MILioni di euro?

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Sarà forse per dare credibilità alla “ferma richiesta di un pronto ristabilimento della legalità in Libia”, giunta da Palazzo Chigi dopo il sequestro-lampo del primo ministro Ali Zeidan, che il Capo di Stato Maggiore della Difesa (CaSMD), ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, nei giorni scorsi ha incontrato il suo omologo libico, il neonominato generale Abdulsalam Jadallah Alsalhin Alobaidi.
Durante l’incontro i due hanno in particolare trattato l’intesa tecnica per l’addestramento del personale militare libico, nel processo di ricostruzione delle proprie capacità operative, nel quadro di un “comune interesse per un Mediterraneo sicuro e stabile”.
Nel corso della visita, l’ammiraglio Binelli Mantelli ha pure voluto salutare i militari italiani impegnati in quella che, già chiamata Operazione Cyrene -lanciata nel 2011 allo scopo di supportare il Consiglio Nazionale di Transizione nella ricostruzione delle Forze armate e di sicurezza libiche- da oggi assume la denominazione di “Missione militare Italiana in Libia” (MIL).
Essa si inserisce nel quadro della cooperazione militare tra i due Paesi sancita col memorandum d’intesa firmato a Roma il 28 Maggio 2012, con lo scopo di organizzare, condurre e coordinare le attività addestrative, di assistenza e consulenza nel settore della Difesa.
A questo punto, resta solo da sapere quanti saranno i milioni di euro dei contribuenti italiani impiegati per il mantenimento del regime fantoccio libico e del caos che caratterizza il Paese da due anni, a partire dall’eliminazione di Muammar Gheddafi.
Ciò, probabilmente, sarà definito nella prossima “legge di stabilità”, deputata anche a ridare ossigeno alle varie “missioni di pace” il cui finanziamento è scaduto lo scorso 30 Settembre.
Federico Roberti

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3 thoughts on “MILioni di euro?

  1. Come al solito, l’Italia è sempre pronta a spendere soldi pubblici per Paesi terzi. Dalla “eliminazione” di Gheddafi, quanti contratti di fornitura sono stati firmati con la Lybia? L’accordo firmato con Gheddafi, a suo tempo, circa l’immigrazione clandestina proveniente dalla Lybia, funzionava. Oggi, nemmeno quello! Gheddafi aveva molti torti ma sapeva tenere unite le tribù sparse in tre regioni (Cirenaica, Tripolitania e Fezzan). Ora assistiamo a diverse condotte della Lybia a seconda del momento. Per l’Italia, l’attacco armato al nostro diplomatico a Benghazi, quando ormai ci doveva essere la pace!

  2. Il petrolio. Non posso purtroppo astenermi dal ripeterlo, e so di essere noioso: ma siamo li per quello. I libici sono i nostri fornitori di punta. O cambiamo radicalmente modello industriale, oppure dobbiamo restare li dove siamo.

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