Giustizia e libertà secondo Obama

Roma, 19 febbraio – Con 14 voti a favore e solo uno contrario ma decisivo, quello degli Stati Uniti, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha bocciato la risoluzione che condanna Israele per aver continuato a costruire insediamenti a Gerusalemme Est e nei territori palestinesi. Immediate le reazioni polemiche che si sono susseguite per tutta la notte fino a questa mattina.
(ASCA-AFP)

Sulla colonizzazione di Gerusalemme Est qui il pregevole saggio di Giancarlo Paciello.

6 thoughts on “Giustizia e libertà secondo Obama

  1. Molte idee, pericolos e confuse.
    E’ facile inneggiare alla rivolta popoli contro l’oppressore. Stia attento che non è esonerato. Non è la prima volta che succede anche da loro. Poveri, diseredati, dissidenti ancora a piede libero, scontenti ce ne sono a migliaia, basta avere coraggio e un programma e si fa la rivoluzione. E non dipende dalla sicurezza interna. In Egitto per esempio c’erano più poliziotti e militari che cittadini…..!
    Ma c’erano dei Guantanamo all’ombra delle piramidi…..
    E se i Palestinesi si ribellassero tutti comein Libia ? Cosa potrebbe accadere. Non me lo so immaginare.

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  2. ed infatti in Egitto tutto si sta risolvendo in un colpo di Stato militare…: http://www.eurasia-rivista.org/8290/rivoluzione-cosa-non-cambia-in-egitto

    mentre “in Libia si stanno affrontando, non da ora ma da anni, due linee politiche, entrambe basate sul principio della Democrazia Diretta: la linea del premier al-Baghdadi, trasformatasi in una politica di demolizione delle istituzioni della Jamahyria, dettata dalle esigenze, della nascente borghesia compradora libica, di integrarsi nel processo capitalistico internazionale, e geopoliticamente orientata verso l’UE e gli USA; mentre l’altra linea, geopoliticamente orientata sul Mediterraneo e l’Africa, è legata ai Comitati Rivoluzionari, e costituita dalla stragrande maggioranza dei militanti e dei quadri dei Comitati Rivoluzionari e Popolari, vuole bloccare, o quanto meno attutire, gli aspetti degenerativi e gli effetti negativi creati da tale processo di ‘apertura’. Solo in tale contesto si può spiegare il perché si simili esplosioni conflittuali in Libia; il conflitto ha un natura intrinsecamente interna, che nasce dalla società libica, e poca influenza hanno i fantomatici centri di opposizione all’estero o le ancor più fantomatiche ONG dei diritti umani statunitensi. Tale frattura, sebbene esplosa come concausa degli eventi che colpiscono le confinanti repubbliche arabe, ha origine, natura e conclusione che rientrano pienamente nel processo di riassestamento politico-isituzionale interno libico. E gli entusiasmi e gli appelli all’instaurarsi di una democrazia liberal-capitalistica in terra libica, hanno punto o poca ragion d’essere, soprattutto perché vengono rivolti alla parte della popolazione libica che si rivolta proprio perché rifiuta questo modello occidentale.”
    da A Bengasi esplode la lotta tra le due Linee di Tripoli,
    di Alessandro Lattanzio
    http://sitoaurora.xoom.it/wordpress/?p=1329

    insomma, consigliasi estrema prudenza nell’uso della parola “rivoluzione”

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  3. Da quello che “filtra” sulla situazione il Libia, sembra che sia iniziata una guerra civile, esercito e polizia contro manifestanti e rivoltosi, addirittura aerei che sparano contro gli insorti, una carneficina….. (questa, forse, è un poco esagerata), sta di fatto che c’è in atto una rivoluzione popolare contro un governo infame.
    Cosa pensano, i nostri politici, di fare con le migliaia di donne, uomini ecc. che si riverseranno nelle nostre coste? Come saranno ospitati e in quali strutture? e l’economia? (ANSA) -EFFETTO TRIPOLI MANDA AL TAPPETO UNICREDIT E ENI. Maglia nera del listino principale di Piazza Affari è stata Impregilo (-6,1% a 2,31 euro) che, alla pari dell’Eni (-5,12% a 17,43 euro), ha avviato le procedure di rimpatrio dei dipendenti. Male inoltre UniCredit (-5,75% a 1,86 euro), con i libici che sono primi azionisti della banca con una quota che supera il 7 per cento.-
    Saluti

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  4. ma chi fa da “filtro” a queste informazioni?!? chiediamocelo e continuiamo a dubitare fino alla centesima conferma del “massacro”…
    certo è che da questa situazione di instabilità in tutta l’area del Mediterraneo nulla ha da guadagnare l’Italia e l’Europa intera.
    cui prodest, allora?

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