Montecitorio

MONTECITORIO

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3 thoughts on “Montecitorio

  1. Qualcuno aveva ragione. C’era la possibilità, e da noi non capita tutti i giorni, di cambiare le carte all’inizio del gioco e non durante la partita. Mandare a casa chi ha fatto della politica un mestiere ben retribuito e rinnovare gli uomini che vivono di corruzione. Potevamo inoltre dare un segnale agli oppressori amerikani. Dimostrare la nostra indipendenza dal burattinaio, da una società corrotta fin nel profondo, guerrafondaia e portatrice di morte. Sarebbe stato un sollievo e un modo per uscire dalla crisi. Ora sarà peggio di prima. Addio alla libertà dai Muos, dalle bombe atomiche di Vicenza, dalla Coca Cola…
    La possibilità è che tutto questo sia finalizzato a creare un governo ben visto dall’estremo occidente e dall’Europa, affossare ancora qualche mese l’economia, fare la legge elettorale (attenzione ai cavilli in modo che il nuovo non possa mai vincere), e poi andare alle elezioni anticipate politiche e poi del nuovo presidente della repubblica. A questo punto bisognerebbe essere seri e cambiare tutti insieme democraticamente il mostro che nascerà ora. Coraggio potremmo farcela in un anno.

  2. Se il PdL non si dimostra essere null’altro che un salvagente giuridico del ‘più grande imprenditore italiano’, in compenso, i frutti marci del togliattismo concludono il loro ciclo con i farseschi singulti dei pupazzi del finalmente defunto Partito Democratico. Finalmente, quest’orrido costrutto spacciato per partito, il PD, che ha raccolto gli avanzi di cinquant’anni di repubblica italiana, si dissolve per suicidio. Ce n’è voluta, ma alla fine il trucco si è visto, e non era un granché. Dietro l’antiberlusconismo, le mani pulite, le Serracchiani e gli Scalfarotti, non c’era nulla, ma proprio nulla, se non il riconoscimento del sionismo quale mito fondativo di uno Stato (un aborto giuridico internazionale) e le gite degli Occhetto, dei Dalema, dei Fassino e Fassina nelle capitali che contano: City, Wall Street, Pentagono, a raccogliere gli ordini da eseguire senza se e senza ma.
    Infine, la rielezione di Napolitano è una folgorante vittoria di Grillo, poiché ha costretto tutti i suoi avversari a gettare, finalmente, la maschera della reciproca ‘conflittualità’ manfrinata ad usum dei salotti TV, e dichiarare apertamente gli obiettivi che perseguono, ovvero far realizzare i peggiori incubi dell’italiano medio.
    La battaglia immediata, sarà una lotta di logoramento che si svolgerà al parlamento. Le azioni, i provvedimenti, le leggi e il DPEF che adotteranno saranno, ognuna, delle schioppettate tirate alla ‘ggente’, e il futuro del consorzio Grillo-Casaleggium dipenderà da come agiranno i suoi esponenti al Parlamento nei confronti dell’azione politica che si prospetta nell’immediato futuro. Il prossimo governo logorerà molte sue componenti elettorali-partitiche, starà al M5S non farsi logorare egualmente anch’esso.

    da Fine della ‘Seconda Repubblica’, di Alessandro Lattanzio
    http://www.statopotenza.eu/6972/fine-della-seconda-repubblica

  3. Alleggerisco il disgusto per quello che è successo per leggere un estratto dalla poesia all’Italia di Leopardi. Dall’epoca di Dante, per l’arricchimento di pochi siamo stati servi.
    Come possiamo risorgere? Obama ci ha dato la sua benedizione e questo non incoraggia. Mi sento prigioniero.
    Questi sono i versi che possono descrivere quello che oggi accade…

    E al mondo: dite dite;
    Chi la ridusse a tale? E questo è peggio,
    Che di catene ha carche ambe le braccia;
    Sì che sparte le chiome e senza velo
    Siede in terra negletta e sconsolata,
    Nascondendo la faccia
    Tra le ginocchia, e piange.

    Chi ti tradì? qual arte o qual fatica
    O qual tanta possanza
    Valse a spogliarti il manto e l’auree bende?
    Come cadesti o quando
    Da tanta altezza in così basso loco?
    Nessun pugna per te? non ti difende
    Nessun de’ tuoi? L’armi, qua l’armi: io solo
    Combatterò, procomberò sol io.

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