E’ possibile rompere la gabbia del politicamente corretto?

“La gabbia del politicamente corretto, praticamente, oggi come oggi, è quasi impossibile da rompere, perché il politicamente corretto è un codice di accesso. È il codice di accesso per arrivare a quella che viene chiamata “opinione pubblica”, il politicamente corretto rappresenta oggi quello che un tempo era il conformismo religioso medievale, quello che un tempo era il costume borghese, cioè rappresenta un insieme di interdetti, un insieme di tabù. Il politicamente corretto è l’equivalente postmoderno dei tabù delle tribù primitive, dove alcune cose non le potevi fare. Non puoi toccare l’impero americano, non puoi toccare l’olocausto, non puoi toccare la dicotomia sinistra-destra, non puoi toccare il primato dei gay sulle persone dette “normali”, non puoi toccare il primato simbolico delle femministe, sono tutte cose politicamente corrette, no? Chi si mette fuori dal politicamente corretto è subito stigmatizzato come fascista, nazista pericolosissimo. Però questo non riguarda la gente, riguarda i settori che hanno in mano le chiavi dell’opinione pubblica politicamente corretta, che sono gli intellettuali universitari e giornalistici.”

Da A tu per tu… con Costanzo Preve, intervista esclusiva (e mai banale) a cura di Alberto Lodi.

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3 thoughts on “E’ possibile rompere la gabbia del politicamente corretto?

  1. Pingback: Geopolitica - Pagina 52

  2. Bah, a me del politicamente corretto me ne faccio un baffo, poiché, per esempio dal fascismo abbiamo avuto cose che ancora oggi sono sulla bocca di tutti, ma che giovani e meno giovani non conoscono, ad esempio:

    -Tutela del lavoro di donne e fanciulli (1923)
    -Riduzione dell’orario di lavoro a otto ore (1923)
    -Assistenza ospedaliera per i poveri (1923)
    -Assicurazione per invalidità e vecchiaia (1923)
    -Istituzione dell’Opera Nazionale Dopolavoro (1925)
    -Opera Nazionale Maternità e Infanzia (1926)
    -Carta del Lavoro (1927)
    -Assistenza agli illegittimi abbandonati o esposti (1927)
    -Assistenza obbligatoria contro la Tbc (1927)
    -Esenzioni tributarie per le famiglie numerose (1928)
    -Assicurazione obbligatoria contro le malattie professionali (1929)
    -Istituto Nazionale Fascista Assicurazioni Infortuni sul Lavoro INFAIL (1933)
    -Istituto Nazionale Fascista di Previdenza Sociale – INFPS
    -Riduzione della settimana lavorativa a 40 ore (1937)
    -Istituzione dell’Ente Comunale Assistenza ECA (1937)
    -Cassa integrazione guadagni (1942)
    -Istituto Nazionale Assistenza Malattie INAM (1943)

    Il fascismo è politicamente corretto? In questi ultimi 60 anni di tragedia umana, a parte qualche scheggia impazzita del sistema (Mattei), cosa è stato fatto per migliorare la vita dell’uomo che già il fascismo non aveva fatto? Nulla, no? Bene allora parlare di fascismo, per quanto colluso con le sinarchie sioniste e massoniche che l’hanno voluto al potere, è doveroso quanto utile per capire, traslando i momenti storici, come questo movimento (che non stava a destra sia chiaro) metteva in luce le responsabilità civili dei costruttori della società: lavoratori, aziende e il popol italiano.

  3. Insomma e’ da sempliciotti dire che me ne sbatto del politicamente corretto quando e’ diventato legge, se poi si ha l’animo del martire questa e ‘ da vedere, perche’ dalle parole ai fatti c’e’ ne corre di coerenza. Il metodo e’ infallibile, l’uomo obbedisce alle leggi, l’uomo e’ una macchina facilmente programmabile, bisogna sperare che un lotto sia andato a male ed allora si trovera’ comprensione e aiuto, altrimenti per come funziona oggi si fa la fine del pazzo.
    E’ stato studiato, la religione e’ tollerante solo se non si attenta al suo potere, poi fin dall’infanzia inculca nelle giovani mente e nelle menti instabili il morbo del vedere dio in ogni altro essere, perche’ il disegno di dio ha un perche’ solo che coloro che ne curano l’interesse sanno il fine ultimo, quindi quando hanno inquinato le menti di tutto il pianeta l’unica soluzione e’ sperare ( non pregare) che la societa’ collassi e tornado alle origini si possa chiamare le cose con il loro vero nome.

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