Prove di democrazia euro-atlantica a Kiev

Fra i primi provvedimenti sottoposti all’approvazione del Parlamento ucraino dopo il golpe de facto compiuto nelle ultime ore, risulta la messa al bando del Partito delle Regioni e del Partito Comunista, al governo del Paese sino a due giorni fa.
E uno dei partiti che hanno animato le “pacifiche manifestazioni”, Svoboda, non ha timore di chiedere l’interruzione delle trasmissioni di quei media stranieri che hanno mancato di “riferire oggettivamente sugli eventi”.

[Nel video allegato, alcuni esponenti dei partiti di destra aggrediscono i colleghi comunisti all’interno del Parlamento]

3 thoughts on “Prove di democrazia euro-atlantica a Kiev

  1. ultim’ora

    stamane il Parlamento di Kiev ha revocato la legge che consentiva l’uso delle lingue minoritarie nei campi amministrativo, economico ed educativo. provvedimento chiaramente indirizzato contro le comunità russofone presenti nel Paese.
    si segnala anche la taglia di 1.100 dollari che i gruppi dell’estrema destra hanno posto sulla testa di Artyom Kola, giornalista russo della catena Rossiya 24, accusato di “insudiciare il popolo ucraino”

  2. il ministro degli Interni facente funzione del nuovo governo golpista d’Ucraina ha spiccato un mandato di arresto nei confronti del Presidente in carica V. Yanukovich, accusato insieme ad altri alti funzionari governativi del “massacro di pacifici civili”…

    “La definizione di Yanukovich come di “premier filorusso” propinata dai media occidentali non era del tutto corrispondente al vero. Più semplicemente Yanukovich era il presidente di una nazione etnicamente e linguisticamente divisa che doveva barcamenarsi tra due fuochi in una grave condizione di debolezza e di ricattabilità. Ad aggiungere ulteriore benzina sul fuoco era il fatto che gran parte dei suoi alleati, collaboratori e compagni di partito e di governo fossero, sostanzialmente, dei camerieri opportunisti e corrotti pronti a voltargli gabbana alla prima occasione utile pur di salvare le proprie posizioni. Cosa che poi è regolarmente successa, se è vero che oggi Yanukovich è stato abbandonato dal suo stesso partito. Sapendo di non potersi fidare troppo dei suoi compagni di cammino, Yanukovich non poteva quindi nemmeno attuare una repressione efficace e tempestiva dei gruppi di facinorosi che da dicembre insanguinavano e tuttora insanguinano l’Ucraina.
    Il modo stesso con cui il vertice politico ucraino s’è dissolto, tra ieri ed oggi, rafforza questa convinzione e constatazione. E’ stato il trionfo dell’opportunismo di tanti esponenti e ingranaggi del cosiddetto “regime” (i lettori mi perdonino l’uso di questo termine, decisamente fuorviante ed inappropriato, e non a caso usato con abbondanza dai media e dai politici occidentali) che dinanzi all’oltranzismo delle opposizioni, decise a non rispettare l’accordo tra UE e Russia, hanno subito calato le braghe nella speranza di salvare i propri interessi personali (patrimoniali, politici e chi più ne ha, più ne metta). Il golpe attuato dal parlamento ne è l’espressione più chiara.
    Un parlamento, quello ucraino, nel quale da venerdì risultano desaparecidos molti esponenti del partito comunista, di cui non si sa più nulla: e in una situazione come quella attualmente vissuta dall’Ucraina, dove si recitano rituali democratici come l’assalto alle sedi del partito comunista e la caccia al russo, sul loro destino c’è veramente da pensare al peggio. Ma la sinistra nostrana è troppo occupata a festeggiare la liberazione di Yulia Timoshenko per preoccuparsi dei compagni ucraini.”

    da Il destino di Yanukovich era purtroppo segnato,
    di Filippo Bovo
    http://www.statopotenza.eu/10557/il-destino-di-yanukovich-era-purtroppo-segnato

  3. il governo golpista batte cassa

    il ministro delle Finanze facente funzione Yury Kolobkov stima che per stabilizzare l’economia l’Ucraina abbia bisogno di 35 miliardi di dollari, esattamente la somma dei 15 miliardi promessi dalla Russia all’inizio della crisi politica lo scorso novembre e dei 20 che l’UE potrebbe prestare previe “riforme”, ovviamente.

    ‘We have to ask financial help from the International Monetary Fund”:
    il leader del partito Batkivshchina, Arseny Yatsenyuk, durante la discussione parlamentare odierna è tornato a invocare l’aiuto del FMI, per un Paese che -a sua detta- si trova sull’orlo della bancarotta…

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