Obama battezza “Isis”

10377153_326279577520621_5338661493561138174_n

È nato, cresciuto e (presto) pasciuto sotto la presidenza Obama lo “Stato Islamico dell’Iraq e del Levante”, soprannominato “Isis” per brevità.
Concepito da Bin Laden e fecondato dagli Bush (padre e figlio) con la “guerra del Golfo” e l’invasione dell’Iraq ha pure trovato un mare di padri “putativi”: ONU, NATO ed Emirati vari hanno contribuito validamente con il loro operato alla creazione di questo ibrido che oggi chiamano “mostro”.
Ci sono voluti decenni di gestazione per riuscire a farlo venire alla luce ma oggi il sogno (di Bin Laden) sembra realizzarsi.
Gli USA non volevano questo?
Qualcuno può crederci?
Sono passati decenni dalla prima guerra del Golfo, uno dalla seconda e circa 8 anni dalla impiccagione (rigorosamente in streaming) di Saddam Hussein, annientato e giustiziato di fatto dagli americani grazie allo strapotere militare USA e dei servitori (europei e non) a stelle e strisce.
Lui, il bieco “dittatore” (Saddam Hussein) che non permetteva ad alcun “embrione” qaedista di allargarsi venne abbattuto ed assassinato in nome e per conto della “democrazia”.
Di sicuro c’è una sola cosa: Al Qaeda in Iraq non metteva piede.
Oggi, con la presidenza Obama che ha proseguito la linea dei suoi predecessori, ci ritroviamo tutti con il bambino in fasce: Stato Islamico dell’Iraq e del Levante, Isis per genitori, parenti ed amici vari.
Ed attenzione, gli stessi “padri putativi” non lo dicono ma c’è pure un gemello che vuol “venir fuori”: il Califfato della Sirte.
Concepito dalla NATO e fecondato dal sangue di Gheddafi è pronto a saltar fuori dalla Libia per unirsi al suo gemello iracheno.
Anche lui battezzato da Obama padre, padrino ma non padrone.
Vincenzo Mannello

Annunci

4 thoughts on “Obama battezza “Isis”

  1. “Il territorio occupato dall’ISIS attraversa il confine iracheno-siriano formando una regione quasi dalle stesse dimensioni della Siria. Baghdad chiede l’intervento straniero, e l’ISIS da alla NATO il pretesto perfetto occupando il consolato turco di Mosul, permettendo una nuova invasione dell’Iraq. I media occidentali sfruttano la famigerata brutalità dell’ISIS’, come decapitazioni di massa e centinaia di migliaia di civili in fuga, attuando chiaramente la campagna per influenzare l’opinione pubblica a favore dell’intervento. Invadere l’Iraq settentrionale permetterebbe alla NATO di giustificare operazioni contro la Siria orientale. In realtà, ciò che la NATO farà è stabilire la tanta desiderata “zona cuscinetto” da cui i terroristi possano lanciare efficaci attacchi in profondità nel territorio siriano.”

    da Le orde terroristiche della NATO in Iraq un pretesto per l’invasione della Siria,
    di Tony Cartalucci
    http://aurorasito.wordpress.com/2014/06/15/le-orde-terroristiche-della-nato-in-iraq-un-pretesto-per-linvasione-della-siria/

    “MiG-29, Sukhoj Su-24 e MiG-21 della Syrian Air Force partecipavano alle operazioni irachene per sradicare i terroristi mercenari della NATO dello Stato islamico in Iraq e Siria (SIIS). Baghdad finanzia la manutenzione e il carburante dei cacciabombardieri utilizzati nel teatro iracheno. I velivoli dell’aeronautica siriana decollano dalla base aerea di Jirah, ad ovest del Lago Assad, per bombardare dopo pochi secondi di volo i concentramenti dei terroristi del SIIS nel nord dell’Iraq. E’ dalla guerra di ottobre 1973 i due Paesi arabi non combattono insieme. E dai tempi di Gheddafi che il petro-tesoro arabo non viene così giustamente usato per la causa araba. Gli imbecilli sauditi sono basiti di come la loro vacua strategia prestata dai “tattici” sionisti si trasformi nel pozzo nero dei fallimenti; follie erranti, se si vuole, che possono essere spiegate solo da qualche bravo semiologo.”

    da L’aviazione siriana martella i terroristi del SIIS in Iraq,
    di Ziad Fadil
    http://www.statopotenza.eu/12736/laviazione-siriana-martella-i-terroristi-del-siis-in-iraq

  2. Ringraziamo gli Usa e i predecessori di Obama. Hanno covato per anni le uova di un cobra e ora hanno un groviglio di serpenti in seno. Purtroppo ne andremo di mezzo anche noi tirapiedi. Sono curioso di vedere come dipaneranno la matassa. Grande Saddam, Grande Gheddafi.. dove siete.

  3. Usa o non Usa il vero problema è l’Arabia Saudita. L’errore degli americani è stato quello di dipendere, seppur in maniera riluttante, dalla straricca Arabia Saudita, vero generatore del fondamentalismo islamico. La tanto agognata indipendenza energetica serve soprattutto a recidere i cordoni con questa terrificante monarchia.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...