Scherzetto: l’alluvione a Vicenza non c’è mai stata

cartolinadavicenza

Abbiamo fatto degli accurati controlli, uno studio. Le nostre nuove costruzioni al Dal Molin non hanno avuto alcun impatto ambientale e alcuna ricaduta sulla falda. Siamo perfetti. A dirlo, il colonnello David Buckingham, comandante delle basi USA a Vicenza che annuncia il 4 maggio l’apertura ai vicentini dei cancelli del Dal Molin.
Le sue parole sono un insulto alla città che, negli ultimi due anni, ha vissuto il dramma dell’alluvione permanente senza conoscerne le cause, ma con il dubbio che vi sia una strana coincidenza tra l’avvio del cantiere e le esondazioni del Bacchiglione. E pensare che gli statunitensi si sono sempre rifiutati di consegnare i dati sulla falda in loro possesso ai tecnici vicentini e hanno sempre impedito ispezioni e visite.
Insomma, secondo il colonnello David Buckingham l’alluvione e gli allagamenti sono un’invenzione dei vicentini. E le preoccupazioni di gran parte della comunità locale sono affermazioni da spazzar via con uno studio di parte, una verità autocostruita per autoassolversi. E’ partita la nuova operazione “presa per il culo”, già vista quando gli statunitensi raccontavano quante migliaia di posti di lavoro avrebbero creato (zero, alla fine) per i poveri vicentini sulla soglia della crisi economica.
E, in più, a dimostrazione dell’arroganza dei militari a stelle e strisce, David Buckingham invita i vicentini a visitare il Dal Molin il prossimo 4 maggio, quando i cancelli saranno aperti alla cittadinanza. Noi ci andremo, ma non per mangiare pop corn: entreremo con le nostre bandiere per vedere, capire, ispezionare, rivendicare verità: loro la base, noi l’alluvione; e adesso ci prendono anche per il naso! No, grazie.

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11 thoughts on “Scherzetto: l’alluvione a Vicenza non c’è mai stata

  1. Italia, Germania e Giappone hanno perso la II Guerra Mondiale, ma gli USA adottano TRE comportamenti diversissimi in queste tre nazioni. In Italia spadroneggiano ovunque. Quando vogliono edificare qualche postazione militare, la costruiscono e basta. Quando non serve più tolgono solo il materiale militare o di loro interesse, lasciandoci gli edifici senza serramenti e con stoccaggi di materiali inquinanti che sarebbe oltremodo costoso da rimuovere (amianto, idrocarburi etc.) L’ex base USA alla Maddalena è solo l’esempio più eclatante, ma ci sono altre postazioni militari USA, sparse ovunque in Italia, dismesse, abbandonate e vuote perché molto costose da demolire oppure di nessun interesse immobiliare per la loro collocazione (in cima a montagne). Almeno fosse applicata la regola che una volta che non serve più a loro, ripristinassero l’aerea! Lo stesso va applicato anche agli edifici militari italiani, nel solo Friuli Venezia Giulia sono 152, equivalenti a decine di chilometri quadrati!

  2. in cima a montagne… ci sovviene il ricordo dell’installazione NATO sul Monte Grappa, vista durante una passeggiata qualche anno fa in un pietoso stato di abbandono.
    per il resto, dalla Germania giungono davvero poche notizie al riguardo mentre sul Giappone parecchio è stato scritto e anche noi, nel nostro piccolo… https://byebyeunclesam.wordpress.com/category/versione-italiana/estremo-oriente/
    in particolare:
    https://byebyeunclesam.wordpress.com/2008/12/23/okinawa/
    https://byebyeunclesam.wordpress.com/2008/12/25/enciclopedia-delle-nocivita-voce-okinawa/
    https://byebyeunclesam.wordpress.com/2010/05/04/facce-da-schiavi-con-occhi-a-mandorla/

  3. Boicottare tutto ciò che è amerikano e rendere la loro vita difficile al di qua dei reticolati.
    Ho un sogno, vederli andare via dall’Europa come fecero in Vietnam, scappando.

  4. C’è una cosa che mi sfugge: come avrebbero fatto i militari a far alzare il livello dell’acqua? Al massimo potrebbero consumare più del dovuto…..

  5. Per Fausto. Si può ottenere l’innalzamento della falda acquifera anche “tagliandola” a monte con opere sotterranee. L’acqua troverà percorsi alternativi, ma non è detto che questi coincidano con le nostre esigenze. Nel caso un politico italiano, anche un Ministro Italiano, si presentasse ai cancelli della base aerea di Aviano, potrà visitare (scortato) solo alcune aree, le altre sono off limits! Non è un mistero che la base di Aviano si sviluppa anche sottoterra, ma essendo un area segreta, militari americani conducono i camion civili italiani che vi devono consegnare merci. L’autista italiano deve rimanere in superficie, ma un camion percorse una QUARANTINA di km sottoterra! Dividiamo la cifra per due tra andata e ritorno, togliamo un chilometro circa per eventuali manovre, risulta che quel camion percorse circa 19 km sottoterra!

  6. Certe volte mi chiedo se il DoD sia guidato da dei matti. Con una nazione prossima alla bancarotta, a cosa servirà spendere soldi per mega basi che potrebbero rivelarsi ingestibili? L’esempio sovietico è ancora li a ricordarcelo. Questi signori pensano di essere eterni?

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