“L’Europa ha bisogno di una vera e propria rivoluzione”

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“L’Europa cade a pezzi di continuo, ma sembra che a cadere a pezzi sia anche il modo di costituire l’Europa stessa. Ogni volta che tenta di rimettersi in piedi, l’Europa fallisce sempre di più. Ciò di cui abbiamo veramente bisogno è di un’Europa che vada dall’Atlantico al Pacifico e crediamo in questa visione, ma l’Europa ha prima bisogno di una vera e propria rivoluzione. La vera illusione è che gli obiettivi di giustizia sociale, la stabilità finanziaria e la sostenibilità ambientale possano essere raggiunti entro i parametri del sistema capitalistico globale. Le vere cause della miseria del popolo, dopotutto, non provengono dai danni provocati da alcune centinaia di politici o dall’avidità di alcune migliaia di banchieri, ma dalle dinamiche strutturali che, in primo luogo, consentono e premiano tale comportamento. La crisi di oggi non può essere risolta mediante l’introduzione di piccole regole, o tramite una sorta di “chirurgia estetica” di un qualche tipo. Essa può essere risolta solo mediante la trasformazione in un sistema completamente diverso. Ci auguriamo vivamente che l’idea di un’Europa unita possa essere salvata, ma non la fredda Europa tecnocratica di Bruxelles e delle banche che opera solo secondo i dettami del dogma neoliberista, ma un’Europa ri-politicizzata, fondata su un progetto di emancipazione condivisa. L’Unione Europea deve trovare il giusto equilibrio tra il dibattito e il consenso su una visione d’insieme. Questa visione deve permeare tutti gli aspetti della società. Senza questa visione l’Europa non può progredire ma può solo continuare nel suo declino.”

Da “Uno spettro si aggira per l’Europa”. Intervista ai Laibach, a cura di Marco De Baptistis.

3 thoughts on ““L’Europa ha bisogno di una vera e propria rivoluzione”

  1. Premesso che l’Europa o, meglio, le nazioni che ne fanno parte, non hanno nessun legame tra di loro. Ne di lingua ne di cultura, gli Italiani sono diversi dai Tedeschi ed ancora meno con le regioni del nord, per cui pensare di rifondare una cosa che ha ampliamente dimostrano la totale incapacità di reggersi in piedi non ha senso alcuno.
    Tantè che era proprio uno dei punti cardine, non solo a partire dalla prima “unificazione economica negli anni 50” ma ancora molto prima quando si posero le basi per poter arrivare al NWO, che non è una cosa dell’altro ieri ma di molti secoli fa.
    Ergo, mi sta bene gli accordi di scambio economici, ma niente di più e niente di meno. Questi anni hanno ben identificato sia il problema che molti fanno finta di non vedere.

  2. E’ quello che dico io. Perché l’Europa deve essere unita? Accordi mirati su certi temi e basta. Altrimenti sara’ sempre dominata dalla Germania (o dalla Russia, se si arriva a Vladivostock, che e’ un po’ meglio, ma sempre una dominazione)

  3. a pena di una definitiva marginalizzazione sullo scenario globale (dicasi subordinazione agli Stati Uniti) e di un irreversibile impoverimento dei popoli che la abitano, l’Europa deve essere unita per le seguenti sintetiche ragioni:

    “Il continentalismo è sinonimo di autarchia, piena sovranità, autosufficienza, vera indipendenza, rappresenta la conservazione dei tradizionali confini con la natura, la spiritualità, famiglia, nazione. L’atlantismo, al contrario, ha bisogno dell’ import-export per sopravvivere, quindi, sinonimo di mercantilismo, e incernierato al materialismo, al mammonismo. Questo è il pericoloso e fertile terreno per la pratica della speculazione finanziaria e per la demoniaca pratica della creazione del denaro dal nulla, che rende schiavi tutti i popoli tramite l’usura.
    Il continentalismo persegue relazioni amichevoli tra tutti i popoli e le nazioni. L’integrazione territoriale e politica dovrebbe essere ottenuta con l’approvazione reciproca e gli scambi culturali sono benvenuti e desiderabili, ma senza alcuna ingerenza negli affari interni. L’atlantismo, che è controllato da un’ “elite” parassita di bankster criminali, ha bisogno di invadere e depredare le nazioni straniere per sopravvivere, dato che questo è in pieno accordo con la propria natura parassitaria.
    E’ importante sottolineare, come ha detto Parvulesco, che non dobbiamo integrare la Russia nella “UE”, ma la “EU” in Russia (che nonostante la debacle del 1990, prosegue mantenendo la propria tradizionale idiosincrasia quasi intatta, cosa che non si può dire dell’Occidente).
    Le idee imperiali del geopolitico tedesco Karl Haushofer, orientate verso un asse eurasiatico Berlino-Mosca-Tokyo, dovrebbero essere studiate, diffuse e sviluppate al fine di contrastare la tesi imperialista della Sfera angloamericano-sionista (atlantismo), sempre alla ricerca del sabotaggio delle tradizionali vie commerciali terrestri dell’Eurasia e di dividere maggiormente le popolazioni eurasiatiche mettendole l’ una contro l’altra su una base confessionale o utilizzando il cosiddetto “terrorismo islamico” (in realtà, il terrorismo wahhabita saudito eseguito dalla CIA) come un cavallo di Troia, con la creazione di “Al-Qaeda” come un utile strumento contro la sovranità nazionale e l’indipendenza, come già visto in Jugoslavia, Cecenia, Libia, o in Siria.”

    http://www.eurasia-rivista.org/multipolarismo-globalismo-le-due-cosmovisioni-geopolitiche-e-il-loro-retroterra-spirituale/21566/

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