Crisi? No, truffa!

In memoria di Savino Frigiola

“La tecnica utilizzata per realizzare questi disastri economici è quasi sempre la stessa: diminuire drasticamente la circolazione monetaria sul territorio e far sparire le risorse finanziarie indispensabili al funzionamento del sistema produttivo e distributivo. Queste crisi vengono organizzate essenzialmente, insieme a quasi tutte le guerre guerreggiate, per sottrarre beni e sistemi produttivi ai legittimi proprietari, per farli confluire alle grandi multinazionali controllate dai banchieri stessi. Ciò avviene nei confronti dei complessi di loro interesse, mentre per gli altri o per quelli appartenenti a settori merceologici ritenuti non interessanti o già da loro posseduti, vengono lasciati fallire per appropriarsi delle relative quote di mercato così liberate. L’innovazione in questa ultima crisi, rispetto alle altre che si sono succedute, consiste nell’aver esteso l’attacco oltre che all’apparato privato, anche al sistema bancario (le piccole banche vengono fatte fallire,all’estero, o fagocitate dalle più grosse, in Italia) ed agli Stati. L’attacco frontale agli Stati, al nostro in particolare, mira a razziare i beni pubblici rimasti (i loro servitori infatti in ogni occasione invocano le privatizzazioni) e per continuare a sottrarre quote di sovranità (in questo caso con l’aggravante della complicità del Presidente della Repubblica che invece di attenersi alla Costituzione opera di concerto con i banchieri) per rendere sempre più avvolgente l’azione di controllo sui cittadini da parte dell’apparato bancario. A questa strategia risponde il non celato desiderio di voler assumere la proprietà degli strumenti e la gestione dei servizi pubblici per incrementare ulteriormente la propria capacità di condizionamento, come sempre si verifica quando si agisce in clima di monopolio. I piromani hanno eseguito perfettamente il compito loro assegnato, brandeggiando ed amministrando lo strumento del debito pubblico e privato, da loro stessi costruito, dopo essere riusciti, complici i politici corrotti, ad estromettere lo Stato dalla pubblica funzione dell’emissione e della gestione monetaria. Certamente nel loro programma è anche previsto il ruolo dei pompieri che loro stessi intendono fare entrare in funzione, ammesso che vi possano ancora riuscire, ma solamente dopo aver conseguito gli obbiettivi prefissati: l’aumento di prelievi fiscali in tutte le direzioni per garantire ai banchieri il pagamento degli interessi passivi sul debito pubblico, applicando i tassi che loro stessi, in combutta con i loro peggiori elementi annidati all’interno delle agenzie di rating, fanno crescere.”

Da Signoraggio: intervista a S. Frigiola, economista e studioso monetario, a cura di E. Galoppini.

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