Il “Russia-bashing”

putin hitler

“Se vi è un campo nel quale il malagiornalismo “mainstream” ha ricavato i suoi certificati di nobiltà, è sicuramente quello del “Russia-bashing”. Lo stesso Bugingo vi ha allegramente partecipato. Nell’ottobre 2013 lo si poteva sentire in una radio di Montreal:
“E’ un Paese (la Russia) che si è xenofobizzato negli ultimi anni, attraverso il rilancio di una certa fierezza russa da parte di Vladimir Putin”.
Una scorciatoia facile ma non originale nel gioioso mondo del giornalismo di demonizzazione della Russia e del presidente Putin. In proposito, Karl Muller scrive:
“In questa campagna contro la Russia i media mainstream occidentali hanno giocato e giocano sempre di più un ruolo particolarmente reprensibile (…) la ‘copertura’ mediatica della Russia è esclusivamente negativa in modo intollerabile. E talmente negativa, che il consumatore di media privo di malizia viene indotto a pensare il peggio della Russia. Questo tipo di copertura mediatica riguarda infatti tutti gli aspetti del Paese. E il ricorso a vecchi pregiudizi contro la Russia è all’ordine del giorno”.
Tra gli attacchi più sbalorditivi portati avanti da personalità pubbliche vi è quella di paragonare il presidente Putin a Hitler e la Russia attuale al III° Reich.
E’ il caso di Jay Leno, l’ex presentatore-vedette dell’emittente statunitense NBC, dell’attore britannico Stephen Fry o dell’ex campione di scacchi russo (e all’occasione “oppositore” politico) Garry Kasparov.
Quest’ultimo si è perfino abbandonato alla formula shock “Sochi è per Putin quello che Berlino nel 1936 è stato per Hitler”. La reductio ad hitlerum in tutta la sua magnificenza!
Ecco cosa dicono i filosofi a proposito di simili paragoni:
“La reductio ad hitlerum consiste nella demonizzazione di una corrente di pensiero, una corrente politica o un uomo politico, identificandolo con Hitler. Un certo uomo di Stato fa discorsi autoritari, dunque è un nuovo Hitler. Secondo Leo Strauss, si tratta dell’ultimo argomento di chi non ha più argomenti, la confessione di impotenza della cattiva fede”.
Con sei milioni di morti, l’Unione Sovietica ha pagato il prezzo più alto della Seconda Guerra Mondiale. In questo sanguinoso conflitto, i Russi hanno pagato enormi sacrifici umani che hanno permesso di sconfiggere la Germania nazista e liberare l’Europa. E’ evidente dunque che paragonare Sochi a Berlino, o la Russia attuale alla Germania di Hitler, è sia far finta di ignorare la Storia, sia cercare di far colpo su di un uditorio con sparate vuote, sia mancare drammaticamente di gusto nella scelta delle analogie.”

Da L’affaire Bugingo o le derive del giornalismo mainstream, di Ahmed Bensaada.
hitler

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4 thoughts on “Il “Russia-bashing”

  1. In questa vicenda chiedo il parere dei miei connazionali, prima italiani e poi di fede ebraica su quello che pensano loro e su chi di loro appoggia Putin in Russia. Spero di parlare a uomini che hanno scelto una strada nonostante gli svantaggi e che amino l’ideale di una Europa unità contro chi vuole distruggere ogni tradizione e cultura.

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