Perché i “ribelli” non riescono a conquistare Tripoli?

L’unico cambiamento nel governo libico avverrà dall’interno, e non sarà il cambiamento atteso dalla Francia, ma dalla gioventù mondiale.

Di Basem Tajeldine, membro dell’African Centre of Knowledge, per mathaba.net
13 Luglio 2011

Nulla sembra scalfire il governo della Libia dopo oltre quattro mesi di intensi bombardamenti NATO ed oltre 4300 missioni aeree. Centinaia di bombe di precisione all’uranio impoverito [1] sono state sganciate indiscriminatamente sul popolo libico dall’inizio dell’aggressione imperialista ad oggi, uccidendo oltre mille civili innocenti e ferendone altre migliaia.
La NATO intensifica i bombardamenti e massacra il popolo libico con la falsa scusa di “difendere la vita degli abitanti”, ma nessuno riesce a spiegarsi per quale motivo il popolo della Libia rimane saldo e leale al proprio governo. Il popolo continua a mantenersi alla guida della resistenza pur nelle dure condizioni dell’embargo economico e contro il terrorismo di Stato sistematico e criminale dei Paesi aderenti all’Alleanza Atlantica.
Gli spregevoli “alleati” della NATO non si attendevano di trovare una simile resistenza popolare in Libia. Molte persone sono confuse. Come è possibile che il presunto “mostro e genocida” – come i media occidentali descrivono Gheddafi – abbia subito vari attacchi su diversi fronti, continuando a godere del sostegno della maggior parte dei Libici? E perché sul terreno questi terroristi “ribelli” non riescono ad allontanare “il tiranno più odiato” dal proprio popolo? Da dove proviene la forza di Gheddafi?
Sono strane queste missioni “umanitarie” che uccidono civili innocenti e distruggono intere infrastrutture civili del Paese con il pretesto di difendere il popolo libico. Sono strani questi “ribelli” o “rivoluzionari” oppure – secondo la stampa internazionale – questi “civili indifesi” che affrontano il governo di Muammar Al Gheddafi sostenuti da forze straniere. Sono strani anche i capi del Consiglio Nazionale di Transizione (CNT), che richiedono ogni giorno sempre più soldi ed armi per uccidere i propri “fratelli”.
Sono bugiardi quei giornalisti membri dei networks transnazionali che ogni giorno riportano presunti avanzamenti di gruppi di “ribelli”, mostrandoci assurdi video di falsi combattimenti tra ribelli e truppe libiche, mentre in realtà i luoghi di queste presunte battaglie rimangono sotto il controllo dell’esercito e della milizia popolare fedele al governo libico.
Sono invece degli stupidi quelli che credono a tutte queste menzogne, ripetendo a pappagallo le falsità imperialiste. Chiediamoci questo: se il popolo libico odia Gheddafi, perché dopo quattro mesi di intensi bombardamenti questi “ribelli libici” non vanno a prendersi il controllo dell’area più popolosa della capitale Tripoli?
Possono chiamarsi “ribelli libici” quelli che eseguono gli ordini militari delle potenze imperiali? Quelli che stanno assicurando la distruzione del loro stesso Paese e la morte dei propri fratelli, e contro i propri fallimenti militari, perché non cercano di negoziare un’uscita dal conflitto e una riconciliazione con la controparte? Questi “ribelli” godono di autonomia? O si tratta solo di indegni e vergognosi mercenari al soldo delle potenze straniere?
Ribelli si definiscono coloro che combattono contro il sistema esistente in quanto portatori di ideali progressisti. Ma la realtà è che questi gruppi sono tutto l’opposto. I “ribelli libici” erroneamente detti, non sono altro che comuni mercenari al servizio della NATO che cercano di imporre gli interessi del proprio padrone. La loro stessa esistenza e le loro azioni in Libia sono il prodotto di un piano chiaramente orchestrato, preparato con ampio anticipo, come scrivono molti altri studiosi che hanno scoperto la verità che si cela dietro il conflitto libico [2].
Ero presente in Libia durante i momenti più difficili dell’aggressione imperialista della NATO, ed ho visto di persona che cosa realmente accade lì, la realtà più dura, triste e crudele che sperimentano questi popoli fratelli [3]. Questo mi permette di confermare tutto ciò che ho scritto. Le truppe libiche non affrontano direttamente i gruppi di mercenari. No. L’esercito libico resiste all’aggressione imperialista delle forze aeree NATO, le quali bombardano la popolazione e preparano il campo che deve essere poi occupato dai mercenari. Questi hanno il triste ruolo di fungere da esercito di occupazione, agli ordini della NATO. Il pronto ripiegamento tattico dell’esercito libico, di fronte ai bombardamenti, immediatamente porta ad un contrattacco libico che costringe i mercenari ad arretrare codardamente.
Ogni giorno che passa senza che la NATO raggiunga il proprio obiettivo prefissato di uccidere Gheddafi – comunque in violazione della stessa Risoluzione ONU n.1973 – i gruppi mercenari sono sempre più screditati agli occhi dei Libici delusi che rimangono, ed anche agli stessi occhi del mondo. Maggiore è la forza di aggressione, più facilmente le maschere delle forze imperialiste mercenarie cadranno, e più forte crescerà la resistenza armata dell’esercito e dei civili della Libia, alzando il morale e la determinazione nel proseguire i combattimenti.
La NATO e i suoi alleati sanno che il tempo è contro di loro, che la coscienza del popolo libico ed il loro odio cresce proporzionalmente ai crimini subiti. Così si spiega il segreto della forza di Muammar Al Gheddafi. La peggiore disgrazia di un esercito coloniale sono le menti decolonizzate di un popolo determinato a morire per ciò in cui crede.

NOTE:
[1] Servizi di Rolando Segura, giornalista di TeleSur.
[2] Vedi articoli di Michel Chossudovsky, Pepe Escobar, James Petras.
[3] Vedi l’articolo “From the Tunisian rebellion to the Libyan resistance”, sul sito Cuba Debate.

[Continuiamo ad aggiornare la situazione qui]

11 thoughts on “Perché i “ribelli” non riescono a conquistare Tripoli?

  1. OTTIMO ARTICOLO che ci dimostra come, invariabilmente, i VERI RIBELLI sono sempre e soltanto coloro ( Stati, Governi, Società Civile, Tribù etc…) che si oppongono al POTERE SOVRANAZIONALE dell’impwerialismo finanziario. I molti libri, pochi di essi pubblicati in Italia, che si possono reperire su Internet, DOCUMENTANo in modo inoppugnabile la nascita e la persistenza del POTERE GLOBALISTA dal XIX Secolo ad oggi. La ribellione non può che essere nazionale e sociale.

    "Mi piace"

  2. Quoto in pieno il commento del Sig.Vitali.
    Si veda anche il fatto che quando ci sono proteste in occidente i “rivoltosi” sono subito etichettati come terroristi o no global violenti dalla stampa e dai media di regime.
    Questa feccia,che molti chiamano elite,dovrebbe finire sotto processo se solo la giustizia funzionasse veramente,purtroppo la pseudogiustizia umana è una barzelletta,ci toccherà attendere quella divina.

    "Mi piace"

  3. Mercoledì 24 Agosto 2011
    Fabio Mini, già Generale di Corpo d’Armata dell’ Esercito Italiano.
    da ” Taccunino Strategico sulla Jamahiriya ”

    ” … ci sono ( le forze speciali straniere che sono anche addestrate a questo ma tutte le potenze coinvolte nell’ operazione non vogliono ammettere di averle già sul terreno. Ci sono armi speciali come le bombe termobariche che infilate in una presa d’aria vomitano combustibile che esplode ad alta pressione; ci sono armi ad onda sonora ( che distruggono in un amplissima area i timpani dei militari combattenti di Gheddafi facendone degli invalidi da mantenere totalmente inadatti, da quel momento in poi, ad essere ancora impiegati sul terreno nda ) e a fosforo bianco che prima poi ti cucina al forno e poi avvelena chi non muore bruciato al primo colpo o per ustioni profonde al secondo …. “

    "Mi piace"

  4. CHE ABBIAMO A CHE FARE CON FEROCI ASSASSINI LO SAPPIAMO DA TEMPO, MA TUTTO QUESTO NON SEMBRA ESSER RIUSCITO A FAR PRECIPITARE GLI AVVENIMENTI. LA TOPPATURA DI LORSIGNORI IN LIBIA è QUANTO MAI EVIDENTE E NOI STIAMO ANCORA ASPETTANDO CHE ARRIVINO….I NOSTRI! (I quali arriveranno…..)

    "Mi piace"

  5. Pingback: Perché i “ribelli” non riescono a conquistare Tripoli? | Informare per Resistere

  6. “Ribelli si definiscono coloro che combattono contro il sistema esistente in quanto portatori di ideali progressisti.”

    Sbagliato. Un ribelle può anche essere conservatore, o reazionario, o comunque non progressista.

    "Mi piace"

  7. Con un formidabile articolo pubblicato di recente, il noto giornalista Maurizio Blondet ha svelato la strategia USA in relazione ai susseguenti attacchi contro i paesi rivieraschi del Mediterraneo. Tale politica, documentata anche alla luce delle dichiarazioni di personaggi di spicco della politica USA, a cominciare dai TEOCONS, è finalizzata all’allontanamento della Russia, e probabilmente anche della CINA, dal Mediterraneo. RICORDIAMO che la Russia ha una base navale in Siria e la CINA ne ha più d’una in Grecia. Che accadrà??Io penso, o forse spero soltanto, che NULLA sarà definitivo. FINORA gli uSA ed i loro alleati si sono INSABBIATI. Ciò potrà risultare utile all’industria militare, ma non credo che servirà per la politica estera USA.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.