Karzai cerca guai

Kabul, 31 maggio – Il presidente afghano Hamid Karzai ha sostenuto oggi che se la NATO non sospenderà i raid contro la popolazione civile si ”trasformerà in una forza di occupazione”.
(ANSA).

3 thoughts on “Karzai cerca guai

  1. Bello il titolo,cerca guai eccome!,da quando il vassallo si permette di dire al padrone cosa deve fare?.
    Ormai questa America mi terrorizza,hanno praticamente un’economia basata esclusivamente sulla guerra,spendono cifre FOLLI in armamenti e sono governati da esaltati.
    Dobbiamo cambiare pianeta,qualcuno di voi conosce alieni?.

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  2. domanda:
    cosa ci fa un docente dell’Università di Pavia di pattuglia con un plotone della IV compagnia della Task Force South al comando del Colonnello Badialetti del 187° Reggimento Paracadutisti della Folgore?
    a pensar male si fa peccato, ma…

    Herat, 30 mag. – (Adnkronos) – L’attentato di oggi alla base di Herat puntava a ”colpire l’esperimento di maggior successo di collaborazione tra noi e l’Afghanistan, o forse tra l’intera Isaf e l’Afghanistan. Il dubbio piu’ grave riguarda il possibile collegamento con l’attentato di Mazar-i-Sharif di venerdi’ scorso. In questo caso si sta configurando un’offensiva volta a colpire le citta’ ritenute piu’ sicure, quelle dove la ‘transition’ e’ gia’ avanzata, per bloccare il processo in tutto il Paese. La strategia e’ chiara; potrebbe essere pero’ anche una mossa disperata, proprio di fronte all’evidente successo del processo di pacificazione nelle zone colpite”.
    Il professor Gastone Breccia, esperto di storia militare e docente all’Universita’ di Pavia, commenta cosi’ l’attentato che ha causato il ferimento di cinque militari italiani. Breccia in questi giorni si trova in Afghanistan. ”Al Prt di Herat avevo passato tutta la giornata di venerdi’. Ne avevo avuto una ottima impressione, sia del centro nel suo insieme, sia delle attivita’, del comandante e dei suoi uomini; si respirava una atmosfera estremamente positiva, il sistema di selezione delle opere, affidamento dell’esecuzione a ditte afghane, controllo condiviso a scadenza, pagamento solo a lavori realizzati funzionava piuttosto bene. Sull’eventuale ritiro del nostro contingente, non ho nulla da dire. Tra gli uomini – io sono a Farah, la base della Task Force South al comando del Colonnello Badialetti del 187° Reggimento Paracadutisti della Folgore – posso testimoniare come eventi come quello di oggi non facciano minimamente cambiare l’atteggiamento professionale verso il loro impegno qui in Afghanistan”.
    ”Sono uscito di pattuglia con un plotone della IV compagnia questo pomeriggio e l’operazione -rileva Breccia- si e’ svolta nel modo piu’ sereno possibile: ricognizione, contatto con la popolazione, ‘shura’ con il capo villaggio e altri anziani, distribuzione di acqua potabile e viveri”.

    e a essere disperati semmai sono gli invasori, visto che la resistenza afghana sta conquistando il controllo di un territorio dopo l’altro:
    http://it.peacereporter.net/articolo/28639/Afghanistan%2C+talebani+completano+conquista+provincia+Nuristan

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