One thought on “In parole povere

  1. la catena di comando ha favorito un’atmosfera che tollerava crimini di guerra…

    TORONTO, 19 GEN – Un membro dell’unita’ militare d’elite delle forze speciali canadesi ha dichiarato che i suoi pari venivano ”incoraggiati” dalla catena di comando delle Forze Armate canadesi a commettere crimini di guerra in Afghanistan. I documenti sono stati ottenuti dalla radiotelevisione di stato canadese CBC news dall’ufficio dell’ombudsman militare, una figura governativa ma autonoma istituita per controllare l’operato del governo stesso.
    Dai documenti si apprende che il membro dell’unita’ segreta Joint Task Force 2 (JTF2), aveva contattato il suo supervisore nel giugno 2008 ”per riferire dei comportamenti sbagliati dei suoi superiori, ma non ritiene che siano stati investigati”, e ha denunciato che dopo queste rivelazioni e’ stato oggetto di pressioni subendone un comportamento definito ”non troppo carino”. Secondo il soldato, la catena di comando ha favorito un’atmosfera che tollerava crimini di guerra. I documenti dell’ombudsman sostengono che il soldato e’ stato poi trasferito ai Servizi investigativi delle Forze nazionali canadesi. Questi hanno lanciato un’ inchiesta che sarebbe ora ”la loro priorita’ assoluta”. (ANSA)


    Ora invece sono loro ad assaltare le basi dell’Isaf ogni notte…

    SASSARI. I militari della Brigata Sassari sono impegnati nelle quotidiane attività di addestramento mentre dall’Afghanistan arrivano notizie sempre più drammatiche. Che non scalfiscono il morale della truppa, che ha anzi intensificato il lavoro proprio per non farsi trovare impreparata quando arriverà il suo momento in quelle piane desertiche dove il pericolo è annidato sotto ogni pietra, dietro ogni anfratto.
    Il momento si sta avvicinando a grandi passi: la partenza della Brigata Sassari è infatti prevista per il prossimo autunno. La speranza è che nel frattempo la situazione in Afghanistan possa cambiare. Non è facile, ma non impossibile. Nel periodo in cui la «Sassari» era stata in Afghanistan, la situazione era molto tesa ma non si erano mai verificati episodi gravi come in quest’ultimo periodo. C’era stata una «battaglia» proprio vicino a Bala Mourghab, ma per stanare i talebani nascosti nelle montagne. Ora invece sono loro ad assaltare le basi dell’Isaf ogni notte.
    Probabilmente non è più sufficiente la quotidiana opera di prevenzione svolta attraverso i capi tribù, anche loro nel mirino e quindi meno disponibili alle trattative in maniera ufficiale.
    Visto quel che sta succedendo, l’addestramento dei soldati del 151º e 152º sta diventando molto più specifico. Se nel periodo in cui la Brigata era in Afghanistan il pericolo maggiore arrivava dagli ordigni artigianali disseminati lungo le strade, adesso bisogna concentrarsi maggiormente su altri pericoli, più vari e meno prevedibili.
    Le regole d’ingaggio non sono cambiate, è invece cambiato il modo in cui i talebani sferrano i loro attacchi. Anche da parte loro c’è stata un’evoluzione. Con un obiettivo primario: i soldati italiani che stanno addestrando le truppe afghane e le stanno preparando per quando la missione «Isaf» sarà conclusa.

    http://lanuovasardegna.gelocal.it/dettaglio/Afghanistan-i-sassarini:-®in-autunno-saremo-di-nuovo-la»/3224809

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