Ebola: trova la differenza

cina

Quale migliore pretesto per militarizzare ulteriormente il continente africano?

Washington, 16 settembre – Gli Stati Uniti invieranno migliaia di militari per rispondere all’epidemia di ebola in Africa occidentale con la costruzione di cliniche e la formazione di centinaia di operatori sanitari. E’ quanto annuncerà oggi il presidente americano Barack Obama, che ha definito l’epidemia una minaccia alla sicurezza nazionale. Il presidente USA ha anche in programma di recarsi al Centers for Disease Control and Prevention (Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie) di Atlanta per incontrare esperti che sono al lavoro per combattere il virus.
Ingegneri militari americani, hanno riferito alti funzionari dell’amministrazione, si coordineranno con i governi locali per costruire 17 cliniche con 100 posti letto ciascuna per la cura dei pazienti che hanno contratto la malattia. Gli Stati Uniti, inoltre, formeranno fino a 500 operatori sanitari alla settimana per almeno sei mesi e, oltre a fornire disinfettanti e farmaci, distribuiranno migliaia di kit sanitari. L’Africa Command del dipartimento della Difesa, hanno riferito funzionari americani, stabilirà un comando congiunto a Monrovia, capitale della Liberia, per monitorare gli Stati Uniti e gli sforzi internazionali ed offrirà circa 3mila militari per le attività di aiuto.
(Ses/Adnkronos)

Ginevra, 16 settembre – Anche la Cina, il primo partner commerciale del continente, si mobilita e invia altri medici in Africa Occidentale per combattere l’epidemia di ebola, che finora ha causato quasi 2.300 morti. L’OMS ha fatto sapere che il governo di Pechino mandera’ un laboratorio mobile in Sierra Leone, dove finora sono morte oltre 500 persone, e insieme una squadra di 59 tecnici dal Centro cinese per il controllo delle malattie. Tra gli operatori sanitari, epidemiologi, medici e infermieri, che si aggiungeranno agli altri 115 addetti gia’ sul terreno.
Il contributo del governo cinese arriva in risposta al pressante appello dell’OMS a tutta la comunita’ internazionale per intensificare gli sforzi contro l’epidemia. Washington ha gia’ risposto all’appello e prevede di inviare 3mila soldati, che parteciperanno alla costruzione di nuovi centri di cura nelle zone piu’ colpite e aiuteranno anche nel reclutamento e nella formazione del personale responsabile della loro gestione (500 operatori sanitari ogni settimana). Anche Cuba, nota per l’alta qualita’ dei suoi sanitari, ha inviato 165 tra medici ed infermieri in Sierra Leone. (AGI)

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4 thoughts on “Ebola: trova la differenza

  1. È facile lo penso anche io una spintarella di più all’ebola ed il gioco è fatto. L’Africa è un territorio facile da conquistare con la scusa della sicurezza nazionale. Niente di meglio che coltivare i Virus in laboratorio e seminarli dove il terreno è più ricco di humus. Mi auguro che la presenza della Cina sia un deterrente all’imperialismo usa e getta

  2. riceviamo e volentieri pubblichiamo:

    Ebola 3.000….??….

    …cosa vuol significare ?
    Soltanto che quanti non associno immediatamente la cifra al nome del terribile virus si sono “distratti” dalla notizia.
    Oppure che la notizia passata sui media non ha avuto sufficiente risalto.
    Fatto sta che giorni fa il Premio Nobel per la Pace Obama ha annunziato al mondo la ferma intenzione sua personale di lottare il dilagare dell’Ebola in ogni modo.
    Gli Usa invieranno nei tanti paesi africani “a rischio” ospedali,medicine e……soldati !!
    Si,proprio “soldati”….militari,gente armata (benissimo) e pronta al combattimento.
    Ripeto per quanti non fossero a conoscenza : BombObama manda 3.000 soldati in Africa centrale per “combattere” l’Ebola.
    Pure io,malpensante nato (oh,non “della Nato”) verso gli americani,ho avuto difficoltà ad “interpretare” l’annuncio.
    Soldati per fermare l’epidemia ? Perché ?
    E che tipo di soldati ? La Delta Force ? I Seals ? No,credo i Seals siano meno di 3.000 e forse servono per il Califfo.
    La Delta Force mi lascia perplesso….è di “intervento rapido” e non staziona mai a lungo sul territorio.
    Marines…saranno marines,numerosi e possono stare a lungo ovunque.
    Qui in Sicilia li abbiamo dal luglio 1943 e,in mancanza d’altro,combattono l’immondizia che appesta l’Isola.
    Dubbio atroce : ma sono pochi per poter presidiare il perimetro del focolaio.
    Tutto il continente africano é a rischio,la fascia centrale per prima ma pure il resto.
    Quindi no,non presidieranno i confini.
    Sorveglieranno gli ospedali da campo made in Usa e l’eventuale personale impiegato ?
    Possibile ma avrebbero richiesto l’intervento dell’Onu,si sa che i militari yankees sul terreno significano guai per tutti,pure per se stessi.
    Allora ? Una volta vidi un film,Cassandra Crossing,in cui un treno ostaggio di terroristi (non dell’Isis) viaggiava verso la catastrofe con a bordo provette di un terribile virus frutto della “sapienza” occidentale.
    L’eroina di allora (Sofia Loren se non ricordo male) risolse tutto all’ultimo secondo ma….gli americani c’erano (come sempre).
    Vuoi vedere che (giuro,non sono “complottista” per partito preso) è vera la storiella decennale che Ebola sia “creatura” sperimentale a stelle e strisce sfuggita al controllo degli “scienziati” ?
    E che ora,per isolare davvero i focolai ed evitare contagi in paesi e continenti “diversi”, servano le “maniere forti” ?
    Non oso andar oltre,stavolta non ho alcun altro elemento da poter aggiungere con un minimo di attendibilità.
    Saranno gli amici che vorranno leggere a trarre conclusioni tutte personali.
    Ripropongo soltanto l’interrogativo iniziale : che c’entrano 3.000 soldati americani con Ebola ?
    Vincenzo Mannello

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