Ronald Reagan, 1986 vs Barack Obama, 2011

Da Reagan ad Obama: questa dettagliata rassegna a cura di Rick Rozoff dimostra l’ipocrisia della politica estera statunitense così come la continuità del progetto imperialista americano…

Ronald Reagan (RR), 14 aprile 1986
Barack Obama (BO), 28 marzo 2011

RR:
“Stamattina alle 7:00 ora locale forze aeree e navali degli Stati Uniti hanno sferrato una serie di colpi contro i quartier generali, le attrezzature terroristiche e le installazioni militari che sostengono le attività sovversive di Mu’ammar Gheddafi.”
BO:
“Posto di fronte ad una brutale repressione e ad un’incombente crisi umanitaria, ho mobilitato navi da guerra nel Mediterraneo… Non era nel nostro interesse nazionale lasciare che avvenisse. Io ho impedito di far sì che avvenisse. E così 9 giorni fa… ho autorizzato l’iniziativa militare.”

RR:
“Alcune settimane fa a New Orleans, avevo avvertito il Colonnello Gheddafi che avremmo considerato il suo regime responsabile…”
BO:
“10 giorni fa, avendo tentato di por fine alla violenza senza ricorrere alla forza, la comunità internazionale aveva offerto a Gheddafi l’ultima scelta fra concludere la sua campagna di uccisioni oppure affrontare le conseguenze.”

RR:
“Il Colonnello Gheddafi non è soltanto un nemico degli Stati Uniti. Il suo curriculum di destabilizzazioni e aggressioni a danno degli Stati confinanti in Africa è ben documentato e ben noto. Egli ha ordinato l’uccisione di cittadini libici in innumerevoli Paesi.”
BO:
“Per più di quattro decenni, il popolo libico è stato governato da un tiranno – Mo’ammar Gheddafi. Costui ha negato la libertà al suo popolo, sfruttato la sua ricchezza, ucciso oppositori in patria ed all’estero e terrorizzato persone innocenti in tutto il mondo – compresi americani che sono stati uccisi da agenti libici.”

RR:
“Oggi abbiamo fatto quel che dovevamo fare. Se necessario, lo rifaremo.”
BO:
“Dunque per coloro i quali avevano dubitato in merito alla nostra capacità di portare a termine quest’operazione, voglio essere chiaro: gli Stati Uniti d’America hanno fatto quel che avevano detto che avrebbero fatto.”

RR:
“Ai nostri amici ed alleati in Europa che hanno cooperato nella missione di oggi, io vorrei solo dire che avrete l’eterna gratitudine del popolo americano.”
BO:
“In quest’operazione, gli Stati Uniti non hanno agito da soli… La nostra alleanza più efficace, la NATO, ha preso il comando per imporre l’embargo delle armi e la No Fly Zone.”

RR:
“L’autodifesa è non solo un nostro diritto, è un nostro dovere. È la motivazione di fondo della missione intrapresa stasera.”
BO:
“Quando i nostri interessi e valori sono in gioco, noi abbiamo la responsabilità di agire. Questo è ciò che è successo in Libia nel corso di queste ultime sei settimane… Io avevo reso chiaro che non avrei mai esitato ad usare il nostro esercito rapidamente, incisivamente ed unilateralmente se necessario per difendere il nostro popolo, la nostra patria, i nostri alleati ed i nostri interessi principali.”

RR:
“Non m’illudo che l’azione di stasera farà calare il sipario sul regno di terrore di Gheddafi. Però questa missione, sebbene sia stata violenta, può avvicinarci ad un mondo più sicuro e più tranquillo per uomini e donne rispettabili. Noi persevereremo.”
BO:
“Ciò non significa che il nostro lavoro sia finito… Gheddafi non è stato ancora scalzato dal potere, e finché non accadrà, la Libia resterà pericolosa.”

RR:
“Stasera io celebro l’esperienza e la professionalità degli uomini e delle donne delle nostre Forze Armate che hanno portato a termine questa missione. È un onore essere il vostro comandante in capo.”
BO:
“Io voglio iniziare riconoscendo i meriti dei nostri uomini e donne in uniforme che, ancora una volta, hanno agito con coraggio, professionalità e patriottismo. Si sono mossi con incredibile rapidità ed efficacia.”

RR:
“Noi Americani ce ne mettiamo prima di arrabbiarci. Cerchiamo sempre vie pacifiche prima di ricorrere all’uso della forza – e lo abbiamo fatto. Noi abbiamo tentato con calma la diplomazia, la condanna pubblica, le sanzioni economiche e le dimostrazioni di forza militare. Non è accaduto nulla. Nonostante i nostri reiterati avvertimenti, Gheddafi ha continuato la sua sprezzante politica di intimidazione…”
BO:
“Per generazioni, gli Stati Uniti d’America hanno svolto un ruolo unico in qualità di appiglio per la sicurezza globale e di avvocato per la libertà umana. Tenendo ben presenti i rischi ed i costi dell’azione militare, noi siamo ovviamente riluttanti all’uso della forza per risolvere le molteplici sfide del mondo. Ma quando i nostri interessi e valori sono in ballo, noi abbiamo la responsabilità di agire.”

[Traduzione di L. Salimbeni]

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3 thoughts on “Ronald Reagan, 1986 vs Barack Obama, 2011

  1. Non hanno fantasia. Usano una scaletta unica buona per tutto dal 1777. Da quell’epoca non sono cambiati né evoluti mentalmente e, purtroppo per noi, non cambieranno mai. Hanno però ottime possibilità di peggiorare e di avere molti altri nemici e disestimatori.

  2. Impressionante come siano riusciti a vendere l’immagine di Obama per farlo apparire come messia di chissà quale cambiamento.
    L’importante sembra creare belle storie e buoni personaggi.

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