La riluttanza non è dettata da motivi etici

Roma, 12 aprile – ”C’è stata chiesta una maggiore partecipazione agli attacchi a terra in Libia, ma da parte nostra c’è una certa riluttanza”. Lo afferma il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, parlando con i cronisti a Montecitorio in merito all’intervento dell’Italia in Libia.
La riluttanza è ”dettata non da motivi etici, perché con il lavoro dei nostri ECR – continua La Russa – mettiamo in condizione gli alleati di bombardare, ma perché sin dall’inizio abbiamo preso il peso di altre cose: fornire le basi, l’ECR, i caccia, supporto all’embargo navale ed essere in testa nell’azione umanitaria”.
La Russa ha inoltre informato di aver appena sentito al telefono il segretario di Stato alla Difesa americano, Bob Gates, con il quale si vedrà lunedì prossimo a Washington. ”Dobbiamo lavorare in sinergia non solo con l’Inghilterra o con l’America ma anche con la Francia, quindi – spiega La Russa – non mi sottraggo a nessun colloquio. L’orientamento del Parlamento non era quello di vietare i bombardamenti, poi c’è stata una mia valutazione volta a concordare assetti diversi dai Tornado muniti di bombe”.
(ASCA)

2 thoughts on “La riluttanza non è dettata da motivi etici

  1. Dalle cavernoparole di “La Russa”, ‘sto troglodelinquente erede di Graziani, l’immagine dell’ItaGlia attuale, dove non si sa se sia più vomitevole il “governo” o l'”opposizione”.

    Joe Fallisi

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  2. il Ministro degli Esteri non vuole essere da meno..

    Berlino, 14 apr. (Adnkronos) – “La Nato sta compiendo un’azione insostituibile in Libia. Senza la Nato la Libia sarebbe stata coperta di sangue. Grazie alla Nato questo non e’ accaduto”. Ad affermarlo e’ stato il ministro degli Esteri Franco Frattini nel corso della conferenza stampa a Berlino.

    (AGI) Berlino – L’Italia e’ pronta ad offrire ai ribelli libici non armi ma “strumenti di autodifesa”. Lo ha precisato il ministro degli Esteri Franco Frattini a margine dell’incontro con i 27 colleghi della Nato in corso a Berlino. “Non abbiamo mai parlato in realta’ di armi, ma solo di strumenti di autodifesa. Se occorre dare un apparato radio per intercettare o disturbare comunicazioni radio del regime che sta pianificando un attacco, questo e’ uno strumento di autodifesa ma non e’ un’arma” ha spiegato il capo della Farnesina.

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