“Disperatamente scusa”

Londra, 1 settembre – Nelle sue memorie Tony Blair chiede “disperatamente scusa” per le vittime della Guerra in Iraq. Conflitto in cui nel 2003, sposando acriticamente la posizione di George W. Bush, decise di coinvolgere il Regno Unito. Nei sei anni dal 19 marzo 2003 al 30 aprile 2009 le truppe britanniche hanno sofferto 179 vittime.
(AGI)

4 thoughts on ““Disperatamente scusa”

  1. OVVIAMENTE IL BUON TONY, (Antony per gli amici) chiede scusa per aver fatto, NON la guerra all’Iran, ma gli interessi degli USA. Egli sa che i suoi concittadini SANNO che lui “sapeva”. Ma lui, NON sapeva invece che c’era qualcuno che lo voleva fregare ancora una volta. RICORDANDO CHE il secondo conflitto mondiale sarà ricordato nei prossimi decenni come l’ennesima guerra di USA contro GB, ci auguriamo di vedere… e la stiamo vedendo…o meglio, cominciamo a vederla, ( noi che aruspicamente guardiamo al “volo delle cornaccchie”), la rivincita. In questo caso avremo di che divertirci!

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  2. dopo i 4 di Guilford, Bloody Sunday….vanno molto di moda le scuse!
    mah!!! il “io so che tu sai che io so” degno di un film dell’albertone nazionale è ormai abito rituale tra i popoli e chi li governa e non credo che qualcuno per questo chieda scuse o si castighi con punizioni corporali neanche nella più irreprensibile delle società (tranne che in giappone e in qualche parte dell’asia…molto orientale)
    più che scuse, forse hanno ragione di pensare i pacifisti, protestando alla presentazione, che tutto sommato non si sta scusando proprio con nessuno ma cerca giustificazione alla partecipazione in guerra.
    Aggiungo: devolverà il ricavato alle associazioni assistenziali per i soldati feriti :è come lui stesso scrive “……la redenzione in vita, la sua che continua”(??????)

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  3. è preoccupato

    (AGI) Londra – Dopo le proteste a Dublino, Tony Blair sta pensando di annullare la presentazione del suo libro a Londra. “A essere onesto, sono preoccupato”, ha spiegato l’ex premier britannico. Circa 200 dimostranti avevano protestato sabato nella capitale irlandese contro l’ex premier, lanciando scarpe, uova e bottiglie di plastica e intonando slogan contro la guerra in Iraq.

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  4. IL PROBLEMA non è la scusa in quanto tale, ma la politica estera di Sua Maestà che, cogliendo l’occasione, STA TOGLIENDO la terra ( in questo caso la Palestina) sotto ipiedi agli USA. Pan per focaccia! A presto!

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