I “manifestanti pacifici” non sono tutti uguali

Per capire come funzionano i raggiri mediatici delle liberaldemocrazie, c’è un sistema che funziona discretamente bene. Si ascoltino le “notizie” fornite dai loro “media” e si considerino bene il luogo e i protagonisti. Ci si renderà conto che a scatenare “severe condanne” non sono “i fatti” in sé, quanto il contesto in cui avvengono situazioni perfettamente analoghe da una parte all’altra del mondo.
Infatti la differenza, per i “media”, non la fa tanto la “notizia” (perché non esistono per Lorsignori le “questioni di principio”), quanto il condimento di valutazioni negative, giudizi spietati e aggettivi demonizzanti a seconda del contesto in cui la medesima situazione si verifica. E si faccia caso anche se chi altrove fa le pulci a tutto elevando “autorevoli condanne”, in altri specifici casi tace sommamente.
Prendiamo il caso della protesta chiamata “Occupare Wall Street”. Senza entrare nel merito di chi la guida e con quali parole d’ordine viene portata avanti, è comunque trapelato almeno sulle agenzie (poco sui tg) che i manifestanti sono stati malmenati e arrestati a decine, non solo a New York, ma anche a Chicago.
Su vari siti è possibile vedere spezzoni video che mostrano la dura repressione condotta dagli agenti di polizia contro i manifestanti, con tanto di manganelli, gas al peperoncino e reti per catture di massa. Si vedono giovani che non hanno commesso alcuna “violenza” ammanettati e trascinati sanguinanti fino ai furgoni delle forze dell’ordine.
Una prima domanda sorge spontanea: ma la repressione di chi “manifesta” non porta dritti alle risoluzioni dell’ONU e poi ai bombardamenti della NATO? Va bene, non pretendiamo pari trattamento per tutti, ma almeno due “parole di condanna” da parte dei bellimbusti dell’UE (quelli che si alzano “scandalizzati” quando Ahmadinejad parla all’ONU), quelle sì!
Ma se impediscono un “Gay pride” a Mosca o a Belgrado, le tv si compiacciono nel mostrarci le “brutali” polizie russa o serba mentre arrestano i “manifestanti”, che in tal caso vengono definiti “pacifici” e “inermi”: si è senz’altro di fronte ad una “violazione dei diritti umani”!
e al contrario i poliziotti sono americani, i commenti negativi sono interdetti, si strozzano nella gola dei giornalisti, o magari – in virtù di quello spettacolare meccanismo che è l’autocensura – neppure sorgono nella mente di chi lavora nelle redazioni dei principali tv e giornali. In Gran Bretagna, al culmine delle insurrezioni nelle periferie, il primo ministro dichiarò d’aver preso in considerazione l’oscuramento dei “social network”, ma nessun “professionista dell’informazione” rilevò la comicità di tale affermazione, proprio mentre dalla stessa bocca – e da quella dei suoi omologhi occidentali – uscivano ‘lamentazioni funebri’ sulla “censura” dei medesimi Facebook e Twitter in Siria!
Lo stesso dicasi per gli onnipresenti “Amnesty” o “Human Rights Watch”: sempre in prima linea nel denunciare la “repressione del dissenso” negli Stati invisi all’Occidente, non fiatano quando la stessa cosa avviene in casa. Nei “Paesi canaglia” han plasmato così dei “santi profani” (i “dissidenti”), mentre in Occidente vi sono solo dei “teppisti”, dei “facinorosi” o tutt’al più delle persone indegne di figurare nel loro ‘martirologio democratico’ perché sotto la scure della Democrazia Incarnata.
Enrico Galoppini

Fonte: europeanphoenix.com

Advertisements

4 thoughts on “I “manifestanti pacifici” non sono tutti uguali

  1. l’ennesima bufala di guerra

    SIRTE (LIBANO), 12 OTT – Un alto comandante delle forze del Consiglio nazionale di transizione (Cnt) ha smentito la cattura a Sirte di Mutassim Gheddafi, figlio del colonnello Muammar Gheddafi. ”Non e’ vero che Mutassim sia stato catturato”, ha detto all’agenzia Afp il comandante Wissam ben Ahmed, uno dei capi dell’operazione del Cnt a Sirte: ”ma di certo qualche prigioniero afferma che il giovane Gheddafi e’ qui”. (ANSA-AFP).

    …lo affermano, da settimane, anche le fonti non embedded e vari video disponibili in rete… ah, la “libera stampa”!

  2. “C’e’ stata un po’ di confusione al riguardo” ha ammesso “il consulente”…

    Tripoli, 13 ot. – A meno di 24 ore di distanza ha fatto marcia indietro Abdelkarim Bizama, il consulente del Consiglio Nazionale Transitorio libico che mercoledi’ sera aveva annunciato la cattura a Sirte di Mutassim-Billah Gheddafi, quintogenito del Colonnello e gia’ consigliere per la Sicurezza Nazionale del vecchio regime. “C’e’ stata un po’ di confusione al riguardo”, ha ammesso Bizama. “Non appena ne avremo la conferma, sara’ diramato un annuncio ufficiale dell’arresto”. In precedenza Bizama aveva sostenuto che la notizia dell’arresto del figlio di Muammar Gheddafi non era stata resa nota prima solo per evitare che “qualcuno tentasse di liberarlo”. Poi e’ arrivata la smentita di Wessam bin Hamid, uno dei comandanti delle milizie insurrezionali impegnate sul fronte di Sirte. “Non e’ vero”, ha tagliato corto. (AGI)

  3. Pingback: I “manifestanti pacifici” non sono tutti uguali | Informare per Resistere

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...