Scontro di civiltà?

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Leggere, riflettere, diffondere…

“Personalmente non ho mai creduto nell’esistenza di nessuno scontro tra civiltà. Innanzitutto non mi risulta che gli Stati Uniti d’America abbiano mai avuto o preservato alcuna cultura, figuriamoci quindi se si può parlare di civiltà… Piuttosto l’America è promotrice di una “non-cultura”, uno stato di “non-essere” filosoficamente parlando, che non potrà mai “affermarsi” se non dopo l’annullamento e la distruzione di tutte le culture e civiltà esistenti. Lo scontro è quindi tra la civiltà da un lato (rappresentata dalla sapienza, dalla cultura, dalla spiritualità, eccetera) e la barbarie dall’altro (rappresentata dall’offuscamento del pensiero, dalla mancanza dei valori, dall’immoralità, eccetera). Detto questo, è doveroso però ribadire che per “Stati Uniti d’America” non intendo riferirmi al singolo cittadino americano, tante volte anch’esso cosciente della situazione internazionale e di quello che l’amministrazione del suo Paese sta progettando ai danni delle persone ancora di buona volontà. Piuttosto l’allusione riguarda quello che le persone religiose definiscono “il grande satana”: un sistema e una struttura manovrata da un volere sottile alla cui radice si situa il sentimento dell’arroganza, che è proprio il peccato originale di Satana, secondo quanto ci parlano le Scritture, quando si rifiutò di prostrarsi innanzi ad Adamo. L’arroganza è quanto di più antitetico vi possa essere al significato di “abbandono”, che è il significato letterale di “Islam”, ed è quindi normale che vi sia uno scontro tra chi coltiva una di queste caratteristiche e chi invece ne coltiva l’altra. Si tratta dell’inevitabile scontro tra le forze del bene e quelle del male, come è stato detto da celebri personalità religiose e spirituali e che altri traducono come lo scontro tra verità e falsità, giustizia e oppressione, realtà e inganno, eccetera. Sia chiaro però che questo scontro non è affatto cercato e voluto. La persona di fede soffre nel testimoniare la mancanza di cognizione di certi individui e per questo cerca di guidarli nei limiti delle sue possibilità e disposizioni naturali. Anche quando purtroppo la suddetta mancanza di cognizione diventa insopportabile per una cerchia ristretta di credenti, a questi è chiesto di pazientare e cercare di riportare le pecore smarrite al loro gregge. Si giunge però a un punto in cui un’intera società viene messa in pericolo, l’anormale viene percepito come normale e viceversa, il giusto e lo sbagliato diventano concetti del tutto relativi; ecco dunque che una reazione viene legittimamente richiesta, poiché porgere l’altra guancia, in questo caso, significherebbe accettare passivamente quanto di più ignobile l’uomo possa produrre. Il fatto che quando si parla di scontro di civiltà non ci si voglia direttamente riferire ad uno scontro militare non cancella la necessità di una sana reazione sotto il profilo materiale, intellettuale, culturale e spirituale. Si tratta di un’importante sfida anche per lo stesso mondo islamico: seguire il modello americano e le sue lusinghe imitando tutte le sue trovate oppure rimanere indipendenti da tutto ciò e sostenere un sistema alternativo incontaminato da uno invece già precipitato nell’abisso del collasso.”

Da Intervista all’Hujjatulislam Hajj Abbas Di Palma, in “Eurasia. Rivista di studi geopolitici”,  n. 4, anno 2012, pp. 198-199.
Damiano Abbas di Palma, nato a Firenze nel 1980, dopo aver abbracciato all’età di 18 anni la religione musulmana, ha studiato scienze islamiche sia in scuole religiose tradizionali (a Londra, Damasco e Qom) che in istituti accademici. Primo italiano ad aver raggiunto il grado di Hujjatulislam della gerarchia religiosa sciita, è presidente dell’Associazione Islamica “Imam Mahdi” sin dalla sua fondazione nel 2005.

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13 thoughts on “Scontro di civiltà?

  1. Charlie Hebdo: Confessione shock di Paul Craig Roberts, ‘ siamo stati noi americani a fare Fals Flag in Francia

    WASHINGTON- Un ex funzionario della Casa Bianca in un articolo pubblicato Giovedi ha dichiarato che l’attacco terroristico che in cui sono stati uccisi 12 persone a Parigi è stata una operazione “ Fals Flag” “progettato per fare di Francia uno stato vassallo di Washington.”
    Dr. Paul Craig Roberts, che e’ stato l’Assistente del Segretario del Tesoro nell’amministrazione Reagan e editor del giornale Americano Wall Street Journal, ha inoltre ribadito: “I sospetti possono anche essere colpevole e capri espiatori. Basta ricordare tutte le trame terroristiche create dal FBI che servivano per rendere il terrorismo una minaccia reale per gli americani “. Egli ha poi sottolineato che l’economia francese sta soffrendo le sanzioni imposte dagli Stati Uniti contro la Russia. “l’esportazione francesi hanno risentito drasticamente a causa dello stato di vassallaggio di Francia a Washington, e altri aspetti dell’economia francese subiscono conseguenze negative derivanti dalle sanzioni che Washington ha costretto i suoi stati fantoccio della NATO ad applicare alla Russia.” Dr. Roberts ha dichiarato che il presidente francese Francois Hollande questa settimana ha detto che le sanzioni contro la Russia dovrebbero finire. “Questo è troppo indipendenza politica estera da parte della Francia per Washington.” Lo riferisce Press TV.
    Articolo da Italian.Irib.Ir

    Mi chiedo se sia vero. Non mi meraviglierei. Io resto dell’opinione che offendere i sentimenti religiosi è inopportuno. Come inopportuno e pericoloso è aggredire paesi e capi carismatici arabi con la scusa dell’esportazione della democrazia. Siria, Afganistan, Iraq, Libia ecc. migliaia di morti civili e bambini (più di 500000 inermi) che nessuno commemora con adunate oceaniche. Non bisogna parlarne, gli americani con ogni mezzo anche palesemente sporco, hanno deciso di far entrare in guerra tutto il mondo contro l’Islam. È una guerra di religione già vista con le crociate. La storia non insegna niente a chi non ha storia, o un passato.

  2. E adesso sarebbe interessante saper anche cosa si pensa in Francia della guerra per procura sponsorizzata dall’Eliseo. Fin quando i pazzi sparavano a Tripoli ed Aleppo tutto bene; ma adesso dubito che la cosa sia ritenuta piacevole.

  3. Gigantesco ritorno propagandistico, è la vittoria (speriamo solo apparente) del Grande Fratello … L'”Occidente” si autoproclama tollerante, civile e vittima dell’intolleranza, l’Islam viene una volta di più catalogato come “religione particolare” da tenere sotto controllo e da far progredire …! I tagliagola/terroristi che hanno così ben operato in Libia con l’aiuto del governo francese hanno reso un altro servizio incomparabile ai partigiani dello scontro di civiltà

  4. Grande Dieudonné una delle poche voci fuori dal coro ad aver detto la verità: Le vignette erano di merda. E la merda non ferma le pallottole.
    Per il resto spiace che sti 5 o 6 o quanti erano, vignettisti o pseudo-tali, siano finiti in un gioco più grande di loro e siano stati sacrificati da chi li proteggeva (e finanziava?). Ma spiace ancora di più per tutti gli altri che si son trovati nel posto sbagliato al momento sbagliato.

    http://civiumlibertas.blogspot.com/2015/01/io-non-sono-charlie.html

    http://andreacarancini.blogspot.it/2015/01/je-ne-suis-pas-charlie.html

    http://informazioneconsapevole.blogspot.it/2015/01/riflessioni-sulla-liberta-despressione.html

    http://www.quieuropa.it/a-tutti-i-charlie-dellultima-ora/

    http://olodogma.com/wordpress/2015/01/12/0907-liberta-di-espressione-per-charlie-hebdo-e-per-tales-of-the-holohoaxracconti-della-beffa-olocaustica/

  5. e chi li finanziava, caro mda? Le vignette islamofobe le facevano sostanzialmente perchè non li leggeva più nessuno e quindi avevano bisogno di finire sui giornali con le loro provocazioni, ma Charlie Hebdo sull’orlo del fallimento da mesi, se non anni, anche perchè era passato da fare satira di sinistra (anche estrema, tanto per dire, 40 anni fa nacque con una vignetta che prendeva in giro la morte di De Gaulle) a diventare un organo militante neocon, e quindi non faceva più ridere nessuno, perchè la propaganda può piacare o non piacere (a seconda che uno sia o meno dalla parte di chi la fa), ma ridere non fa mai.

  6. L’America trae il suo fondamento dallo scontro con l”Altro’. E’ così fin dalle origini, quando la sua rapacità distruttiva si scontrò con una cultura che rispettava la natura. Oggi al posto dei Selvaggi c’è l’Islam. Il totalitarismo non sopporta chi è diverso da sé. Purtroppo l’Hujjiatulislam Hajj Abbas Di Palma dice una tragica verità: l’America potrà affermarsi solo attraverso la distruzione di tutte le culture umane.

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