Obiettivo Siria

Come la CIA, le bande criminali e le ONG realizzano stragi di massa e distorcono le informazioni per manipolare l’opinione pubblica

Un libro per colpire i bombardamenti, svelare la Grande Bugia in tempo, per fermare l’ennesima guerra “umanitaria”. La situazione della Siria è drammatica. Il Paese si dibatte in una cruenta guerra civile, oggetto di spietati attacchi da parte di nemici interni ed esterni. La cosiddetta “rivolta siriana” fa in realtà parte di una cinica strategia statunitense che si serve di provocatori, mercenari, fanatici fondamentalisti e ONG corrotte.
Essi sono decisi a colpire uno Stato arabo indipendente, dove la ricchezza generata dal petrolio viene impiegata per finanziare lo Stato sociale, proprio come avveniva in Libia prima che questa fosse annientata con analoghe modalità. I Paesi vicini partecipano al massacro, come sciacalli e iene che strisciano ai piedi del leone americano.
“Obiettivo Siria” è un ammonimento sul modo di operare dell’onnipotente “Impero del Dollaro”. La trama americana, finanziata dai “petrodollari” delle monarchie del Golfo, attiva la tattica delle “counter-gang”: terroristi – mercenari e irregolari, la “legione straniera” della CIA – che fanno saltare in aria edifici e massacrano gli innocenti, per poi addossare le responsabilità della carneficina al governo preso di mira.
ONG come NED – National Endowment for Democracy – incoraggiano gli “attivisti”, i cui leader sono ambiziosi sociopatici, intenti ad aggiudicarsi avidamente una parte delle spoglie dello Stato abbattuto. I mezzi d’informazione credono alla Grande Bugia e la celebrano propagandisticamente, creando una realtà falsificata attraverso cui non è possibile farsi una opinione critica, libera e indipendente.
“Obiettivo Siria” mostra come queste guerre siano architettate attraverso la strumentalizzazione degli istinti più nobili dell’animo umano, tramite l’inganno di coloro che altrimenti tenderebbero a contrastare l’intervento armato, manipolandoli al servizio dell’assassinio di massa e della dittatura globale del potere economico.

Gli autori
Tony Cartalucci, ricercatore e scrittore di geopolitica che vive a Bangkok, in Thailandia, è il principale animatore del sito di informazione indipendente Land Destroyer.
Nile Bowie è uno scrittore e fotografo statunitense che collabora con il Centro per la Ricerca sulla Globalizzazione di Montreal, in Canada.

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7 thoughts on “Obiettivo Siria

  1. ““Obiettivo Siria” è un ammonimento sul modo di operare dell’onnipotente “Impero del Dollaro”. La trama americana, finanziata dai “petrodollari” delle monarchie del Golfo, attiva la tattica delle “counter-gang”: terroristi – mercenari e irregolari, la “legione straniera” della CIA – che fanno saltare in aria edifici e massacrano gli innocenti, per poi addossare le responsabilità della carneficina al governo preso di mira.
    …..e Obama è un nobel per la pace, onesto, impegnato timorato di Dio.
    Quando ci sarà Willard Mitt Romney le cose cambieranno…….!?
    Sono sicuro di sì, in peggio per tutti.

  2. Pingback: Obiettivo Siria | Informare per Resistere

  3. DAMASCO – Su Youtube il video che potrebbe essere la chiave della soluzione del dramma che ha spinto Siria e Turchia ad un passo dal conflitto armato.

    Un video uscito il 4 Ottobre su Youtube mostra membri di un finora sconosciuto gruppo anti-governativo siriano, affiliato all’Esercito Libero, chiamato Ghuraba al Sham (Stranieri di Levante), che in una riunione annuncia di essere pronto a lanciare l’attacco al suolo turco. Un terrorista nel video, dice che le sue forze sono pronte a lanciare l’operazione.

    Il video e’ stato girato a Tell Abyad (proprio da dove e’ partito l’attacco) e proprio il 3 Ottobre. Si mostra pure che i terroristi dell’esercito libero sono in possesso di mortai di fabbricazione russa rubati dai depositi di armi dell’esercito siriano.

    http://italian.irib.ir/notizie/mondo/item/114340-siria-video-mostra-terroristi-esercito-libero-che-annunciano-attacco-con-mortaio-alla-turchia-video

  4. I siriani comunque sono anche messi male in termini di bilancio. Con la rendita petrolifera che declina velocemente ci credo che fanno fatica a tener buone le teste calde.

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