La disinformazione strategica come propaganda di guerra

disinfocompleto.inddDisinformazione strategica e psy-ops. La manipolazione mediatica dell‘opinione pubblica è funzionale alla costruzione di nuovi equilibri geopolitici a livello planetario. I casi di Cina, Romania, Cecoslovacchia, Iraq e Jugoslavia. La disinformazione strategica come strumento politico per la costruzione mediatica del nemico e della “guerra umanitaria”. Alle origini dell’aggressione militare della NATO contro la Libia. La disinformazione strategica come strumento politico per la costruzione mediatica del nemico e della “guerra umanitaria”. Il caso della destabilizzazione della Siria.

La disinformazione e la formazione del consenso attraverso i media.
Vo­lu­me 2: La disinformazione strategica come propaganda di guerra. Analisi geopolitica degli scenari euroasiatico e mediorientale
di Paolo Borgognone
Zambon, 2013, € 12

Strategia del disinformare, intervista rilasciata dall’autore alla “Gazzetta d’Asti” del 10 Gennaio 2014, è qui.

[La disinformazione e la formazione del consenso attraverso i media.
Vo­lu­me 1: La dis­in­for­ma­zio­ne strategica.​ Caratteri pe­cu­li­a­ri del feno­me­no e ana­li­si del caso la­ti­no­ame­ri­ca­no]

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5 thoughts on “La disinformazione strategica come propaganda di guerra

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  2. riceviamo e volentieri pubblichiamo:

    Flik e Flok a Sebastopoli…?

    Arriveranno i bersaglieri in Crimea al seguito delle truppe UEiste della NATO ?
    Eh…,mica è una cavolata pensarlo.
    Nel 1853 lo zar Nicola I attaccò l’impero ottomano rivendicando la tutela dei “luoghi santi” (guarda caso).
    Sembra storicamente accertato che non si aspettasse l’intervento armato di Francia ed Inghilterra a fianco dei turchi.
    Figuriamoci poi di quello del Regno di Sardegna che non sapeva neppure cosa fosse.
    L’errore gli costò caro : si ritrovò (questo interessa oggi) con la fortezza ed il porto di Sebastopoli assediati per annientare la flotta russa.
    L’Europa degli imperi si era compattata,in quel 1855,tra corpi di spedizione militari ed appoggio politico di Prussia ed Austria.
    Nel settembre di quell’anno Sebastopoli cadeva,poco dopo terminava la guerra di Crimea con il nuovo zar Alessandro II che le aveva buscate di brutto dagli europei (mi si perdonino errori,omissioni e sintesi eccessiva).
    Oggi,a distanza di 160 anni,ci (ri)troviamo quasi nella medesima situazione.
    Lo zar Putin,per “tutelare” i luoghi sacri alla Madre Russia,usa Sebastopoli per muovere le truppe minacciando sfracelli.
    Oddio,non è che abbia tutti i torti : l’Ucraina ha visto una rivoluzione armata, fomentata e foraggiata da UEisti ed americani ,rovesciare un governo ed un presidente legittimamente eletti.
    Con,ovvio contorno dati i precedenti storici,inizio di minacce concrete ai russofoni presenti sul territorio ed innesco di probabilità di guerra civile.
    Oggi l’impero vero è uno,quello Usa,ed Obama ha subito minacciato Putin e la Russia qualora si attenti all’integrità dell’Ucraina. L’Europa balbettante aspetta ordini da Washington,intanto ammonisce lo zar facendo la faccia feroce.
    Cosa farà Putin ? Metterà in sicurezza la Crimea e la parte ucraina di territorio russofono inviando le truppe a protezione di una reale volontà popolare ?
    Oppure cercherà una soluzione politica che limiti i danni del passaggio dell’Ucraina sotto la bandiera UEista ?
    Non lo possiamo sapere in questo momento,non sono decisioni facili per l’unico capo di stato realmente non assoggettato ai padroni stelle e strisce a cavallo tra Occidente ed Oriente.
    In caso di accordo “pacifico” Putin perderà,oltre l’Ucraina,pure la faccia.
    E,con il tempo,si ritroverà a Mosca gli UEisti in piazza.
    Se opterà per la difesa militare dei russi ucraini rischierà un intervento della NATO.
    Ed allora davvero potremmo rivedere i bersaglieri sotto Sebastopoli.
    Flik e Flok….di corsa in Crimea.

    Vincenzo Mannello

  3. “il messaggio di Mosca al presidente Obama è semplice. Siamo i veri garanti della sovranità ucraina. Proteggiamo il suo presidente in carica, eletto dal popolo ucraino con voto libero e concorrenziale nel 2010, dalle minacce personali e dirette delle “nuove autorità” illegittime. Negli ultimi tre mesi, a differenza di voi, non abbiamo interferito nel processo politico in Ucraina, mentre la vostra assistente del segretario di Stato distribuiva panini ai “manifestanti pacifici” a Kiev ed insultava i vostri interlocutori europei. Abbiamo seguito alla lettera lo spirito della legge internazionale, che vi piaccia o meno. E oggi diamo speranza a milioni di ucraini russi che rifiutano categoricamente le autorità banderiste a Kiev. Difendiamo il loro diritto a decidere del proprio futuro. Quindi, renderete conto dei miliardi di dollari investiti per anni nel piano chimerico della rivoluzione arancione in Ucraina, divenuta nella sua seconda edizione bruna. Sconterete i mesi di espliciti incitamenti ai disordini e alla disubbidienza civile contro le autorità legittime ucraine, commessi dai vostri funzionari e congressisti. Sarete responsabili del riconoscimento del torbido “gabinetto” di Kiev, non solo privo di qualsiasi sostegno pubblico in Ucraina, ma anche di risorse reali per garantire un livello minimo di vita e lo stato di diritto in questa nazione di 45 milioni di abitanti trascinata in una “transizione” inesistente, inventata dai vostri incompetenti consulenti di politica estera. Questo è il prezzo che pagherai per l’Ucraina, presidente Obama.”

    da Il prezzo che Obama pagherà in Ucraina
    http://aurorasito.wordpress.com/2014/03/02/il-prezzo-che-obama-paghera-in-ucraina/

    P.S: John Kerry, segretario di Stato USA, che accusa la Russia di aver violato il diritto internazionale non rispettando la sovranità dell’Ucraina come può essere definito se non ineguagliabile ipocrita?

  4. Pingback: Capire la Russia | apoforeti

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