Renzi alla corte di Re Giorgio

pd

Il giovane paggio Matteus Renzio di Florentia è riuscito, dopo mille avventure, a entrare nella corte del nostro vecchio Re Giorgio, fiduciario di quel grande Impero d’Oltre Oceano a cui i sovrani italici giurarono fedeltà in tempi antichi (1).
Vecchio, stanco e di giorno in giorno sempre meno attento alle esigenze dei suoi sudditi viepiù infelici, il nostro Re è però ancora vigoroso quando si tratta di tradurre in pratica le esigenze dell’Impero.
Giorgio ha perciò accolto benevolmente il giovane Renzio nella sua corte; ne ha dovuto però smorzare l’animo esuberante tipico della gioventù cresciuta nel mito della spada e della croce.
Infatti, nell’impazienza di voler mostrare il proprio valore nel servire la causa del grande Imperatore abbronzato, il giovane Renzio ha rischiato di creare una pericolosa confusione nella corte del Re e di suscitare rovinose rivalità tra i suoi maggiordomi, sempre così litigiosi ed invidiosi l’uno dell’altro nella ricerca spasmodica di divenire i prediletti del Re e quindi dell’Imperatore (2).
Matteus ha cercato, con il fido scudiero Marcus Carraius (3), suo compaesano cresciuto nelle valli toscane, di accreditarsi personalmente con l’Impero attraverso gli uomini della luminosa dinastia dei Clintons, mai tramontata nella forza e nel prestigio, e anche con i potenti banchieri angli; “bene, capisco” ha detto il Re, “ma sarebbe stato meglio un coordinamento maggiore con gli altri maggiordomi ed evitare di suscitare le invidie e le paure di Enricus Lettus, il paggio da me recentemente nominato cavaliere”.
La preoccupazione del vecchio Re era che l’invidia tra i diversi dipendenti della corte potesse creare un’instabilità del Regno sgradita all’Impero; durante la notte il sonno gli veniva meno e si alzava per consultare gli oracoli ma poi comprese che i maggiordomi non si sarebbero spinti troppo in là nella loro contesa e avrebbero seguito le sue indicazioni.
Ascoltando i consigli dell’amato Re quindi, il nostro Matteus rinunciò a sfidare a duello Lettus e per tutto l’anno del Signore 2014 non sarà d’intralcio ma anzi di rincalzo alle volontà reali ed imperiali, dimostrando di essere un paggio affidabile al banchetto di corte (4). Poi, nel 2015, potrà diventare cavaliere anche lui.
Ma il sonno del Re non è ancora tornato sereno. Ora le sue preoccupazioni sono quelle di accontentare l’ex cavaliere Berluscones e i cavalieri rossi, e soprattutto di contenere il giullare matto Grillus; Renzio dovrà essere d’aiuto al Re in questa complessa operazione.
Giorgio ha infatti più volte garantito all’Imperatore la massima stabilità e tenuta dell’avamposto italico sia contro le pericolose avanzate delle schiere russe e cinesi ai confini del Regno sia contro i movimenti secessionisti dei sudditi europei infedeli, in particolare di alcuni principi teutonici e franchi.
Il Re sa, dall’alto della sua sapienza, che nel nuovo anno si giocano sfide molto importanti per l’Impero d’Oltre Oceano e per la tenuta del suo Regno e della sua corte (5); e anche Renzio ne è ormai consapevole e si adegua.
Michele Franceschelli

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