Lo Spazio Economico Comune contro il TTIP e il TPP

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Benvenuto in Italia, Vladimir V.!

“Gli USA vogliono essere loro il centro di gravità in Eurasia. Essi temono che la UE possa gravitare verso lo “Spazio di Mezzo” e integrarsi con la Russia e l’Unione Eurasiatica. È nel contesto degli avvertimenti geopolitici di Brzezinski e dell’integrazione eurasiatica, che Washington teme una Russia forte, l’eurasiatismo e l’Unione Eurasiatica.
Le tensioni geopolitiche che Washington sta deliberatamente creando in Europa sono un tentativo di allontanare l’UE da Mosca, al fine di consentire agli USA di costruire il loro dominio in Eurasia. È la versione odierna del “Great Game”. Anche il monito di Brzezinski circa la rinascita dello “Spazio di Mezzo” (cioè la Russia e lo spazio postsovietico) concerne un’area che, unificandosi, diventerebbe “un’unica entità autorevole” (“an assertive single entity”), non un’entità “aggressiva”, che sarebbe una minaccia militare alla pace mondiale.
Washington vuole che la periferia occidentale (euro-atlantica) e quella orientale (Asia-Pacifico) si integrino con gli USA attraverso il Trans-Atlantic Trade and Investment Partnership (TTIP) e il Trans-Pacific Partnership (TPP). L’Unione Eurasiatica ed ogni progetto di Spazio Economico Comune sono una minaccia per la fusione di queste zone con gli Stati Uniti d’America. Ecco perché gli USA non possono tollerare uno “Spazio di Mezzo” indipendente ed autorevole. Ecco perché Russia e Cina vengono demonizzate e prese di mira: Mosca viene presa di mira mediante l’instabilità che Washington ha aiutato a creare in Ucraina (ed anche per mezzo di una nuova ondata di russofobia in Europa), mentre Pechino viene presa di mira attraverso il cosiddetto “Pivot to Asia” militare. Ciò è avvenuto mentre gli USA destabilizzavano il Vicino Oriente. Le sanzioni contro l’economia russa, la caduta dei prezzi del petrolio sul mercato internazionale e la diminuzione del valore del rublo fanno parte di questo cubo di Rubik.
Lo Spazio Economico Comune è un’aspirazione ad una zona di scambio eurasiatico. Mosca e i suoi alleati dell’Unione Eurasiatica vedono lo Spazio Economico Comune come una struttura atta ad incorporare gradualmente altre regioni o blocchi eurasiatici. Il viceministro degli Esteri russo Vasilij Nebenzja lo ha confermato alla TASS in un’intervista pubblicata il 31 dicembre 2014. Nebenzja ha detto alla TASS che il governo russo vede l’obiettivo a lungo termine della cooperazione tra UE ed Unione Eurasiatica come “la base di uno spazio economico comune dall’Atlantico al Pacifico”.
Lo Spazio Economico Comune avrebbe inizio con l’Unione Europea e l’Unione Eurasiatica. Esso sarebbe l’embrione di un’area di commercio più ampia, che avrebbe la possibilità di comprendere il Patto del Libero Commercio Centro-europeo (CEFTA), l’Associazione Sud-asiatica per la Cooperazione Regionale (SAARC) e l’Associazione delle Nazioni del Sud-est Asiatico (ASEAN). Emergerebbe così un blocco sopranazionale strutturato per compartimenti.
Da un punto di vista russo, invece di assegnare priorità al TTIP con gli USA, ha più senso per la UE cercar di creare una struttura di cooperazione con l’Unione Eurasiatica. Questo punto di vista è stato espresso alla UE dall’ambasciatore russo Vladimir Cizhov, il quale, in un’intervista rilasciata all’EUobserver il 2 gennaio 2015, ha dichiarato che Mosca vorrebbe avviare contatti tra la UE e l’Unione Eurasiatica quanto prima possibile e che le sanzioni applicate dalla UE alla Russia non devono impedire il dialogo e il contatto fra i due blocchi. “Dovremmo pensare ad una zona di libero scambio che abbracci tutte le parti interessate in Eurasia”, ha detto l’ambasciatore, il quale ha anche detto che per la UE “il blocco guidato dalla Russia costituisce un interlocutore migliore degli USA”. La questione su cui la UE deve riflettere, secondo l’ambasciatore, è questa: “Credete che sia una cosa saggia spendere tanta energia politica per una zona di libero commercio con gli USA, quando avete accanto a voi, più vicini a casa vostra, degli alleati più naturali?””

Da La guerra su più fronti contro il cuore dell’Eurasia, di Mahdi Darius Nazemroaya, in “Eurasia. Rivista di studi geopolitici”, n. 1/2015, pp. 15-16.

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