La Siria non si tocca!

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Damasco, 31 gennaio (IRIB) – L’esercito siriano ha informato che due persone sono morte ed altre cinque sono rimaste ferrite durante il raid di Israele sul centro ricerche di Jamraya, nelle vicinanze della capitale Damasco.
“I caccia israeliani hanno violato il nostro spazio aereo ed hanno condotto un bombardamento diretto sul centro ricerche”, spiega una nota diffusa mercoledì dall’esercito siriano. “L’attacco è stato condotto dopo tutta una serie di tentativi da parte dei terroristi di conquistare il sito nei mesi passati. Questo assalto, prosegue la nota, allunga la lista degli atti di aggressione ed i crimini di Israele ai danni degli arabi e dei musulmani”. Secondo la spiegazione dell’esercito siriano, l’intero edificio è stato distrutto ed i danni materiali causati dal bombardamento sono ingenti. Nelle ore precedent il regime israeliano aveva sostenuto di aver colpito un cargo di armi chimiche in Siria.

[Informazioni sulla manifestazione di Roma]

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3 thoughts on “La Siria non si tocca!

  1. Mi chiedo perché le contraerei siriana e iraniana, che hanno una notevole potenza di fuoco, non hanno risposto all’aggressione; perché la Russia e la Lega Araba si sono limitate a pronunciare generiche parole di condanna e perché, come al solito, l’ONU ha taciuto.
    L’aggressione da parte di Israelie non ha nessuna giustificazione, anzi ha concorso a isolare ulteriormente questo Paese dal contesto mondiale. Allora perché la Siria e l’Iran non hanno apprifittato della situazione per dare una prova della loro capacità di detente?
    Sarei contento di conoscere la vostra opinione in merito.

  2. mah, la mancata dimostrazione di capacità deterrente potrebbe essere motivata dalla volontà di attirare un maggior numero di “api”, convinte che il “fiore” sia innocuo… strategia fra l’altro già produttivamente adottata in occasione della guerra del Kippur 1973.
    fatto sta che da parte delle dirigenze siriana e iraniana non può non esserci, in queste ore, una profonda riflessione sull’opportunità di generalizzare il conflitto, a seguito di quella che potrebbe essere interpretata come una vera e propria provocazione.
    per quanto concerne ONU (e UE) è quasi superfluo parlare…

  3. al proposito, Cartalucci scrive:

    “Per la Siria e i suoi alleati l’obiettivo, ora, deve essere scoraggiare ulteriori aggressioni israeliane ed evitare ad ogni costo che il conflitto si amplifichi. Se le forze terroristiche delegate dalla NATO sono deboli come appaiono, incapaci di vantaggi tattici o strategici, e si estinguono in disperati attacchi terroristici, sarà solo questione di tempo prima che la campagna della NATO sia bloccata. Come detto in precedenza, ad esempio un fallimento parziale della NATO sarà l’inizio della sua fine, e degli interessi occidentali che l’hanno usata come strumento per avere l’egemonia geopolitica.
    Israele dovrebbe tentare di compiere atti sempre più disperati per provocare la Siria e l’Iran, essendo la sua leadership un’espressione diretta degli interessi aziendali-finanzieri stranieri, e non del popolo israeliano o dei suoi migliori interessi (tra cui la pace e perfino la sopravvivenza). Il popolo israeliano deve rendersi conto che la sua leadership, in effetti, non lo rappresenta e nenache rappresenta i suoi interessi, poiché vuole e desidera dissiparne vite e risorse al servizio degli interessi e dell’egemonia globale corporativo-finanziari stranieri.”

    http://aurorasito.wordpress.com/2013/01/31/attacco-israeliano-disperato-tentativo-di-salvare-la-fallita-campagna-siriana/

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