Chico e Amanda: ingiustizia è fatta

Amanda, ora libera e milionaria, che in America per molto meno sarebbe finita nel braccio della morte (provate voi negli States a raccontare un sacco di balle alla polizia e a fare la ruota nell’ufficio dello sceriffo…). Chico, che in 12 anni ha visto una sola volta i suoi tre figli, in Italia non sarebbe mai stato neppure processato sulla base di indizi così labili e ora marcisce nella quasi totale indifferenza in un carcere di massima sicurezza della Florida da dove potrebbe uscire solo in una bara di zinco. Le decine e decine di giornalisti americani che hanno commentato in diretta da Perugia la sentenza hanno descritto il nostro sistema giudiziario come «medioevale», i nostri magistrati come una manica di incapaci, gli italiani come dei bigotti sessisti assetati del sangue di una ragazza acqua e sapone di Seattle. Il nostro per molti aspetti è un Paese indecente e ridicolo, ma per ben altre vicende giudiziarie. La sentenza che ieri ha assolto Amanda Knox dimostra piuttosto, in modo inequivocabile, che l’Italia ha una giustizia forse inefficiente ma garantista. È semmai quello americano lo Stato di diritto da Far West dove se sei ricco eviti la forca, altrimenti non ti resta che piangere o pregare. Pregiudizi? Antiamericanismo? Mettiamo davanti allo specchio Amanda e Chico e vediamo dove sta il giustizialismo e dove sopravvive, a fatica, la civiltà del diritto. Amanda ammise di essere in casa durante l’omicidio (salvo ritrattare) e poi mentì accusando del delitto di Meredith un innocente, tanto da essere condannata per calunnia.
Chico Forti, senza l’assistenza di un avvocato, raccontò alla polizia di Miami di non aver incontrato la vittima Tony Pike il giorno dell’omicidio. L’indomani si corresse spiegando di aver mentito per paura, ma per la giuria quella bugia equivaleva ad una confessione. Amanda e Raffaele vennero visti da un clochard nei pressi del luogo del delitto, c’era dunque un testimone oculare, ma la sua deposizione è stata ritenuta inattendibile. Chico Forti non è stato visto da nessuno nei pressi della spiaggia dove venne ucciso Dale Pike. Sul reggiseno di Meredith sono state trovate tracce di dna riferibili a Sollecito, ma per la difesa c’era stata una contaminazione. Sul luogo del delitto a Miami venne trovato un guanto dell’assassino: il dna repertato al suo interno non era di Chico Forti: visto che non poteva essere lui l’assassino, per l’accusa l’italiano divenne a questo punto il mandante. Gli indizi raccolti dalla Scientifica nel delitto Meredith sono stati demoliti dalle difese a colpi di consulenze. Nessuna evidenza scientifica è stata mai raccolta a carico di Chico, salvo delle tracce di sabbia magicamente comparse a mesi di distanza sul gancio di traino della sua auto. Amanda Knox e Sollecito dopo essere stati condannati in primo grado con una sentenza lungamente motivata hanno avuto il diritto (nel nostro ordinamento lo ha anche un ladro di biciclette) ad un processo d’appello (e poi ci sarà la Cassazione) in cui tutte le prove sono state rivalutate e l’istruttoria riaperta. Chico invece è stato condannato senza uno straccio di motivazione, mentre l’appello se lo sogna di notte. Amanda è stata difesa da un agguerrito e costosissimo collegio difensivo. L’avvocato di Chico Forti, si è scoperto solo in seguito, lavorava anche per la procura di Miami ed era dunque incompatibile.
Chico Forti si è sottoposto alla macchina della verità: per il poligrafo è innocente, ma il risultato non valeva in giudizio. Amanda si è sempre proclamata innocente, ma nessun l’ha mai sottoposta allo stesso marchingegno. L’incubo di Amanda è durato 1.448 giorni; quello di Chico prosegue da 4380. Per la bella Amanda, incarcerata ingiustamente dagli italiani, si è mobilitato un intero Paese: la copertura mediatica è stata pari a quella per la morte del Papa, gli americani hanno minacciato di boicottare i nostri prodotti, i fan hanno tifato in diretta come al Super bowl, il segretario di Stato Hillary Clinton ha seguito personalmente il caso. Mancava solo che mandassero contro il Tribunale di Perugia i «berretti verdi». Solo lo zio Gianni, gli amici, il popolo di Facebook e qualche sterile interrogazione parlamentare, hanno evitato che su Chico calasse l’oblio. Il nostro ministro degli esteri Franco Frattini ha scelto, come fa spesso, il basso profilo per non urtare Washington. Per il futuro speriamo in un sussulto di attivismo. Lunedì sera dopo l’assoluzione di Amanda e Raffaele la folla a Perugia urlava «Vergogna! Vergogna!». Sbagliavano. La vera vergogna si consuma, tutti i giorni da 12 anni, nella più grande democrazia del mondo, dove un uomo sconta una condanna all’ergastolo senza lo straccio di una prova.

Fonte: ladige.it

[Il caso Forti: ombre e dubbi di un processo surreale]

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12 thoughts on “Chico e Amanda: ingiustizia è fatta

  1. QUESTA ESEMPLARE SENTENZA è stata da noi commentata in una videointervista che sarà pubblicata su YOUTUBE, spazio dedicato ad Albamediterranea. La questione non si pone neppure.Il rapporto USA/Italia è quello fra un padrone ed un PROTETTORATO. Non ci si può permettere di condannare in Italia ( ricordiamoci del Cermis) un Amerikano. In USA, invece, un italiano può essere condannato, perchè italiano. RICORDIAMO sempre SACCO E VANZETTi che furono condannati, ben sapendo che erano innocenti, solo perchè italiani. Il fatto che gli USA fossero pieni di mafiosi italiani non giustificava la posizione RAZZISTA nei nostri confronti. Gli italiani erano e restano DAGOS. ( Da quando la mafia è stata utile al potere politico USA, cioè dal 1940 ad oggi, nessuno ha avuto più qualcosa da ridire.)
    Circola una battuta: GV.

  2. Non entro nel merito del caso forti ma non commettiamo lo stesso errore che si attribuisce ai razzisti: guardiamo le evidente.

    E’ credibile la storia che: Amanda e Raffaele aiutano Guede (quest’ultimo reo confesso) a stuprare Meredith.
    Bella favoletta, amanda e raffale non conoscevano Guede, amanda non aveva motivo di screzio o bisticcio con Mereidth e che fa? Aiuta uno che nemmeno conosce a violentarla.Siamo seri per favore.

    Quindi riguardo al movente non si è trovato nulla tranne l’attimo di follia.Regge poco ma se vi piace.

    Il tribunale di primo grado nega ogni controperizia: perché?

    Successivamente si scopre che:
    1) sul coltello “dell’omicidio” c’è il dna di Amanda sul manico ma sulla lama non vi è traccia del dna di Meredith.
    Non solo è stato rilevato anche il dna di una dipendente del Ris.

    2) l’ora del delitto- solo anni dopo viene stabilita con certezza essere alle 21.00-21-30 quando per anni è stata fatta credere essere alle 23 e dopo

    3) il dna di sollecito sul gancetto-Tale reggiseno è stato repertato due mesi dopo, dopo essere stato trascinato per terra (trasmigrazione del dna)

    Con queste premesse, sul serio, ma che credibilità avrebbe avuto la sentenza?
    Il fatto che in America la giustizia sia come sia giustifica forse noi a fare altrettanto?

    Praticamente manco l’arma del delitto è certa, con anni di ritardo si stabilisce l’ora della morte, non sono errrori da poco eh suvvia.
    E sono sono i principali.
    Si è trattato di un caso mediatico, se la Amanda farà soldi è colpa sua o di chi l’ha sbattuta dentro 4 anni con queste premesse?
    Se al mondo si è permesso di creare lo show business del delitto è colpa di Amanda?

    Capisco sia più facile additare di razzismo e quant’altro ma che tutta una giuria sia piena di razzisti ora non esageriamo.

    Con stima
    barbara

  3. …tana debunker!

    “Guardate qui – capita di leggere ogni tanto, sulle nostre pagine, da parte di un nuovo arrivato – c’è un sito che smonta tutto quello che dite sull’11 Settembre!”
    “Tutto? Addirittura?” gli viene chiesto di solito “Ma ne sei sicuro”?
    “Beh, tutto tutto non saprei, io il sito ancora non l’ho letto, comunque lì dicono che le vostre sono tutte stupidaggini! Ecco, qui c’è il link…”
    Il “link”, purtoppo, è sempre il solito, e il meccanismo che segue questo tipo di intervento anche. L’ospite viene invitato a fare sua una delle obiezioni portate dal sito in questione, e ad argomentarla lui stesso. Dopodichè gli viene presentata una contro-obiezione – solitamente già “cotta e mangiata” – e a quel punto l’ospite si rende conto …
    … che non basta definirsi “cacciatore di bufale” per avere sempre il carniere pieno.
    Ma il vero ruolo del debunker non è quello di smontare le accuse complottistiche, questo è solo ciò che appare sulla facciata. Il suo vero ruolo è quello di rassicurare le persone che non se la sentono di affrontare verità che sicuramente non sono leggere per nessuno. E’ per questo che la presenza di un sito di debunking di una certa rinomanza è indispensabiile per un corretto equilibrio dell’ecosistema Internet. Con il dilagare della libera informazione, che continua a sollevare tappeti sempre più polverosi e ingombranti, bisogna poter fornire a chi ne ha bisogno un’ancora di salvezza, un salvagente a cui aggrapparsi per non cadere di colpo nel baratro più buio.
    Oggi si va dal debunker come si va dal dottore:
    “Buongiorno signora, prima visita?”
    “Si, prima volta. Mi ha mandato qui un amico di mio marito …”
    “Mi dica, signora, dove le fa male?”
    “Guardi, prima di tutto, ho un dolore acutissimo qui, nel fianco. Questa storia delle Torri abbattute con esplosivi non mi lascia dormire di notte.”
    “Ma quali esplosivi? Ma come si può pensare di piazzare delle cariche in quelle torri, così popolate di gente dal mattino alla sera…. Ma lo sa lei la quantità di dinamite che ci vorrebbe, per fare una cosa dle genere? E lei pensa che non se ne sarebbe accorto nessuno, con tutto quel via vai?
    “Già, è vero, non ci avevo pensato…”
    “Ma infatti, basta pensarci un attimo, che la cosa non sta in piedi nemmeno a pagarla! Piuttosto, ha altri disturbi, o è solo il fianco che le fa male?”
    “No, ho anche questi continui mal di testa, da un pò di tempo. Credo che sia per il fatto che non si trovano i resti del Boeing del Pentagono. Io non ci posso credere, non è possibile che il governo americano…”
    “Ma come non si trovano, signora? Ma da che stregone va lei, a curarsi? Guardi, guardi qui (estrae delle lastre a colori dal cassetto, le mette sul vetro illuminato delle radiografie, e poi indica un punto della foto con una matita) lo vede quel pezzo di lamiera, lì sul prato?
    “Quale, quello lì bianco?”
    “No, signora, quello è un fazzolettino di carta. Questo, questo qui subito accanto. Ecco, questo è un pezzo di lamiera. E la vede quella cosa rotonda, lì in fondo? Quella è una ruota dell’aereo”.
    “Ma non è il volante di una macchina?”
    “No signora, quella è una ruota del 757. Le fanno leggerissime adesso, per risparmiare peso. Sono in una lega speciale, di tritanio e kaviar.”
    La signora annuisce attenta.
    “Lo vede allora che il Boeing c’era?”
    La signora tira un sospiro di sollievo.
    “Ah, ecco, mi pareva. Anche perchè, sa, non si può mica cominciare a pensare che tutto il sistema è marcio da sbatter via, no?
    “Macchè marcio, signora, il sistema sta benissimo. Sono solo quei quattro paranoidi senz’arte nè parte, che non hanno niente da fare dal mattino alla sera. Sono degli sconfitti che non sopportano il successo di chi va a lavorare tutte le mattine e si fa un mazzo così, e allora vedono cospirazioni dappertutto.”
    “Ma perchè lo fanno scusi? Per far preoccupare la gente?”
    Il dottore sfrega il pollice e il medio della mano destra.
    “Soldi signora, tanti bei soldini. Ecco perchè lo fanno. Ma lo sa quanto ha incassato Meyssan con quel suo libretto insulso sull’aereo del Pentagono? Mi-li-o-ni, signora, milioni di euro, ha guadagnato quel volpone.
    La signora scuote la testa….
    “Va che c’è in giro della gente…. ”
    Fa per andarsene, poi si volta:
    “A proposito, quanto devo dottore?”
    “Nulla signora, assolutamente nulla. La visita è completamente gratuita. (La accompagna alla porta) A me interessa solo che lei stia bene, e che non si preoccupi di nulla. E mi raccomando, signora, si ricordi di andare a votare, il 9 Aprile, abbiamo bisogno del voto di tutti! E ci porti anche suo marito, non si dimentichi!”
    La signora annuisce e se ne va tutta contenta. Il dottore richiude la porta, e commenta fra se e sè.
    “Se no qui davvero ci troviamo in casa i terroristi, quelli veri, altro che balle.”
    Massimo Mazzucco
    http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=1006

  4. Barbara tu sai bene perché ha scontato 3 anni di carcere e sai che se non fosse stato per uno svizzero che era passato per il bar di Lumumba, lui oggi sarebbe ancora in carcere accusato di omicidio. Per me questo basta ed avanza per non crederle mai più.

  5. QUANTO SCRITTO DA MASSIMO MAZZUCCO è IMPORTANTE, ma non lo è del tutto se PRIMA non si antepone che le balle sono state dette e scritte per millenni alla faccia di chi le sta ad ascoltare. La balla suprema, quella di Gesù morto in croce e poi resuscitato A RAZZO, viene giorno dopo giorno spennata da reperimenti, sempre più importanti, dell’archeologia religiosa. Di recente, ed è bene che vengano letti, sono stati pubblicati da ADELPHI, i testi delle APOCALISSI GNOSTICHE. Si tratta di testi che UMILIANO qualsiasi pretesa di imporre la verità di certe asserzioni basate solo sulla data di diffusione. NULLA è vero. Verità del tutto alternative, come quella di Cristo che RIDE sulla croce, non sono state prese in considerazione finora perchè OCCULTATE. Conclusione: la differenza fra il passato, anche prossimo, ed il presente, è lo scorrere di informazioni alternative ORMAI non più controllabili. GV.

  6. Mi stupisco di come un ottimo studioso come Vitali possa essere l’autore di un commento del genere (anche molto offensivo verso la Cristianità), e di come ancora oggi si confonda (volutamente) la fede con la storia per legare ogni elemento alla ricerca di “verità alternative”. Forse c’è bisogno di evidenziare l’impossibilità e l’inopportunità di cercare una verità storica unificata. Forse si vuole mettere sullo stesso piano la Bibbia, Harry Potter, il processo Kercher e l’11 Settembre?

  7. Pingback: Sul caso Chico Forti e l’American Gulag | Informare per Resistere

  8. Pingback: L’incredibile storia di Enrico “Chico” Forti « Solleviamoci’s Weblog

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