I militari spalano a pagamento

Mentre è in dirittura di arrivo la conversione in legge del decreto per le “missioni di pace”, con stanziamento previsto nel 2012 di 1.282 milioni di euro (cioè circa 3,5 milioni al giorno)…

I sindaci alle prese con l’emergenza neve vogliono l’aiuto dei militari dell’Esercito? Nessun problema, basta pagare: 700 euro al giorno per dieci spalatori (cioè soldati con una pala in mano), più il vitto, e l’alloggio. È quanto sta pagando, spinto da un’emergenza che si fa ogni ora più grave, il Comune di Urbino: nel circondario la neve ha raggiunto i 3-4 metri di altezza, l’accesso a singole abitazioni e intere frazioni è sempre più difficile, e i mezzi a disposizione non bastano più.
Decisamente più salato si prospetta il conto per il Comune di Ancona, che proprio oggi ha reclutato 14 spalatori del 28/o Reggimento di Pesaro e 17 militari (più sei mezzi spazzaneve) in arrivo da Piacenza, per liberare le frazioni rimaste off limits.
«Le Forze armate non avanzano richieste onerose alle amministrazioni locali per intervenire» precisa in serata il ministero della Difesa. «Il problema dell’onerosità dei concorsi – spiega in una nota – riguarda i rapporti tra le Amministrazioni ministeriali».
Cioè, sembra di capire, i rapporti fra ministero della Difesa e degli Interni: i sindaci dovrebbero essere risarciti se e quando per i loro territori verrà dichiarato lo stato di emergenza. Stato di emergenza che la Regione Marche non ha chiesto, almeno per ora, perché, lo ha ricordato il governatore Gian Mario Spacca, in base al decreto Milleproroghe a pagare sarebbero i cittadini, costretti a subire, come proprio qui è già avvenuto con l’alluvione di un anno fa, un aumento delle accise sulla benzina.
«Non voglio fare polemiche, in un momento così drammatico le istituzioni devono collaborare, e non polemizzare» premette il presidente Pd della Provincia di Pesaro Urbino Matteo Ricci, che ha sollevato per primo il tema. «Ma non mi sembra giusto che lo Stato faccia pagare i Comuni in un frangente simile, quando raggiungere o non raggiungere un’abitazione, un borgo sepolto dalla neve è spesso questione di vita o di morte per anziani, malati, bambini. I Comuni e le Province sono già strozzati dal Patto di stabilità, stanno spendendo milioni di euro, che non hanno, per mettere in campo spazzaneve, pale meccaniche, servizi di prima necessità, e devono pagarsi pure l’Esercito…».
Al sindaco di un piccolo comune della zona che aveva provato a saggiare il terreno è giunto un fax di risposta con un preventivo di 800 euro: doccia gelata, e la scelta di rinunciare all’impiego delle tute mimetiche. «Per fortuna – è l’amara ironia dell’assessore provinciale ai Lavori pubblici Massimo Galuzzi – Urbino risparmia qualcosa sull’alloggio: i militari arrivano al mattino da Pesaro, e tornano a dormire in caserma».
Sulla stessa linea il sindaco di Ancona Fiorello Gramillano. Duecento euro al giorno un bobcat, 800-900 euro per una ruspa, un somma «al di sotto dei 100 euro a testa» per l’impiego dei soldati, cui però vanno garantiti vitto e alloggio: questo il tariffario che il sindaco si è formalmente impegnato a onorare, in una comunicazione scritta passata attraverso la Prefettura del capoluogo, per poter avere l’aiuto dell’Esercito nell’emergenza maltempo.
«Naturalmente faremo fronte agli accordi – osserva – ma non trovo giusto che nel momento in cui c’è un’emergenza, una calamità, questa debba essere a carico della comunità colpita». «Questo al di là della professionalità e disponibilità mostrata dal maggiore e dal capitano che sono appena arrivati in città, e che ringrazio per il lavoro che hanno già cominciato a fare». Ad Ancona operano 14 spalatori del 28/o Reggimento di Pesaro, e 17 soldati (con sei spazzaneve) da Piacenza. Dovranno liberare le frazioni isolate dal maltempo. «Anche i costi di trasporto dei mezzi dal luogo di provenienza, in questo caso Piacenza, sono a carico dell’amministrazione comunale», sottolinea Gramillano, senza altri commenti.
Intanto, il ministro Giampaolo Di Paola «ha confermato al capo di Stato Maggiore della Difesa Biagio Abrate l’esigenza di utilizzare i reparti delle forze armate disponibili per fronteggiare l’emergenza neve».

Fonte: ilsecoloxix.it

2 thoughts on “I militari spalano a pagamento

  1. Miti propagandistici da libro cuore, propinatici a piene mani dai vari media televisivi.

    Eserciti vari al servizio della “democrazia e libertà” dei popoli del mondo “meno avanzati” (es. recente serie SKY sui “nostri ragazzi” in Afghanistan); ossia bombardamenti “democratici” e “umanitari”- da questi popoli assolutamente non richiesti – al soldo dei potentati economico-finanziari mondiali… e per il cittadino? pagare ancora (per spalare la neve), dopo aver pagato per le rapine dei potentati di cui sopra.

    Polizie varie amorevolmente sempre al servizio del cittadino (innumerevoli fiction TV, su pressoché tutti i canali); realtà: manganellate sui NOTAV, NO Dal Molin, precari, studenti, lavoratori che rischiano il posto di lavoro. E poi ancora Aldrovandi, Cucchi, Rasman etc etc

    E mafie, ndranghete, camorre (manovalanze di basso livello e colletti bianchi) e delinquenza dell’alta finanza assolutamente libere di agire, al pari della criminalità di basso livello (vedi novità di Roma nuova Chicago anni 30).

    Molto tempo fa mi colpì l’affermazione di un magistrato in TV (mi pare fosse l’attuale sindaco di Bari Emiliano, ma potrei sbagliare) relativa allo spropositato numero di componenti delle forze dell’ordine in Italia, rispetto ad altri paesi europei, a fronte di risultati alquanto scarsi nella lotta alla criminalità: il magistrato se ne uscì più o meno con la seguente frase “diamo la metà del costo delle forze dell’ordine alle mafie, chiedendole di starsene buone e, risparmiando, risolviamo il problema della criminalità mafiosa”.

  2. Difesa, sforbiciata su spese e carriere ma “ovviamente non si possono toccare i reparti operativi, ossia le missioni all’estero. (…) il tutto alla ricerca di risparmi che finiranno proprio in nuovi armamenti”: ecco gli esiti del Consiglio Supremo di Difesa tenutosi ieri sotto gli occhi vigili del Presidente NATOlitano, dove è stato anche deciso di procedere all’acquisto dei primi tre (su 131 totali) F-35.
    al costo di 240 milioni di euro, 80 cadauno. per ora e salvo probabilissimi incrementi di prezzo.

    si legga: http://www.corteconti.it/export/sites/portalecdc/_documenti/rassegna_stampa/pdf/2012020920874867.pdf e
    http://www.corteconti.it/export/sites/portalecdc/_documenti/rassegna_stampa/pdf/2012020920872678.pdf

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