Il caso Moro

In questi giorni si sta rievocando sui media il “caso Moro”. Si ricorda cioè il rapimento e l’uccisione del leader della DC, ufficialmente rapito ed assassinato dalle “Brigate Rosse”.
Non mi ha mai convinto la versione ufficiale. Né tutto il polverone, i depistaggi, le balle spaziali, le carriere esplose o finite del sottobosco di potere che si agitò in quel periodo. E dopo.
E mi sono fatta un’idea mia. Assolutamente pazza e fuori dal coro. Ma che alla mia zucca ha il pregio di stare in piedi. Oltretutto ha una logica.
Vediamo un po’.
Aldo Moro è la testa pensante della D.C. Ed ha un progetto: aggregare il P.C.I. nella gestione del potere. Per due motivi essenziali: “fagocitarlo” politicamente e avviare una democrazia dell’alternativa che l’osservanza sovietica dei trinariciuti impediva. Non sto a dare giudizi di valore: ognuno la pensi come vuole.
Però il P.C.I. era forte sostenitore di Assad, il dittatore della Siria, padre dell’attuale leader siriano, fortemente sostenuto dall’U.R.S.S..
La Siria era uno dei maggiori nemici di Israele, col quale già aveva fatto guerre e guerricciole.
Il premier di Israele era Rabin, antico terrorista durante il pasticciaccio della creazione dello Stato ebreo.
Rabin quindi non vedeva di buon occhio l’ascesa del P.C.I. nella gestione del potere, visti anche i buoni rapporti con gli arabi che da sempre ha avuto l’Italia, fino ad arrivare a Mussolini, la Spada dell’Islam.
Quindi Rabin si rivolge ad un altro ebreo, Kissinger, allora Segretario di Stato USA (ministro degli esteri), potentissimo personaggio, che molti hanno definito “criminale”.
Kissinger chiama Moro a Washington e gli dà una lavata di testa memorabile. Tanto che al ritorno Aldo Moro ha un attacco di cuore, e lo curano due cardiologi (ricordate questo particolare, vedremo poi).
Però Moro va avanti nel suo progetto catto-comunista.
Ed allora i padroni israeloamericani decidono di intervenire: eliminare Moro, utilizzando i sicuri lacché presenti nel governo: Andreotti e Cossiga, da sempre filo (leggi: servi) USA.
E chi deve fare il lavoro sporco?
Degli Italiani e dei Servizi italiani non c’è, al solito, da fidarsi.
Ed ecco tornare utile un ambiguo e micidiale personaggio, quel terrorista Carlos, che non si sa mai da che parte stia.
A Parigi c’è una sede dei Servizi yankee, ove si accentra, passa, viene smistato il fior fiore del terrorismo mondiale al soldo verde. Detto fatto, comincia l’organizzazione. Però necessitano basisti e collaboratori indigeni. E chi meglio delle “Brigate Rosse”: un viaggio, due servizi. Magari con qualche annesso, vero?
Gli yankee, mercenari degli ebrei, quindi vestono da aviere un po’ di esaltati pseudo rivoluzionari italiani, dei veri saltastrada, che mai avrebbero potuto da soli portare a termine la faccenda. Servono da copertura, da gruppo che fa baccano e soprattutto da capri espiatori. Se voi doveste fare un attentato, la fuga sarebbe coperta dall’anonimato, giusto? Mai vi vestireste da pompiere, da crocerossina, da aviere, da alpino….. Troppo identificabile. Ergo il travestimento da aviere doveva servire. Servire al depistaggio durante e dopo.
Il lavoro vero lo fa Carlos, magari con qualche… ”rinforzo”, vero?
E rapiscono Moro, massacrano la scorta.
E qui comincia il solito melodrammone italiano.
Ci si immergono tutti: Servizi, politica, Militari, Media, Vaticano, americani, inglesi, e ovviamente P2, Gladio, imbroglioni, sciacalli, iene….. La corte dei miracoli.
Moro stupido non lo è, né lo è mai stato. In una lettera alla moglie, dà la chiave di lettura della sua odissea. Ha detto di mettere in pre allarme quei due medici cardiologi che lo avevano curato al rientro dal colloquio con Kissinger. Non aveva senso, se non dire alla moglie per colpa di chi si trovava prigioniero.
Probabilmente lo Stato Italiano lo sapeva, ma doveva anche ubbidire. E Moro fu lasciato al suo destino.
Vi do alcuni fatti, poco o nulla riportati dai media:

  • Non è vero che la 128 tamponò la macchina di Moro, per distrarre la scorta. C’erano almeno 20 cm di distanza.
  • Delle cinque borse che Moro aveva con sé, i rapitori presero a colpo sicuro solo le due con i documenti; le altre tre, con gli elaborati degli studenti universitari del politico furono lasciati sul luogo.
  • Il rapimento avvenne in tarda mattinata, ma dalle nove e mezza un alto ufficiale dei Servizi Italiani stazionava alla fermata d’autobus vicina. Spiegazione: “devo andare a pranzo all’una da un amico”.
  • Il primo memoriale che Moro manda dalla prigionia viene definito irrilevante. Non lo era. Ne presero visione due persone: il Generale Dalla Chiesa ed il giornalista Pecorelli. Entrambi morti ammazzati. Curioso, vero?
  • Fu data ad un giornalista P2, Maurizio Costanzo, la supervisione di come tutta la storia avrebbe dovuto essere portata alla pubblica opinione. Da quel momento il giornalista comincia una carriera galoppante.
  • I Nocs ed altri Reparti Speciali volevano e potevano intervenire per la liberazione, ma l’ordine era che il politico doveva morire. Oramai sapeva troppo e troppi erano immischiati. Neppure il tentativo del Vaticano di pagare un riscatto riuscì a fermare la “ragion di Stato” (israeliana, soprattutto).
  • Chiedetevi perché la famiglia non volle nessuna autorità ai funerali. Anche lo stomaco ha le sue leggi, vivaddio.

Poi si sollevò, ho detto, il solito polverone italiota. Tutti contro tutti, e ciascuno che sciacalleggia pro domo sua. Uno spettacolo miserando, squallido, ove iene e sciacalli fanno la figura di lupi e leoni, al confronto.
Ecco, io la penso così.
Sono maligno, sarò anche un po’ matto. Ma tutto il resto, tutta l’ufficialità mi sembra faccia acqua da ogni parte.
Invece l’intromissione israeliana la ritroveremo ancora, purtroppo. Nell’affare di Ustica, per parlare chiaro.
Fabrizio Belloni

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4 thoughts on “Il caso Moro

  1. tornando all’oggi…

    DELL’ UTRI-MAGISTRATI, ACCORDO IRRIFERIBILE

    Diciamo francamente le cose come stanno: di fronte ad una imminente CONDANNA DEFINITIVA AL CARCERE, PER BEN SETTE ANNI, DI UN CONDANNATO PER ‘CONCORSO ESTERNO’ IN ASSOCIAZIONE MAFIOSA, qualunque TOGA PROFESSIONALE, non dico ‘onesta’, PERCHE’ PRETENDERE L’ ONESTA’ DAI MAGISTRATI ITALIANI E’ COME CHIEDERE L’ ILLIBATEZZA ALLE PUTTANE, L’ IMPARZIALITA’ AGLI ARBITRI DI CALCIO, O L’ INTELLIGENZA AI GIORNALISTI, avrebbe pre-disposto LA STRETTA SORVEGLIANZA DEL SOGGETTO in procinto del terzo grado di giudizio, quello definitivo.

    Perché questo NON E’ STATO ATTUATO ????? ED INOLTRE, PERCHE’ IL CONDANNATO-CONDANNANDO, ANZICHE’ NASCONDERSI, COME FAREBBE UN QUALUNQUE LATITANTE, SBANDIERA AL SUO FRATELLO-GEMELLO, CHE RIFERISCE IN PUBBLICHE DICHIARAZIONI, DI TROVARSI A BEYROUTH, A DUE ORE DI VOLO DA FIUMICINO ???? FACENDOSI ANCHE RICONOSCERE, DA ALTRI PASSEGGERI CHE IMMEDIATAMENTE RIFERISCONO, SUL VOLO-BUSINNESS CHE BEN TRE VOLTE AL GIORNO UNISCE PARIGI ALLA ANTICA CAPITALE DEL MONT-LIBAN, SIRIANO PER ATAVICA COSTITUZIONE ?

    Per una semplicissima ragione: DAL LIBANO, ANTICA TERRA D’ ASILO, SUL QUALE BASA LA SUA PREGRESSA FORTUNA FINANZIARIA, ED OLTRETUTTO PER UN REATO CHE NON ESISTE NEPPURE NEL CODICE ITALIANO, ED IN NESSUN ALTRO INTERNAZIONALE, OSSIA ‘CONCORSO ESTERNO IN ASSOCIAZIONE MAFIOSA’, L’ ESTRADIZIONE E’ SEMPLICEMENTE IMPOSSIBILE. IM-POS-SI-BI-LE.

    E’ allora evidente che LA MANCATA SORVEGLIANZA, CHE AVREBBE DOVUTO ESSERE OPERA DEGLI ORGANI GIUDIZIARI PREPOSTI, E’ DA ATTRIBUIRE AD UNO ‘SCAMBIO’ FRA COSCHE MAFIOSE: ‘TOGHE MOZZE’ CON ‘COPPOLA STORTA’, LA MAGISTRATURA CON LA MAFIA PROPRIAMENTE DETTA.

    DI QUESTO TENORE: TU, BOSS DELL’ UTRI, CAPO DI PUBBLITALIA-‘FORSE’/ITALIA, LASCI IN NOSTRA MANO IL TUO QUACQUARACQUA’, L’ EUNUCO CULATTONI; E NOI TI LASCIAMO TRANQUILLAMENTE ‘ANDARE IN CLINICA’, NELLA NOTA LOCALITA’ SANITARIA D’ ECCELLENZA, HOTEL PHOENICIA-BEYROUTH.

    Per comprendere, bisogna risalire ALLE STRAGI DI CAPACI E D’ AMELIO: QUANDO GLI ‘ULTIMI’ MAGISTRATI FEDELI ALLA LEGGE UGUALE PER TUTTI, FALCONE E BORSELLINO, FURONO ELIMINATI DALLA MAFIA, IN COMBUTTA CON LUCIANO VIOLANTE (IL BRACCIO VIOLANTO DI ENRICO B.R.LINGUER) E GIANNI DE GENNARO, che al loro posto misero i fantocci massonici-gemelli, BORRELLI E CASELLI, PER DISTRUGGERE LO STATO NAZIONALE DEMOCRATICO, E FARE POSTO ALLA DOMINAZIONE PLUTOCRATICA ‘EUROCOMUNISTA’, PROFETIZZATA DA SPINELLI&B.R.LINGUER, ASSASSINO DI ALDO MORO SU ORDINE DI KISSINGER, CHE HA NELL’ AGENTE EB.R.AICA-ASHKENAZISTA ANGELA KASNER-SAUER, DETTA ‘LA MERKEL’, PUGNALATRICE ALLE SPALLE DEL SUO GARANTE HELMUTH KOHL, IL SUO VERTICE POLITICO-ECONOMICO.

    DA ALLORA LA MAFISTRATURA, SALVO ECCEZIONI CHE NON TRADIREMO NOMINANDOLI INVANO, OBBEDISCE ALLA LOGGIA ANZICHE’ ALLA LEGGE, COME GLI ARBITRI DI CALCIO GIA’ DAGLI ANNI CINQUANTA, ANCH’ ESSI A PRO DELLA VECCHIA BAGASCIA DELLA INTOCCABILE ‘SACRA FAMIGLIA’.

    ECCO PERCHE’ DELL’ UTRI RESTERA’ ‘UCCEL DI BOSCO’, MENTRE IL SUO BURATTINO CULATTONI RESTA A RISCHIARE L’ OSSO DEL COLLO, DA PARAVENTO DEGLI EUROCOMUNISTI, ALLE PROSSIME ELEZIONI, ORMAI ABBANDONATO DALL’ ELETTORATO GIA’ DA TEMPO STUFO DI TROPPI TRADIMENTI.

    LUI PAGHERA’ SALATO, DELL’ UTRI SI E’ SALVATO.

    NOI
    d’ EuRoma

  2. C’e’ solo un particolare che non quadra. Il PCI era filo Assad padre ed in pratica gli israeliani, il Mossad non volendo che un partito filo arabo andasse al governo in Italia, si sono mossi per far fuori colui, Moro, che stava portando al governo un partito filoarabo. Giusto, Ma che c’entra Carlos? Carlos era ed è filoarabo, contro i sionisti, per quale motivo avrebbe dovuto far fuori uno che stava sposando in un certo senso la causa araba e palestinese per la quale ha sempre lottato Carlos? Questo non mi quadra.

  3. Quadra tutto, se non che definire Andreotti servo degli USA è quantomeno sbagliato; addirittura pianse quando cadde l’URSS perché in tal modo diceva che l’Italia sarebbe stata preda unicamente degli Stati Uniti. Inoltre come spiegare se no quei processi farsa che hanno fatto negli anni 90′ in cui con prove indiziarie e fasulle è stato accusato di mafia e ricoperto di fango e di merda dalla testa ai piedi; era chiaramente una figura scomoda, che nonostante l’obbligato filo-atlantismo dell’Italia quando poteva remava contro. Era inoltre un ostacolo nella trasformazione dell’Italia da stato centralista a stato neo-liberal e come tale andava eliminato come meglio si faceva negli anni 90′; per via giudiziaria.

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