Un picnic sui colli bolognesi

Per fare compagnia agli esimi pensatori atlantisti impegnati a teorizzare le modalità delle future “missioni di pace”.
Tutti a Villa Guastavillani!

26-27 Ottobre, Bologna:
convegno internazionale “Dynamic change: Rethinking NATO’s capabilities, operations and partnerships”,
in collaborazione con Allied Command Transformation, Norfolk, e Università di Bologna.

N.B.: dopo l’assegnazione della laurea honoris causa al Presidente Giorgio NATOlitano, ancora una volta l’Università di Bologna si conferma culla dell’atlantismo.

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5 thoughts on “Un picnic sui colli bolognesi

  1. Bologna, che ha fama di essere “città di sinistra”, una fama rafforzata dopo l’attentato del 2 agosto 1980, attribuito ai “fascisti”, è una delle città più infeudate all’America e alla Nato, con Napoli e Torino (quest’ultima particolarmente filo-ebraica). Ciò non deve sorprendere, perché solo da un ambiente simile poteva emergere un PCI così forte, visto che il PCI, alla faccia dei gonzi che ci hanno creduto, tutto è stato tranne che un “partito comunista”. Ricordo solo il fondamentale contributo del “compagno Berlinguer” a far digerire alla “base” la sottomissione dell’Italia alla Nato. Questo mentre un certo Craxi e il suo entourage nel quale non mancavano i “socialisti nazionali”, ingaggiava, coi mezzi e le possibilità a disposizione, una fiera battaglia con i nostri padroni, da Sigonella all’altolà sulla dismissione dei “gioielli di famiglia”. Cosa regolarmente avvenuta dopo la sua defenetsrazione, grazie al fondamentale apporto dell’ex PCI, riciclato in PDS, quello della “svolta della Bolognina”.

  2. La caduta di Bettino (grande, che per una volta mi ha fatto sentire libero dal giogo amerikano – 67 anni di signorsì signore) e la conseguente stagione di “mani pulite” sono state studiate ed eseguite su incarico dei traditori della sinistra, dalla Cia che voleva punire chi aveva avuto il coraggio di mostrare gli attributi e tentato una minima resistenza all’imperalismo. Le prosime elezioni siano una punizione severa per chi sta vendendo pezzi della nostra sovranità alle banche americane che guarda caso, sono le stesse che ci hanno messo in questo letamaio e non ci possiamo neppure lamentare o muovere altrimenti ci affogano definitivamente. Con la corruzione di oggi dispersa in ogni angolo statale deve girano soldi, quello che è successo ieri sembra niente.

  3. Ma si, insomma: ravaniamo appalti per gli amici, con qualcosa bisogna pur riempire il portafoglio! E poi il pragmatismo italico qui si vede: come lo combatti un nemico troppo grosso? E’ mai esistita una nostra indipendenza?

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