Gli USA, non la Russia, speculano contro l’Europa

Con la vittoria di Vladimir Putin la ruota inizia a girare in senso inverso per il premio Nobel per la pace, Hussein Barak Obama. La macelleria umanitaria accesa in nord Africa e nel Vicino Oriente ebbe lo scopo di distruggere la triade Gheddafi-Berlusconi-Putin. La vittoria elettorale di Putin lascia in piedi, più forte di prima, l’asse portante russo di quell’alleanza, la quale fallì solo per l’inconsistenza politica del Cavaliere e del suo inetto ministro della difesa, Ignazio La Russa. Quando lo scontro s’è fatto duro, quando Silvio Berlusconi ha visto l’amico Gheddafi in difficoltà, dopo gli abbracci e i baci in mondovisione, l’ha lasciato al suo destino. Ha fatto il maramaldo e non passerà alla storia neppure come Maramaldo, ma solo per le disavventure giudiziarie.
Chiuso questo capitolo, ora è fallito anche il tentativo statunitense di separare Dmitri Medvedev da Putin; fallito l’assalto umanitario alla Siria; fallita la diabolica manovra per costringere Israele ad attaccare l’Iran; in via di esaurimento le speculazioni sui mercati valutari, esattamente come avevamo previsto, con l’approssimarsi della primavera; portato nel dimenticatoio Julian Assange, Mr. Wikileaks, esattamente come avevamo previsto. Obama, Nobel per la pace, che in sostanza ha fatto più morti lui in tre anni che il generale Augusto Pinochet in venticinque, è ridotto a complottare contro il Vaticano con scandalismi d’accatto, cui si prestano di buon gioco i soliti collaborazionisti; non bastasse, opprime i cattolici statunitensi con leggi liberticide.
L’estate che s’approssima sarà calda perché gli USA, il paese più forte militarmente, sono a zero in quanto a credibilità politica, economica e morale. Sull’altro versante, la Cina, non ha la capacità militare statunitense ma non è sufficientemente debole per metterla nell’angolo, come sognarono in coro gli staff di Londra, Bruxelles e Washington. La strategia non è un sogno e neppure è arroganza basata sulla forza effimera. Putin ritorna ora, con più d’un conto da regolare. Una vecchia carampana internazionale, gran maestro degli illuminati, Henry Kissinger, va dicendo che i tamburi di guerra s’approssimano, rullando minacciosi. Con tutto il rispetto, non sembra uno scoop illuminante. Se gli Stati Uniti volessero ritrovare la saggezza che li fece grandi, dovrebbero mandare a casa questa amministrazione di criminali e aprire subito un grande negoziato globale, senza escludere nessuno degli antagonisti antichi e recenti, con tre temi interconnessi in agenda: scambi economici, mercati finanziari e sicurezza. Chi preferisce scorciatoie militari e speculative (come capita a Londra, Bruxelles e Washington) dopo le soddisfazioni effimere a Tripoli, Tunisi e Il Cairo, deve prepararsi a delusioni tragiche, assumendosi la responsabilità della terza guerra mondiale. In tal caso, altro che No-Tav nelle piazze. Neppure la sorniona Berlino ne sarà risparmiata. Qualunque cosa sia detta nelle prossime settimane dell’ex agente del Kgb, Vladimir Putin, ricordiamo che giungerà da giornalisti prezzolati che non si accorsero che la speculazione contro i Btp, l’impennarsi dei prezzi e la crisi economica non nacquero a Mosca, bensì a causa dei nostri alleati e dei loro manutengoli.
Piero Laporta

Fonte: italiaoggi.it

7 thoughts on “Gli USA, non la Russia, speculano contro l’Europa

  1. Laporta raddoppia:
    “La legalità e l’etica tromboneggiate negli ultimi venti anni dall’altra sponda dell’Atlantico sono difese con attentati, cecchini e stragi. L’Italia è in compagnia con questi malfattori che aggrediscono quando loro conviene, non quando sono in gioco i diritti umani la cui difesa quindi è sempre elettiva.”

    da Truppe speciali clandestine della Nato in azione in Siria
    http://italiaoggi.it/giornali/dettaglio_giornali.asp?preview=false&accessMode=FA&id=1761231&codiciTestate=1&sez=giornali&testo=&titolo=Truppe%20speciali%20clandestine%20della%20Nato%20in%20azione%20in%20Siria

  2. D’accordo anche sulle virgole. Se non ci difenderà la Russia dalla prepotenza amerikana che ne sarà di noi. Era previsto.

  3. Pingback: Geopolitica - Pagina 52

  4. IO,invece vedo che si sta realizzando il mondo bipolare il non tanto profetico mondo ipotizzato da orwell che a suo tempo ha acquisito dalle sue conoscenze letterarie massoniche, e’ deludente constatare che qualsiasi pensatoio di qualsiasi credo o ideologia ha lavorato per questo progetto senza avere l’idea dei risultati, vedasi i cosiddetti martiri tromati del risorgimento. Qualsiasi cosa accada da qui al prossimo futuro…. e’ gia’ stata programmata, mettiamoci comodi e non poniamo le speranze di cambiamento nei singoli uomini, evitiamo le cocenti delusioni.

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