Decreto sviluppo

Roma, 27 Ottobre – Valorizzare il vero made in Italy, facilitando l’export di prodotti realizzati in Italia con materie prime e occupazione locale, anziché investire risorse pubbliche in iniziative che fanno concorrenza sleale ai produttori nazionali, consentendo di produrre all’estero prodotti tipici che di italiano hanno soltanto il nome. E’ l’interrogazione che fa riferimento al caso Parmacotto, presentata al ministro dello Sviluppo economico Romani, da Sebastiano Fogliato vicepresidente dei deputati Lega Nord, Manuela Dal Lago presidente della Commissione Attività produttive della Camera e Gianni Fava presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione.
La Simest, società italiana per le imprese all’estero controllata per il 76% dal governo, ha stipulato con il gruppo Parmacotto un accordo che prevede un investimento di 11 milioni di euro nel capitale sociale dell’azienda parmigiana per espandersi nel mondo ma anche una collaborazione per la realizzazione di uno stabilimento dedicato alla produzione di preaffettati direttamente negli USA. I deputati leghisti sottolineano che si vendono alimenti realizzati con materie prime non italiane e confezionati sul posto con etichette e marchi che evocano prodotti tipici italiani, come la ‘bresaola uruguaiana’ e culatelli a base di carni francese e tedesche e lavorate nel New Jersey. Da qui la richiesta al ministro di sapere con quali criteri vengono scelti i progetti da finanziare da Simest.
(ANSA)

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