L’Atlantismo è un totalitarismo (3° parte)

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Concludiamo la pubblicazione, in tre parti, del breve saggio di Guillaume de Rouville, autore francese  e curatore del sito l’idiot du village. geopolitique, chaos & idiotie.
Traduzione di M. Guidoni.

Per arrivare ad imporsi, l’Atlantismo ha bisogno (i) di sovvertire le sovranità delle nazioni europee e (ii) di controllarne le opinioni pubbliche. Deve raggirare, indebolire o corrompere tutte le componenti democratiche delle società del nostro continente, al fine di poter avere la meglio sulle ribellioni, i dubbi, le contestazioni alle quali potrebbe trovarsi di fronte. In altre parole, l’Atlantismo attacca direttamente e in profondità i fondamenti della democrazia dei popoli europei, ai quali è richiesto di seguire ciecamente un’ideologia nascosta (perché è impresentabile), senza nome (perché è innominabile) e che li spoglia della loro sovranità e del loro libero arbitrio.

L’Atlantismo sovverte le sovranità nazionali

Senza parlare del numero incalcolabile di governi democraticamente eletti rovesciati dagli Stati Uniti dal 1945 in tutto il mondo, con l’aiuto diretto o la tacita approvazione dei loro alleati Atlantisti, per limitarci all’Europa, si possono segnalare i casi della Grecia e dell’integrazione europea.
In Grecia, all’indomani della seconda guerra mondiale, i Britannici e gli Stati Uniti appoggiano i movimenti di estrema destra e i vecchi collaboratori dei Nazisti al fine di impedire la presa del potere legale da parte dei movimenti democratici progressisti. Le potenze occidentali atlantiste fomentano la guerra civile che si conclude con la vittoria dei loro favoriti e con quasi 200.000 morti. Dopo una evoluzione democratica verso la fine degli anni 60, gli Americani, con l’aiuto delle potenze europee e grazie alle loro reti atlantiste, mettono al potere, nel 1967, una giunta militare che proclama il regno dell’ordine morale [7] e la fine dell’apertura democratica.
L’integrazione europea guidata da Jean Monnet è prima di tutto un progetto atlantista. C’erano sicuramente altre maniere che avrebbero potuto portare alla realizzazione di un’Europa più unita. L’Atlantismo ha fatto la scelta dell’impotenza europea per non contrastare le ambizioni egemoniche degli Stati Uniti. L’Atlantismo ha ridotto la sovranità europea e represso tutti i movimenti indipendenti, gollisti, sovranisti, comunisti, sia di destra che di sinistra. Ha imposto i suoi dirigenti a tutti i livelli della burocrazia europea e a capo dei principali Stati d’Europa, che hanno imposto trattati ingiusti anche quando questi venivano rifiutati dai popoli (come nel 2005 col Trattato costituzionale).
L’Atlantismo europeo ha distrutto, a tappe successive, tutti i principi di sovranità di cui disponevano gli Stati-nazione d’Europa (e quindi lo spazio democratico dei popoli europei).
Ha così attaccato la sovranità (i) elettorale – il principale organo decisionale, la Commissione, non è eletto; i trattati rifiutati dai popoli sono tuttavia imposti; con la sistematica messa da parte della democrazia diretta a vantaggio della democrazia rappresentativa – (ii) monetaria – una banca centrale indipendente dai popoli o dai loro eletti che non presta direttamente agli Stati membri che devono finanziarsi a tassi più elevati sui mercati finanziari-, (iii) di bilancio – mediante l’imposizione della regola d’oro e il controllo dei bilanci nazionali attraverso una commissione composta da tecnocrati non eletti – e (iv) militare – integrazione di tutti i Paesi europei nella NATO.
L’ultimo principio di sovranità attaccato dall’Atlantismo è quello della sovranità militare francese, avendo la Francia resistito più a lungo delle altre nazioni europee al rullo compressore dell’Atlantismo (fu questa la parentesi gollista). Oggi gli Atlantisti propongono la fusione tra la francese EADS e l’inglese BAE allo scopo di togliere alla Francia il pieno controllo della sua catena industriale di armamenti. Domani, mineranno la deterrenza nucleare francese usando il pretesto ecologico antinucleare.
In Francia, la messa all’angolo dei non-atlantisti si è pienamente realizzata sotto la presidenza Sarkozy. La diplomazia (con a capo Bernard Kouchner), l’esercito, i media (grazie agli sforzi di Christine Ockrent) sono stati quasi tutti depurati delle loro componenti non atlantiste. Hollande, da buon cane da guardia dell’Atlantismo, completerà l’opera.
La French-American Foundation e gli Atlantico-Boys
La French American Foundation è un’organizzazione senza scopo di lucro che dal 1976 si dedica a scoprire in Francia uomini e donne influenti suscettibili di vestire i colori dell’Atlantismo.
Qualche vecchio Young Leader della French American Foundation che ci governa in questo momento : François Hollande (1996), Arnaud Montebourg (2000), Pierre Moscovici (1996). Nell’opposizione, il più in vista è Jean-Francois Copé.
Una lista non esaustiva degli Atlantico-Boys in Francia (oltre a quelli già menzionati) e della loro rete: Alain Finkielkraut, André Glucksmann, Bernard Kouchner, Bernard-Henri Lévy, Alexandre Adler, Caroline Fourest, Frédéric Encel, Philippe Val, Francois Heisbourg, Mohamed Sifaoui, Jean-Claude Casanova, Pierre Rosanvallon, Alain Minc, Jean Daniel, Pierre-André Taguieff; la rivista Commentaire, la Fondation Saint Simon (sciolta nel 1999), il Cercle de l’Oratoire, l’Institut Turgot, l’Atlantis Institute, le riviste Le Meilleur des MondesLa Règle du JeuLe Nouvel ObservateurLe MondeLibération, ecc.

L’Atlantismo è un controllo e una manipolazione delle masse

“La consapevole e intelligente manipolazione di abitudini e opinioni organizzate delle masse è un importante elemento nella società democratica. Coloro che manipolano questo invisibile meccanismo della società costituiscono un governo nascosto che rappresenta il vero potere decisorio del paese”.
Propaganda, par Edward Bernays, 1928.

“L’Atlantismo è nato all’inizio della guerra fredda. Negli anni 50, un vasto programma chiamato Operazione Mockingbird, oggi ben documentato, è stato messo in atto dalla CIA per infiltrare i media nazionali e stranieri e influenzare i loro contenuti affinché questi ultimi si mostrino favorevoli agli interessi americani. La metodologia consisteva nel fornire rapporti redatti a partire da informazioni della CIA ai giornalisti consapevoli o inconsapevoli di questa manovra. Queste informazioni erano poi trasmesse dai giornalisti e dalle agenzie di stampa”.
11-Septembre: de la misère journalistique à la logique de collabos, de Lalo Vespera, ReOpen911.info

Senza la collaborazione dei media, non sarebbe possibile all’Atlantismo imporre i suoi principi all’opinione pubblica. I media sono parte integrante della macchina da guerra atlantista. Per creare il consenso e il pensiero unico in una società aperta bisogna controllare l’informazione. Perciò è necessario mettere a capo dei principali media dei servi zelanti dell’Atlantismo. In Francia, nel settore privato dei media, solo pochi grandi gruppi industriali appartenenti a una nebulosa oligarchia sono nei posti di comando (mercanti d’armi e industriali che vivono in parte grazie alle commesse statali): è naturale per loro servire gli interessi del più forte (il periodo della collaborazione con i Nazisti sta ancora a ricordarcelo [8]). Nel settore pubblico, il Presidente della Repubblica e la sua cerchia scelgono le loro cinghie di trasmissione che infonderanno lo spirito di sottomissione negli ingranaggi della macchina della disinformazione.
I responsansabili dell’informazione commettono dei crimini mediatici nel momento in cui si rendono semplici esecutori della propaganda atlantista, come abbiamo visto durante la guerra contro la Serbia, durante l’invasione dell’Afghanistan e il bombardamento della Libia da parte della NATO, durante la guerra in Irak, la destabilizzazione della Siria (sempre da parte della NATO) o come stiamo costatando a proposito della continua pulizia etnica di cui sono vittime i Palestinesi. In ognuno di questi casi, i media avallano le spiegazioni ufficiali, gli danno forza e credibilità, presuppongono intenzioni umanitarie, anche se coprono crimini che dovrebbero sollevare la nostra indignazione e portare all’incriminazione giudiziaria e politica dei loro principali responsabili.
Il tabù creato attorno all’11 Settembre è sintomatico della maniera in cui viene costruito il pensiero unico in una società in cui si presume regnino la libertà di espressione e la diversità dei punti di vista. Si demonizza chi osa porre domande, si dà la caccia alle teste calde, a cui viene data la responsabilità dei crimini peggiori del secolo scorso, li si ridicolizza. Si erigono nell’opinione pubblica barriere psicologiche invalicabili (attraverso accuse come quelle di antisemitismo, di negazionismo e di revisionismo) affinché la coscienza del cittadino non arrivi a vedere quello che c’è dietro; si erigono muri nelle coscienze per racchiudere il consenso nel solo campo di possibilità ammesse dagli atlantisti.
C’è una forma d’intolleranza radicale verso il pensiero alternativo che è mantenuto racchiuso nella Rete. Quest’intolleranza è radicale nel senso che stigmatizza i «devianti» e tenta di farne dei paria da mettere al bando della società e che giunge a chiudere del tutto, per il pensiero dissidente, l’accesso ai grandi media che contano, quando si tratta di discutere i fondamenti dell’Atlantismo.
La psiche degli Europei al servizio dell’Atlantismo
«Gli Europei non si sono mai liberati psicologicamente dallo stato di dipendenza nel quale sono caduti alla fine della seconda guerra mondiale. Col pretesto che gli Stati Uniti sono venuti a liberare gli Europei più di 60 anni fa, si vorrebbe che oggi questi ultimi abbandonino ogni volontà di indipendenza e ogni aspirazione a scegliere un modello di sviluppo alternativo. Non c’è alcuna logica in tutto ciò. Gli Stati Unti dovrebbero forse essere eternamente sottomessi alla Francia sulla base del pretesto che grazie alle armi, alle finanze e, in definitiva, alla flotta di Luigi XVI [9] gli Americani hanno potuto ottenere la loro indipendenza dall’Inghilterra? Che gli Europei siano riconoscenti agli Stati Uniti per il loro coinvolgimento nelle due Guerre Mondiali, è giusto e sacrosanto. Come è ugualmente giusto che gli Americani siano riconoscenti nei confronti della Francia per il sostegno che questo Paese ha dato loro in un momento decisivo della loro storia [10]. Ma la riconoscenza non deve portare alla dipendenza e al vassallaggio. Ѐ normale che le élites europee si lascino mantenere in questa condizione di dipendenza o che non cerchino affatto di contrastarla? Il semplice rispetto di se stessi dovrebbe essere sufficiente a che ognuno rifiuti di considerarsi il soggetto di un’altra persona. Accettare di sottomettersi è un’attitudine morale e psicologica perniciosa e umiliante. C’è, in realtà, una sicura umiliazione nel lasciarsi dettare il proprio stile di vita e nell’andare sempre a cercare i propri riferimenti culturali, politici, economici oltreatlantico, senza mai porsi una domanda sui loro valori e sui loro benefici.», La Démocratie ambiguë.

Concludere per finire

Abbiamo fatto una breve raccolta delle caratteristiche atlantiste. Si tratta di una panoramica certamente incompleta, ma i tratti principali bastano già da soli a disegnare il ritratto di un totalitarismo contemporaneo non meno pericoloso e inquietante di quelli che lo hanno preceduto. Che si inventi un nemico reale o immaginario o un nemico che diventa reale a forza di essere immaginato (e sperato), i crimini dell’Atlantismo non possono essere scusati sotto il falso pretesto che il suo alter ego nel male (l’islamismo radicale) ne commetterebbe di uguali o che il suo modello (il totalitarismo imperialista del suo padrone) gli intimerebbe l’ordine di perpetrarli. L’Atlantismo ha bisogno del crimine dell’altro per commettere il suo in piena impunità e con la coscienza pulita.
Nell’essenza della sua logica c’è la morte degli altri, la guerra generalizzata, la miseria su larga scala. L’Atlantismo è infatti un’ideologia di genocidio, proprio come l’imperialismo americano. Caratterizzazione esagerata che discredita chi la utilizza, direbbero alcuni? Banalizzazione di un crimine che non può essere evocato alla leggera, diranno altri? Poniamoci allora questa semplice domanda: quanti morti e quante sofferenze ci sono al suo attivo (come autore o come complice)? La risposta dello storico è chiara e netta: milioni di vittime dalla fine della seconda guerra mondiale; milioni dalla caduta del muro di Berlino [11] e un lungo fiume di ombre, di sangue e di sofferenze che non cessa di scorrere in tutti i continenti.
La lotta contro l’Atlantismo è per noi Europei la grande avventura umana di quest’inizio di secolo. A ognuno il compito di prendervi parte secondo i propri mezzi e le proprie credenze. Che sia credente o non lo sia, fortunato o sfortunato, qui o altrove, ognuno può fare la sua parte nella lotta contro la fatalità dell’Atlantismo che trascinerà con essa, se sarà necessario al suo trionfo, i cadaveri della democrazia e della pace nei carnieri del capitalismo. La lotta contro l’Atlantismo è un umanesimo.

Note
[7] Su questo argomento si veda il film de Costa Gavras: Z.
[8]  Vedi: “Le Choix de la Défaite”, d’Annie Lacroix-Riz, Éditions Armand Colin, 2010.
[9] Ѐ grazie all’appoggio decisivo della flotta francese, diretta dal conte di Rochambeau, che gli Stati Uniti vinsero la battaglia di Yorktown nel 1781, importante punto di svolta della Guerra d’Indipendenza.
[10] Durante la Guerra d’Indipendenza degli Stati Uniti contro la Gran Bretagna, fra il 1775 e il 1783.
[11] A titolo d’esempio: il genocidio degli indigeni in Guatemala dopo il colpo di Stato del 1954; l’embargo all’Irak che uccise centinaia di migliaia di bambini in un periodo di 10 anni; la mattanza del Congo da oltre 15 anni con l’aiuto dei grandi gruppi occidentali che, fino ad oggi, è costata la vita a circa 4 milioni di civili.

(Fonte)

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3 thoughts on “L’Atlantismo è un totalitarismo (3° parte)

  1. Unica speranza di abbatter il muro di complicità nelle guerre internazionali è la promessa che la Grecia ha fatto di uscire dalla Nato. Grande festa per tutti i liberi pensatori. E un esempio che si può fare. A meno che dei false flag americani con l’aiuto della Turchia riescano ad impedire il miracolo. Sono capaci di tutto anche di uccidere i ministri, ambasciatori ecc. pur di mantenete l’egemonia dell’impero.

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