Il curriculum di Reginald Bartholomew

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“Ci fu poi un altro contesto che riguarda ciò che avvenne tra Cosa Nostra, gli apparati della guerra clandestina contro il comunismo, che erano stati organizzati durante la guerra fredda e i loro referenti, non solo interni, italiani, ma anche e forse soprattutto internazionali, e cioè gli anglo americani con cui avevano stretto un patto ferreo durante la guerra, un patto che era durato fino alla caduta del muro di Berlino e alla fine della guerra fredda.
Nel libro c’è un lungo capitolo basato su una testimonianza inedita, che io registrai nel 1998 per un altro libro, era dell’ambasciatore Reginald Bartholomew il quale mi diede la sua testimonianza su quella fase critica dell’Italia e sul suo ruolo anche personale nel nostro Paese.
Bartholomew mi raccontò la sua storia e la ragione per cui Bill Clinton, appena eletto Presidente degli Stati Uniti aveva deciso di mandarlo in Italia, lui era ambasciatore americano alla NATO a Bruxelles, stava per lasciare quell’incarico, aveva ricevuto un’altra destinazione, Israele, aveva già presentato le sue credenziali al governo Israeliano, ma all’ultimo momento Clinton lo chiamò e gli disse lei non va più in Israele, lei va in Italia.
Quando Bartholomew chiese “Ma perché proprio io e perché in Italia”, si sentì rispondere perché data la situazione che si è creata in Italia a Roma ci serve un professionista come lei, un diplomatico di carriera con il suo curriculum. Allora quando io gli chiesi “Ma ambasciatore che curriculum ha lei?” lui chiamò la sua segretaria e fece portare un elenco di cose che aveva fatto, di operazioni a cui aveva partecipato, di missioni che aveva compiuto per conto della amministrazione americana, era stato dal Libano alla Bosnia, della Cina di Piazza Tienanmen alla crisi iraniana, al Golfo Persico, era stato in tutti i teatri di guerra civile con il compito di rimettere le cose a posto e di salvaguardare gli interessi americani. Lo stesso compito che aveva ricevuto da Clinton per l’Italia. Lui si insediò nella ambasciata americana a Roma con il compito di stabilizzare la situazione italiana così difficile e così drammatica. E questo fece.”

Da La lunga trattativa Stato-Mafia, intervista a Giovanni Fasanella.
(I collegamenti inseriti sono nostri – ndr)

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3 thoughts on “Il curriculum di Reginald Bartholomew

  1. NOTA BENE:
    le ultime notizie provenienti dalla Siria, relativamente al presunto impiego di armamenti chimici da parte dell’esercito durante azioni militari in corso vicino alla capitale Damasco, fanno pensare ad un piano orchestrato dai “ribelli” e dagli apparati di intelligence straniera che li sostengono, per distogliere l’attenzione degli ispettori dell’ONU presenti da pochi giorni sul territorio al fine di indagare su quanto realmente successo nei mesi scorsi… nonché per invocare, per l’ennesima volta, un intervento militare diretto da parte degli autodefinitisi Paesi “amici della Siria”

  2. Usa & c. stanno pisciando fuori dal vaso,Russia e Cina hanno detto chiaramente che interventi militari Onu (=NATO) in Siria,NON ci saranno.
    Intanto,per la tv di regime continua il rimbambimento generale su quanto è cattivo Assad,ma le migliaia di tonnellate di veleni che ci scaricano sulla testa ogni giorno tramite le infami scie chimiche,non sono un’attacco chimico contro la popolazione,in questo caso europea, sotto bandiera NATO?.
    E dalla NATO chi ci difende?.

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