Battaglia per il Donbass

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Di libri sulla crisi in Ucraina ed ancor più sulla guerra nel Donbass ce ne sono pochi, per non dire nessuno. “Battaglia per il Donbass” colma questa lacuna offrendo al lettore un’interpretazione dettagliata e puntuale dei fatti ucraini, scevra da tutti i condizionamenti e i preconcetti ideologici del mondo politico e mediatico occidentali. E’ un libro che può soddisfare la curiosità di quel lettore a cui la versione raccontata dalla stampa e dalla saggistica ufficiale non risulti esaustiva o convincente, ma che soprattutto può arricchire di nuovi punti di vista quanti, sui fatti di Kiev, hanno fin da subito adottato un approccio tipicamente filo-occidentale. Questo perché dotarsi di fonti e di chiavi di lettura nuove ed alternative rispetto a quelle consuete costituisce sempre e comunque un importante arricchimento critico, culturale e politico.
“Battaglia per il Donbass”, infatti, è un libro che racconta fatti e situazioni reali senza ferire o umiliare chi la pensi diversamente. Semplicemente conduce il lettore mano per mano in una visita attraverso gli scenari ucraini sconvolgendo tuttavia credenze e posizioni scontate e consolidate. Ciò non deve comunque far pensare che “Battaglia per il Donbass” sia un libro riservato solo a pochi esperti o addetti ai lavori: al contrario, pur non lasciando insoddisfatto il lettore più smaliziato, con la sua vastità di nozioni e la semplicità del suo stile esso saprà coinvolgere e gratificare anche quello meno esperto e preparato.
La lettura di questo libro, per quanto corposo, è agevole e per la vastità e la profondità dei temi trattati non lascerà di certo indifferente il lettore a cui saprà certamente offrire una visione ed un’interpretazione dei fatti tanto realistica quanto anticonvenzionale.

Battaglia per il Donbass,
di Massimiliano Greco, Filippo Bovo e Alessandro Lattanzio
Anteo Edizioni, 2014, pp. 268, € 20

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5 thoughts on “Battaglia per il Donbass

  1. la stampa come mezzo di distruzione di massa (dei cervelli)…

    “Adesso però abbiamo in problema: i giornalisti di Repubblica sono tutti impegnati a cercare in fondo ad un pozzo i resti dispersi della propria dignità professionale, e qualche prezioso scoop potrebbe sfuggirgli. Rimediamo noi: questa notte durante una seduta spiritica, abbiamo parlato con la nonna di Poroshenko. Lei ogni tanto gioca a briscola, in Paradiso, con quella di Putin, la quale le ha rivelato un clamoroso retroscena. I Russi hanno allestito segretamente una flotta stellare, con la quale si apprestano ad invadere tutta la Via Lattea, di cui possono impadronirsi in cinque minuti. Domani mattina su Repubblica. In prima pagina.”

    da “SIAMO PRONTI AD INVADERE LA GALASSIA IN 5 MINUTI”
    http://voltideldonbass.wordpress.com/2014/09/19/siamo-pronti-ad-invadere-la-galassia-in-5-minuti/

  2. Trasformare le ingerenze e occupazioni militari americane degli altri paesi con la necessità di salvare e proteggere quelle popolazioni. Secondo notizie si dice che obama abbia affermato che quando c’è bisogno di sicurezza per gli altri paesi intervengono i buoni soldati americani. È un dogma, non si può fare a meno. Non spiega però il perchè c’è bisogno di loro. Perchè in gioco non è la sicurezza o la pace di quel paese o di un altro, in gioco c’è la loro sicurezza in casa messa in forse dalla politica dissennata e guerrafondaia, dalla cia, dalle creature diaboliche create dai loro servizi e che si rivoltano e dalle guerre che hanno insanguinato interi paesi solo ed esclusivamente per il piacere di destabilizzare e/o per difendere gli interessi americani, dicono. Afganistan liberato dai Russi per mezzo dei Taliban ora loro nemici, Iraq liberato da Saddam con l’inganno del cavallo di Troia, la Libia liberata dal Rais e lasciata nel casino, l’ Is creato in laboratorio cia ed ora ingombrante da eliminare, non ha spodestato Al Assad. Si pavoneggia il presidente in attesa di conquistare tutto il mondo. Fortunatamente al mondo ci sono paesi che per ora rtesistono e difendono chi non si voglia allineare e sottomettersi per paura. Anche i loro alleati però sono nel mirino.

  3. “Ma stiamo combattendo per la libertà di parola!”
    “In Russia, non qui!”

    la guerra delle informazioni sull’Ucraina in satira

    “E l’Ucraina? Anche gli Ucraini vanno incontro ad un impatto doloroso con la realtà. Persa la Crimea, perso il Donbass, persa la migliore industria del paese, il primo partner commerciale, e sopratutto persi i sogni di grandezza instillati dagli irresponsabili che urlavano “gloria agli eroi” e “Ucraina unita”, i cittadini Ucraini ritroveranno da domani la loro disoccupazione, la loro miseria, le loro pensioni da fame.
    La fine della mobilitazione isterica lascerà una profonda crisi identitaria irrisolta (perchè tantissimi Ucraini sono ancora Ucraini e Russi, contemporanemente: nessuno può decidere a tavolino ciò che vuole essere) ed una sensazione di totale abbandono. Chi pagherà i debiti con la Russia? Che attività potrà sostenere un paese costretto a rifornirsi di energia ad un prezzo di un quarto superiore a quello, già insostenibile, di prima della guerra? L’Unione Europea e il Fondo Monetario Internazionale aiuteranno a far fronte ai debiti fino a che gli asset pubblici saranno completamente svenduti, e poi cosa accadrà? Cosa accadrà quando la crisi economica si sommerà alla caduta della tensione morale bellica ed alla disillusione per l’abbandono Europeo quando fra qualche mese sarà evidente che l’Ucraina non entrerà mai nell’Unione, e che i suoi giovani non potranno mai lavorare come bancari o direttori con lauti stipendi europei a Berlino o a Copenaghen?
    Nulla di buono.
    Un disastro. Un disastro prevedibile, nove mesi fa. Un disastro che gli europei avrebbero potuto evitare, se solo si fossero sforzati di riflettere. Ma non avevamo tempo per riflettere. Eravamo troppo impegnati ad applaudire un esercito di cretini manipolati che saltellavano urlando “chi non salta è un Moscovita” davanti a John Mc Cain.”

    da http://voltideldonbass.wordpress.com/2014/09/27/e-se-fosse-finita/

  4. Mogherini, qualcosa da dichiarare?!?

    Nestor Shufrych, deputato del Partito delle Regioni, a Odessa per la campagna elettorale in vista delle prossime votazioni per il Parlamento, viene aggredito da una squadraccia di “pacifici manifestanti”.
    l’ennesima perla della democrazia euro-atlantica in Ucraina tanto cara a USA e UE

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