Bradley Manning linciato dal governo statunitense

Di Pepe Escobar, per rt.com

Il verdetto per Manning era predeterminato, e il processo farsa in un tribunale fantoccio – una rivisitazione postmoderna in salsa americana della Cina negli anni ’60 durante la Rivoluzione Culturale – già segnato, sigillato e consegnato.
Il Presidente degli Stati Uniti aveva già detto che [Manning] era colpevole. I media corporativi USA avevano strepitato per tre anni circa la sua colpevolezza. Adesso il governo statunitense – che ha criminalizzato Manning per i suoi “intenti malvagi” – ha dimostrato che sono cavoli amari per chiunque osi rivelare i crimini di guerra americani, che sono, per definizione, impunibili.
E se ci fosse bisogno di ulteriore dimostrazione del “luminoso” futuro che attende Edward Snowden – come se non bastasse la patetica lettera con la quale il Procuratore Generale USA Eric Holder promette che Snowden non sarà torturato se estradato negli Stati Uniti.
Tutto ciò nel momento in cui l’Angelo della Storia ha gettato ancora una volta un lampo di ironia; Bradley Manning è stato dichiarato colpevole di non meno di 19 capi d’imputazione da un giudice militare, giusto la porta accanto alla Centrale dello Spionaggio, il quartier generale della NSA a Fort Meade, nel Maryland.

Te la intendi con Al-Qaeda
Manning è originario dell’Oklahoma – proprio come la leggenda musicale J.J. Cale, deceduta qualche giorno fa. La scelta che il suo caso fosse esaminato non da un gruppo di giurati militari – qualcosa di simile all’Inquisizione spagnola – ma da un solo giudice militare monocratico, il colonello Denise Lind, è stata sua.
Questa non è stata esattamente una decisione saggia – in quanto alla Lind era stata debitamente offerta una carota per usare il bastone, nella forma di una promozione al Tribunale Militare di Appello dopo il processo farsa.
Non soprendentemente, i procuratori militari hanno definito Manning un “traditore”, un pirata informatico e un anarchico (sì, i pirati informatici e gli anarchici sono criminali peggiori dei jihadisti di Al-Qaeda; dopo tutto, questi sono “nostri” alleati in Siria).
Il processo farsa ha avuto un’impronta kafkiana durante tutto il suo svolgimento. Quelli del Pentagono dapprima hanno rifiutato di rendere noti i documenti dell’accusa. La Lind ha perfezionato una pratica di tortura che consisteva nel leggere per ore astruse sentenze. Soltanto sotto la minacccia di un’azione legale in un tribunale civile da parte dei mezzi d’informazione , il Pentagono ha iniziato con riluttanza a rilasciare lo strano documento – ovviamente destinato al dimenticatoio.
L’unica accusa che poteva essere rivolta a Manning era quella di diffusione non autorizzata di materiale classificato. Ogni altra cosa è una farsa.
La difesa di Manning ha argomentato che egli era un legittimo spifferatore; che egli non si sarebbe mai aspettato che le informazioni filtrate potessero aiutare il nemico. La Lind ha respinto la richiesta degli avvocati di Manning di rigettare tale accusa. Ella ha affermato che Manning sapeva, quale analista di intelligence di basso livello, che la diffusione pubblica di informazioni segrete avrebbe messo a rischio la sicurezza nazionale statunitense. Il governo USA è stato irremovibile sul fatto che Manning sapesse di stare aiutando Al-Qaeda quando rilasciava più di 700.000 documenti a Wikileaks.
La Lind ha anche modificato le accuse quando il processo non andava più bene al governo. I media corporativi statunitensi erano troppo occupati per notarlo, nel pieno dello scandalo razziale del Sindaco di New York.
Il fatto che Manning sia stato dichiarato non colpevole di aiutare il nemico lo lascia comunque responsabile di non meno di 19 capi d’imputazione, incluso “promiscuamente causa della pubblicazione in rete di intelligence appartenente al governo USA” – abbastanza per garantirgli possibilmente decenni di carcere (militare), ben oltre l’inizio del 22° secolo.
Dopo la sentenza, sarà il momento del Generale Maggiore Jeffrey Buchanan – il nuovo comandante del Distretto Militare di Washington. Egli riesaminerà il caso – e in teoria ha il potere di ridurre la condanna complessiva. Trattenere il respiro non è raccomandato.

Il nemico sei tu
Il fondatore di Wikileaks Julian Assange, correttamente, venerdì [26 Luglio – ndt] ha affermato che se Manning fosse stato condannato per aiuto al nemico sarebbe stata “la fine del giornalismo relativo alla sicurezza nazionale negli Stati Uniti”. Ancora, ha sostenuto che il governo USA e il Pentagono non faranno prigionieri nella loro campagna di criminalizzazione del giornalismo investigativo all’interno (ciò che hanno fatto Manning e Snowden) e all’esterno (come per Wikileaks e il lavoro di Glenn Greenwald).
La diabolica logica circolare del governo USA stabilisce che pubblicare informazione in rete significa spionaggio. Così se il nemico va sulla rete, tu stai aiutando il nemico. La non colpevolezza di Manning per aiuto al nemico ma la sua responsabilità prevalentemente per ogni altra imputazione lancia ancora tale messaggio – tradotto in decenni di carcere militare.
Il verdetto inoltre non cambia il fatto che qualsiasi cosa rappresenta un “segreto” militare o di sicurezza nazionale “profondo” se il complesso industriale-militare-di sorveglianza stabilisce così. Ciò soddisfa completamente la logica della guerra infinita del Pentagono – che nei fatti è la stessa vecchia Guerra Globale al Terrore del 2001-2002, codificata nella dottrina del Pentagono 2002 Dominio di Pieno Spettro (della quale la NSA copre specialmente la sfera relativa al cyberspazio), tutto brillantemente rinominato da Tom Engelhardt come la Guerra Globale contro di Te.
E’ il Paradiso della Paranoia; una guerra infinita con nemici che si nascondono dappertutto. La continuità Bush-Obama è la vera stella di questo spettacolo; durante la nuova guerra al terrore che non è una guerra al terrore – come il golpe militare in Egitto non è un golpe militare – l’amministrazione Obama ha già perseguito più spifferatori che tutte le altre amministrazioni USA messe insieme.
Nel frattempo, anche gli orsi polari dell’Artico sanno che Donald Rumsfeld aveva istituzionalizzato la tortura in Iraq; che il Pentagono ha ucciso un imprecisato numero di civili nel suo auto-definito “arco di instabilità”; che esso non ammette mai danni collaterali (per non parlare delle uccisioni collaterali); e che la grande maggioranza dei prigionieri a Guantanamo è assolutamente innocente.
Anche se il governo USA e il Pentagono gettassero Manning dentro una variante de Il pozzo e il pendolo di Edgar Allan Poe, essi non sarebbero mai capaci di occultare la desolazione dei propri crimini di guerra. Assange è confinato in una ambasciata, Snowden [era confinato – ndt] in un aeroporto e Manning in una cella di prigione. Ma non facciamo errori; sono i Padroni dell’Universo ad aver paura, molta paura. Paura di chiunque con una coscienza; paura di te; paura del mondo intero.

Traduzione di F. Roberti

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5 thoughts on “Bradley Manning linciato dal governo statunitense

  1. Glenn Greenwald, il giornalista USA residente in Brasile coinvolto nella pubblicazione delle notizie fatte trapelare da Edward Snowden, in un’audizione svoltasi ieri davanti al comitato affari esteri del Senato brasiliano, ha affermato di essere in possesso di circa 20.000 documenti segreti del governo statunitense e che quanto rivelato sinora costituisce solo una piccola parte di una lunga e dettagliata storia…

    “Il pretesto [di Washington] per spiare è solo uno: il terrorismo e la necessità di proteggere il popolo [americano]. Ma la realtà è che ci sono molti documenti che non hanno nulla a che fare col terrorismo o la sicurezza nazionale, ma riguardano la concorrenza con altri Paesi, nei campi degli affari, industriale ed economico” ha detto Greenwald.

    http://rt.com/news/journalist-thousands-snowden-documents-143/

  2. Pingback: Bradley Manning linciato dal governo statunitense | cogito ergo sum…penso dunque sono

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