Comiso trent’anni dopo

Un certo scalpore ha suscitato il servizio messo in onda durante la nota trasmissione televisiva Ballarò, martedì 18 u.s., sull’attuale condizione di inutilizzo in cui versa l’ex aeroporto militare di Comiso che, negli ultimi anni, con generoso impiego di risorse pubbliche, era stato riconvertito a uso civile.
Nella versione data in pasto al grande pubblico si tratterebbe di un classico, ennesimo caso di malaburocrazia, “malattia” che affligge in particolar modo le regioni meridionali del Paese. Dalla Sicilia si risponde che l’aeroporto “non è incompiuto ma azzoppato da leghisti e nordisti” (Berlusconi, Tremonti e Matteoli prima, Monti, Passera e Catricalà dopo…).
E se invece si trattasse di disinformazione strategica?
Se invece il mancato funzionamento di questa infrastruttura fosse causato dal niet degli Stati Uniti, impegnati a sviluppare l’attività dei velivoli senza pilota – in particolare i nuovi Global Hawks – presso la base di Sigonella, attività che spesso entra in conflitto con le normali operazioni dell’aeroporto Fontanarossa di Catania?
E se gli “alleati” d’oltreoceano fossero anche preoccupati dalle conseguenze che il costruendo terminale del MUOS, presso la vicina Niscemi, potrebbe avere sul traffico aereo nei cieli siciliani?
“La potenza del fascio di microonde del MUOS è senz’altro in grado di provocare gravi interferenze nella strumentazione di bordo di un aeromobile che dovesse essere investito accidentalmente”, spiegano i professori Massimo Zucchetti e Massimo Coraddu, ordinario di Impianti nucleari del Politecnico di Torino, nonché research affiliate del Massachusetts Institute of Thecnology il primo e consulente esterno del Dipartimento di energetica il secondo, autori dell'”Analisi dei rischi del Mobile User Objective System” su incarico dell’amministrazione comunale di Niscemi.
“Gli incidenti provocati dall’irraggiamento di aeromobili distanti anche decine di Km sono eventualità tutt’altro che remote e trascurabili ed è incomprensibile come non siano state prese in considerazione dagli studi progettuali. I rischi d’interferenza investono potenzialmente tutto il traffico aereo della zona circostante il sito d’installazione del MUOS. Nel raggio di 70 Km si trovano ben tre scali aerei: Comiso, a poco più di 19 Km dalla stazione di Niscemi, e gli aeroporti militare di Sigonella e civile di Fontanarossa (Catania), che si trovano rispettivamente a 52 e a 67 Km”.
Federico Roberti

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3 thoughts on “Comiso trent’anni dopo

  1. Interessanti e possibili deduzioni che purtroppo non possono, per ora, avere risposta. Gli interessi in ballo sono molteplici e molto grandi (tutto il medioriente, ma sopratutto il controllo ad est. Non a caso i russi sembra abbiano messo a punto un tipo di arma avveniristica (ECM) in grado di azzerare i funzionamenti elettromegnetici (un tipo di macchina simile a quella che fu realizzata durante il fascismo e che n’è perduta traccia).

  2. Pingback: Per ordine degli usa? « ilblogdinicola Bari

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