Una ricetta per il disastro

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“1. Prendi una Nazione che, invece di combattere, risponde alle offese mandandoti all’inferno e rifiutandosi di avere ancora a che fare con te. Assicurati che sia una Nazione le cui risorse naturali siano essenziali per tenere le tue luci accese e le tue case riscaldate, per costruire i tuoi aeroplani e i tuoi caccia da combattimento, e per tante altre cose. Si tenga a mente che un quarto delle lampadine degli Stati Uniti sono accese grazie al combustibile nucleare russo, così come una interruzione del gas russo verso l’Europa sarebbe un cataclisma di prim’ordine.
2. Falli sentire sul punto di essere invasi installando un governo a loro ostile in un territorio che considerano parte della loro patria storica. L’unica vera parte non russa della Ucraina è la Galizia, da cui si è separata molti secoli fa e della quale la maggior parte dei Russi vi direbbe “Può andare all’inferno con te”. Se ti piacciono i tuoi neonazisti, puoi tenerteli. Si ricordi anche come i Russi trattano gli invasori: li escludono.
3. Imponi sanzioni economiche e finanziarie sulla Russia. Osserva sbigottito come i tuoi esportatori cominciano a perdere soldi quando, con una rappresaglia subitanea, essa blocca le tue esportazioni agricole. Tieni a mente che la Russia è una Nazione che, in virtù della sopravvivenza ad una lunga serie di tentativi di invasione, si affida tradizionalmente agli Stati stranieri potenzialmente ostili per finanziare la sua difesa contro di loro. Se essi non lo fanno, allora passerà ad altri modi per scoraggiarli, come l’esclusione. “No gas per i membri NATO” sembra uno slogan orecchiabile. Spera e prega che non prenda piede a Mosca.
4. Monta un attacco alla sua valuta nazionale, causando la perdita di parte del suo valore insieme ad un minor prezzo del petrolio. Osserva sbigottito come ridono i funzionari russi perfino alla banca centrale perché il rublo svalutato ha prodotto le stesse entrate fiscali nonostante i prezzi più bassi del petrolio, evitando un potenziale deficit di bilancio. Osserva sbigottito come i tuoi esportatori in Russia vanno in fallimento per i prezzi fuori mercato dei loro prodotti. Tieni a mente, la Russia non ha un debito nazionale di cui parlare, il suo deficit di bilancio è trascurabile, è piena di valuta straniera e ha grandi riserve auree. Tieni pure a mente che le tue banche hanno prestato centinaia di miliardi di dollari alle imprese russe, a cui hai or ora tolto l’accesso al tuo sistema bancario mediante l’imposizione delle sanzioni. Spera e prega che la Russia non congeli il pagamento dei debiti alle banche occidentali finché non siano rimosse le sanzioni, poiché questo farebbe scoppiare le tue banche.
5. Osserva sbigottito come la Russia sigla importanti contratti di esportazione di gas con tutti fuorché te. Ci sarà rimasto abbastanza gas per te quando saranno firmati tutti? Bene, sembra i Russi non la considerano più una loro preoccupazione, perché li avete offesi ed essendo loro quelli che sono, vi hanno mandato all’inferno (non dimenticatevi di portare la Galizia con voi) ed ora essi trattano con altre, più amichevoli Nazioni.
6. Continua ad osservare sbigottito come la Russia cerca attivamente di tagliare tutti i legami commerciali con te, trova fornitori in altre parti del mondo ed organizza la produzione per sostituire le importazioni.
Ma ora ecco la sorpresa, come minimo un po’ sottaciuta. La Russia ha appena offerto un accordo alla UE. Se la UE rinuncia a siglare l’accordo Partenariato Transatlantico per il Commercio e gli Investimenti (TTIP) con gli Stati Uniti, che fra l’altro la danneggerebbe economicamente, allora potrebbe unirsi alla Russia nella Unione Doganale Euroasiatica. Perché escludersi da soli quando fra tutti possiamo invece escludere Washington? Questa è la riparazione che la Russia accetterebbe per l’offensivo comportamento della UE riguardo l’Ucraina e le sanzioni. Venendo da uno Stato doganale, è una offerta generosa. Densa di implicazioni: il riconoscimento che la UE non minaccia militarmente la Russia e neanche economicamente; il fatto che i Paesi europei sono tutti carini e piccini e adorabili e fanno formaggi e salsicce saporiti; la comprensione che il loro attuale gruppo di politici nazionali è irresponsabile e vincolato a Washington, e che hanno bisogno di una grossa spinta per fargli capire dove si trova il loro vero interesse nazionale. La UE accetterà l’offerta, o prenderanno la Galizia come nuovo membro e si “escluderanno”?”

Da Particolarità dell’animo nazionale russo, di Dmitry Orlov.

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7 thoughts on “Una ricetta per il disastro

  1. Purtroppo e’ probabile che l’Europa rifiuti l’offerta russa, perché e’ in pratica occupata militarmente dagli USA.

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