solo una legione di sicofanti e traditori ‘berlinguer/innegati’ riuscì ad azzittirlo, riducendolo ad una nicchia per ‘autori’, e lasciando così tutto il mercato al prodotto Unico hollywoodiano, oggi una autentica Coca Cola in celluloide.

    Mi piace

  3. grazie per l’ottimo intervento, dottor Caroli, che non ci fa rimpiangere il migliore John Kleeves.
    su questa falsariga vogliamo segnalare una recente iniziativa di alcuni critici cinematografici che, a fronte dei tagli ai finanziamenti pubblici di un loro festival, non hanno saputo fare di meglio che avviare una sottoscrizione volta a permettere che durante la prossima edizione dello stesso possa intervenire quale ospite principale, udite udite, Clint Eastwood http://bologna.repubblica.it/cronaca/2010/08/24/news/regalatevi_un_sogno_clint_eastwood_il_biografilm_apre_all_azionariato_popolare-6476358/.
    ma una volta egli non era il prototipo dell’amerikano?

    ciliegina sulla torta: il nipote di Kennedy, Bobby, attore-sceneggiatore di “Ameriqua”, film in via di realizzazione (da parte di due registi “made in MTV”…) che racconta l’esperienza da studente in Italia del celebre rampollo:
    http://bologna.repubblica.it/cronaca/2010/08/30/foto/bologna_un_kennedy_sul_set-6633478/1/
    http://multimedia.quotidiano.net/?tipo=photo&media=17429

    Mi piace

  4. IL PUNTO è PROPRIO QUESTO. OCCORRE LEGGERE LE OPERE DI KLEEVES PER AVERE CERTEZZA DEL RUOLO IPNOGENO GLOBALIZZATORE DI HOLLYWOOD. UN ALTRO LIBRO IMPORTANTISSIMO SULL’ARGOMENTO è QUELLO DI GIANANTONIO VALLI: DIETRO IL SOGNO AMERICANO. Società Editrice Barbarossa. ATTENZIONE PERò: hollywood non ha inventato niente. Ha solo copiato l’operazione costante e millenaria ( questo è il vero millenarismo!!) di Santa Madre Chiesa che, conoscendo il lato della razza umana, [che ricorda essenzialmente “visivamente”, cioè con gli occhi] ha riempito tutti gli spazi occupabili con immagini di cristimadonnesanti affinche gli “umani” avessero la percezione della “reale esistenza” di questi personaggi. Molto più serio l’Islam che è, razionalmente, iconoclasta.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.