Per un mondo multipolare, per la pace mondiale

“È emersa una nuova ed inarrestabile domanda di riforme monetarie, economiche e commerciali capaci di dare risposte adeguate ad un mondo politico multi polare. Oltre all’Unione Europea, stanno scrivendo le pagine della storia i paesi del Brics e altre coalizioni regionali di paesi emergenti.
Non solo per un giusto affrancamento politico e per una nuova indipendenza economica, ma questi nuovi soggetti ritengono che sia arrivato il momento di pensare ad un rinnovato sistema monetario ed economico internazionale dove tutti abbiano un peso e una reale capacità di decisione.
È di pochi giorni fa la notizia che i governi cinese e giapponese hanno firmato un accordo che prevede che i loro commerci avverranno in yuan e in yen e non più in dollari. Molti ormai chiedono un paniere di monete che, oltre al dollaro, all’euro e allo yen comprenda anche le valute della Cina, dell’India, della Russia, del Brasile e di altri paesi, oltre all’oro.
È un processo non lineare e nemmeno privo di rischi geopolitici. Il sistema del dollaro, che ha dominato l’intera finanza mondiale, sa di dover perdere privilegi e rendite. Sa che le grandi bolle finanziarie, come quelle dei derivati Otc, non potranno avere spazio in un simile sistema.
Nella costruzione del nuovo paniere di monete l’euro ha un oggettivo peso sia economico che politico. L’Unione europea è la prima economia industriale del pianeta e come polo tecnologico è centrale. La sua stabilità può svolgere il ruolo di catalizzatore per le altre economie emergenti. Se venissero meno l’Europa e l’euro, il lavoro per il nuovo sistema monetario verrebbe bloccato. La Cina e gli altri paesi del Brics sono in forte crescita ma, secondo noi, non hanno ancora da soli la capacità di determinare simili cambiamenti sistemici.
Inoltre l’Ue e l’euro potrebbero essere attori centrali nella costruzione del contenente euroasiatico che sarà attraversato e unito da moderne “vie della seta”. Si tratta di nuovi scenari di sviluppo non solo dell’economia ma soprattutto per la pace mondiale. I sostenitori di una geopolitica di vecchio stampo britannico li hanno sempre osteggiati perché vedono l’Eurasia in contrapposizione all’America e ritengono che l’eventuale sgretolamento dell’euro servirebbe a fermare tali processi.
Riteniamo che l’Europa debba rendersi consapevole di queste evoluzioni e affrontare i suoi problemi anche nell’ottica delle grandi sfide globali. Così facendo può trovare nei paesi del Brics alleati strategici e non cercare in loro soltanto dei possibili compratori di titoli di debito pubblico. Bisogna convincersi che il «tavolo da gioco» è oggettivamente più grande di quello angloamericano!”

Da La finanza non abbandonerà l’euro, di Mario Lettieri e Paolo Raimondi.

4 thoughts on “Per un mondo multipolare, per la pace mondiale

  1. ERA ORA!

    Roma, 19 GEN (il Velino/AGV) – La Guardia di Finanza sta effettuando degli accertamenti nella sede di Milano dell’agenzia di rating Standard & Poor’s nell’ambito dell’indagine della Procura di Trani sulle turbolenze di borsa e la speculazione dopo la diffusione del rating sull’Italia dello scorso anno. Sei gli indagati: tre analisti di Standard&Poor’s, fra i quali il responsabile per il debito europeo dell’agenzia, uno di Moody’s e i responsabili legali per l’Italia delle due societa’.
    Fra gli atti contestati ai dipendenti di Standard&Poor’s dal pm Michele Ruggiero c’e’ il “taglio dell’outlook del debito sovrano dell’Italia da stabile a negativo”, con “giudizi/previsioni da ritenere falsi, parzialmente infondati e comunque imprudenti, tendenziosi e scorretti” che hanno provocato “sensibili perdite di titoli azionari, obbligazionari e dei titoli di Stato nazionali”, come recitava l’ordine di esibizione di atti e documenti con cui lo scorso 3 agosto scorso il Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Bari ha prelevato presso la Consob i documenti relativi alla registrazione delle due agenzie.

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  2. Speriamo che dopo S&P tocchi anche alle altre due,oltre al dominio e alla sudditanza militare dobbiamo anche sopportare una guerra finanziaria volta ad impoverirci per renderci ancora più schiavi.
    Usa & getta,ma vaffanculo!.

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  3. D’accordo Stufo. Ci fanno la guerra così, visto che siamo “alleati” per forza. Altrimenti ci avrebbero bombardato umanitariamente…..per non farci soffrire la fame. Chiudere le agenzie di rating per legge o ignorarle completamente. Ignorare l’esistenza e l’operato di chiunque lo fa sentire un prodotto scatologico.

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